Machiavelli’s Prince after 500 years – A great exhibition at the Biblioteca Nazionale Centrale in Florence

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Biblioteca Nazionale Centrale in Florence
Biblioteca Nazionale Centrale in Florence
Nicoletta Marcelli, Villa I Tatti Former Fellow, Fellow at the Università di Macerata
Nicoletta Marcelli
Villa I Tatti Former Fellow
Fellow at the Università di Macerata

From December 10 to February 28 the Biblioteca Nazionale will host the exhibition entitled “La via al Principe: Machiavelli da Firenze a San Casciano”. The choice of opening day is a celebration itself: on the 10th December 1513, in fact, Machiavelli, was confined to his home in Sant’Andrea in Percussina and there he wrote the famous letter to Francesco Vettori telling him he had begun to compose a book De Principatibus, later called the Prince.

After 500 years, the exhibition aims to give a detailed account to the general public about a less known aspect of the Machiavelli’s biography and work, from his appointment to the Florentine Chancery as Segretario in 1498 until 1512. Archival documents as well as portraits and manuscripts will give an idea to the historical and cultural context in which Machiavelli worked and how powerful he became, since he began to be the most confident men of the Pier Soderini’s government in the years 1502-1512. Unfortunately, Machiavelli’s brilliant carreer came to an end when the Medici re-entered the city in 1512, and eventually they removed from their posts all the Soderini’s supporters, including Machiavelli. On top of that, in February 1513 Niccolò was accused to have taken part in the conspiracy that sought to overthrow the Medici regime. Apparently Machiavelli was innocent, but in spite of that he was imprisoned and tortured in the Bargello, and only the election of cardinal Giovanni de’ Medici to the papacy as Leo X allowed Machiavelli to be released under general amnesty.

Although Machiavelli composed all his most famous works before 1513 – the Prince, the Discourses on the First Decade of Livy and the History of Florence -, the previous years are crucial to understanding Machiavelli as a human being and a politician, and therefore to appreciate the reasons why he composed those works.

The exhibition is articulated into 9 sections, which aim to shed light on the Florentine historical, political and artistic environment at Machiavelli’s time. The first two sections will be devoted to the Florentine institutions from Savonarolas’s Republic to the Pier Soderini’s government; together with archival sources these sections display famous works of art from the Polo Museale Fiorentino, such as the portraits of Machiavelli and Cesare Borgia by Cristofano Dell’Altissimo, Piero Soderini by Ridolfo del Ghirlandaio, Bronzino’s portrait of Leo X, and the famous Lorenzo de’ Medici duke of Urbino attributed to Raphael.

A relevant part of the exhibition will be dedicated to training and studies of Machiavelli (section 3), and to explain in detail the importance of the Chancery within the political and the administrative system of the Republic. The last three sections will be focused on the end of Machiavelli’s political career and the confinement in his country estate at San Casciano; section 8 (Cose gravi e cose vane), in particular, illustrates literary works composed before 1512 by displaying numerous Machiavellian autographs and the oldest manuscripts of the Prince. All documents and manuscripts on display come from the Florentine libraries (Medicean-Laurentian, National and Riccardiana) and from the Archivio di Stato, so that the exhibition will give an idea of the absolutely outstanding archival and manuscript collections preserved in Florence.

 

Italian text

Nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale Centrale dal prossimo 10 dicembre fino al 28 febbraio sarà allestita la mostra dal titolo “La via al “Principe”: Machiavelli da Firenze a San Casciano”. La scelta del giorno di inaugurazione è quanto mai appropriata: il 10 dicembre 1513, infatti, Machiavelli, confinato nella sua casa di campagna a Sant’Andrea in Percussina, scrisse la celeberrima lettera a Francesco Vettori comunicandogli di aver iniziato a comporre un’opera De principatibus, ovvero il Principe.

A 500 anni da quell’avvenimento, la mostra si propone di ricostruire, e al contempo di far conoscere al grande pubblico, un aspetto meno noto della biografia di Machiavelli, cioè il periodo precedente al 1513, contestualizzandolo mediante documenti e testimonianze storico-artistiche nella Firenze dell’epoca. Dal 1498 al 1512 Machiavelli ricoprì la carica di Segretario della seconda cancelleria della Repubblica fiorentina e divenne l’uomo di fiducia di Pier Soderini che ricopriva la massima carica dello stato. La brillante carriera politica di Niccolò, che lo portò fino ad influenzare le scelte del potere a Firenze, si arrestò bruscamente al rientro dei Medici nel 1512. Dopo essere stato rimosso dall’incarico di segretario e “epurato” come molti altri protagonisti della politica nel periodo soderiniano, Machiavelli nel febbraio del 1513 fu accusato (pare ingiustamente) di aver preso parte alla congiura che mirava a rovesciare il regime mediceo appena restaurato. Machiavelli fu imprigionato al Bargello e torturato, finché l’elezione al soglio pontificio del cardinale Machiavelli’s Prince after 500 years a great exhibition at the Biblioteca Nazionale Centrale in Florence Giovanni de’ Medici col nome di Leone X e la conseguente amnistia generale non gli permisero di essere rilasciato.

Sebbene tutte le principali opere del Machiavelli siano collocabili dopo il 1513, il periodo precedente a questa data fu altrettanto importante, se non cruciale per capire per la formazione umana e politica del Segretario e di conseguenza le motivazioni che lo condussero a comporre le sue opere maggiori quali, oltre al Principe, I Discorsi sopra la Prima deca di Tito Livio e le Istorie fiorentine.

Il percorso della mostra, articolato in 9 sezioni, illustra il contesto storico- politico, ma anche culturale e artistico, in cui Machiavelli si trovò ad agire: accanto alla prima sezione dal titolo Le Istituzioni fiorentine dalla Repubblica Savonaroliana al Gonfalonierato di Pier Soderini, la seconda esporrà opere celebri, tutte provenienti dal Polo Museale fiorentino, quali i ritratti di Machiavelli e Cesare Borgia di Cristofano Dell’Altissimo, quello di Piero Soderini ad opera di Ridolfo del Ghirlandaio, papa Leone X effigiato dal Bronzino o il celeberrimo Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino attribuito a Raffaello.

Le altre sezioni della mostra saranno dedicate alla formazione e agli studi di Machiavelli (sez. 3), nonché illustreranno nel dettaglio quali erano le sue mansioni e la centralità della Cancelleria all’interno delle istituzioni politico-amministrative della Repubblica, nonché il suo rapporto con Pier Soderini (sez. 4-6). Il percorso sarà concluso dalle tre sezioni focalizzate sulla fine della carriera politica e sul confino nella tenuta di campagna presso San Casciano; una in particolare (sez. 8 Cose gravi e cose vane) illustrerà le opere letterarie composte da Niccolò prima del 1512 con l’esposizione di numerosi autografi machiavelliani e dei più antichi codici superstiti del Principe. Tutti i documenti e i manoscritti esposti provengono dalle biblioteche fiorentine (Medicea-Laurenziana, Nazionale e Riccardiana) e dall’Archivio di Stato, a testimonianza dell’enorme patrimonio documentario e librario di cui Firenze dispone.

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