“The Way to the Prince” opens December 10, 2013 at the Biblioteca Nazionale Centrale in Florence – by Valdo Spini

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Niccolo Macchiavelli - Loggiato degli Uffizi
Niccolo Macchiavelli - Loggiato degli Uffizi
Valdo Spini - Chairman of the Committee for the celebrations of the fifth century of the writing of The Prince by Niccolò Machiavelli
Valdo Spini – Chairman of the Committee for the celebrations of the fifth century of the writing of The Prince by Niccolò Machiavelli

The exhibition “The way to The Prince” opens December 10, 2013, the day considered the official birthday of The Prince, the conclusion of the drafting of which was announced by Niccolò Machiavelli to Francesco Vettori on December 10, 1513. The exhibition will be held at the Biblioteca Nazionale Centrale in Florence, in collaboration with the Florentine Museums and the State Archives of Florence.

The years in which Machiavelli contributed to the project in the Florentine Republic (1498-1512) were very important years for Florence. They are symbolized by what is perhaps the most famous sculpture in the city, the David, commissioned to an ardent Republican as Michelangelo Buonarroti whose statue is the symbol of the Republic’s freedom. David, who brings down the giant Goliath, represented the ability of the Republic to maintain its independence from the Empire and the papacy that threatened and then, in two subsequent rounds, 1512 and 1530 was extinguished, restoring the rule of Medici family.

But if the external forces were able to break down some institutions, they could not weaken the minds of his most brilliant exponents. And so it was for Machiavelli. Ousted from his post by the Medici, subject to a notice of capture (which we have recalled, thanks to the collaboration of scholars of Villa I Tatti, Harvard University), imprisoned in the Bargello, tortured, finally freed under an amnesty and confined to St. Andrew in Percussina, he wrote a work memo, The Prince, which has had worldwide appeal and lasted through the centuries as the birth of political science and, even better, art policy. And the expression of the power of ideas of revenge counter any attempt to suffocate them or marginalize them.

We divided up the tasks: in Rome there was the exhibition at the Vittoriano, The Prince by Niccolò Machiavelli and his times. In Florence, another exhibition was titled The way to The Prince. The Florence show is characterized by the exposure of literary and artistic archival materials that can explain the process that led to the drafting of Machiavelli’s Prince, and who can inspire today new discoveries, new comparisons, and new debates.

The design of the Florentine exhibition is to place The Prince in the context of the biography of the author, meaning that his writing was a moment in the life of Niccolò Machiavelli and in the broader context of his works. This is to emphasize the deeper and longer-lasting effect of the work, which had far-reaching cultural and scientific implications.

I would like to highlight in particular the significant presence of the wonderful Table Doria, a painting attributed to Leonardo da Vinci depicting a scene of the battle of Anghiari, thought to be lost and found through the work of the Carabinieri of the Ministry of Culture. According to an agreement with the National Museum of Japan, which had purchased it in the postwar period, the work will switch between Italy and Japan, with long-term stays in each country. After the exhibition in Florence, the work will travel to Japan for a few years before it is seen here again.

Another object of note is the original manuscript of a major work of Niccolò Machiavelli: The art of war. Do not miss the portraits of Machiavelli, such as the little-known work by Ridolfo del Ghirlandaio. The set of documents, books and works of art exhibited at the show have this purpose. Approach to Machiavelli, in his Prince and his other works, it means accepting a great intellectual challenge, cultural and ethical. It means trying to follow in his elaborations, full of passion and reason, the Florentine secretary. It means being open to reflection and deep discussions.

 

Italian text

La mostra La via al Principe si apre il 10 dicembre 2013, data che è considerata il compleanno ufficiale del Principe. La conclusione della sua stesura fu infatti annunciata da Niccolò Machiavelli a Francesco Vettori il 10 dicembre del 1513. La mostra si svolgerà alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in collaborazione con il Polo Museale Fiorentino e l’Archivio di Stato di Firenze.

Gli anni in cui Machiavelli prestò la sua opera alla Repubblica Fiorentina (1498- 1512) sono stati molto importanti per Firenze. Sono simboleggiati da quella che è forse la scultura più nota della città, il David commissionato a un fervente repubblicano come Michelangelo Buonarroti, proprio come emblema della libertà della Repubblica. David che abbatte il gigante Golia stava appunto a significare la capacità della Repubblica di mantenere la sua autonomia nei confronti dell’Impero e del papato che la minacciavano e che poi, in due successive tornate, 1512 e 1530, la spensero, ripristinando il dominio della famiglia Medici. Ma se le forze esterne poterono abbattere le istituzioni, non poterono certo fiaccare le menti dei suoi più geniali esponenti. E così è stato per Machiavelli. Estromesso dal suo incarico dai Medici, oggetto di un bando di cattura (che abbiamo rievocato, grazie alla collaborazione degli studiosi di Villa I Tatti della Harvard University, il 19 febbraio di quest’anno, proprio il giorno esatto del suo cinquecentenario), imprigionato nel Bargello, torturato, infine liberato grazie a un’amnistia e confinato a Sant’Andrea in Percussina, egli scrive Il Principe, opera che ha avuto risonanza mondiale e duratura nei secoli, come atto di nascita della scienza della politica e, ancor meglio, dell’arte della politica. È l’espressione della vendetta della forza delle idee nei confronti di ogni tentativo di soffocarle o di emarginarle.

Ci siamo divisi i compiti: al Vittoriano di Roma si è svolta la mostra Il Principe di Niccolò Machiavelli e il suo tempo e a Firenze La via al Principe. La mostra fiorentina si caratterizza per l’esposizione di quelle opere artistiche, letterarie, archivistiche che possono illustrare il percorso che ha portato Machiavelli alla stesura del Principe, e che potranno suscitare oggi nuove scoperte, nuovi confronti e nuovi dibattiti. Il carattere quindi delle celebrazioni fiorentine è quello di collocare Il Principe nell’ambito della biografia dell’autore, col significato che la sua stesura ha avuto in un momento particolare della vita di Niccolò Machiavelli e nel contesto più generale delle sue opere. Ciò allo scopo di sottolinearne gli elementi più profondi e più duraturi e meno quelli legati all’occasione e alle finalità contingenti. Un’operazione culturale e scientifica di grande portata.

Mi permetto di segnalare, in particolare, la presenza significativa della mirabile Tavola Doria, un dipinto leonardesco che raffigura una scena della battaglia di Anghiari, data per perduta e ritrovata grazie all’attività del Nucleo Carabinieri del Mibac (Ministero dei Beni Artistici e Culturali). Per accordi con il Museo Nazionale del Giappone che l’aveva acquistata nel dopoguerra, l’opera si dovrà alternare fra Italia e Giappone, con scadenze pluriennali e, quindi, dopo la mostra fiorentina, lascerà l’Italia e non sarà possibile rivederla prima di qualche anno.

Altro elemento da segnalare è quello della presentazione del manoscritto originale di un’opera fondamentale di Niccolò Machiavelli: Dell’arte della guerra. Non mancheranno i ritratti di Machiavelli, come quello poco noto di Ridolfo del Ghirlandaio. L’insieme dei documenti, dei libri, delle opere d’arte esposte alla mostra hanno questa finalità. Accostarsi a Machiavelli, al suo Principe, alle altre sue opere, significa accettare una grande sfida intellettuale, culturale ed etica. Significa cercare di seguire, nelle sue elaborazioni, dense di passione e di ragione, il segretario fiorentino. Significa aprirsi a riflessioni e discussioni profonde e feconde.

Valdo Spini
Chairman of the Committee for the celebrations of the fifth century of the writing of The Prince by Niccolò Machiavelli

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