Dante: war and love – by Zdenka Marchi

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Henry Holiday, Dante Alighieri meeting Beatrice Portinari along the river Arno, detail
Zdenka Marchi, Professor of Italian language and culture
Zdenka Marchi
Professor of Italian language and culture

Talking about Dante’s family in the october issue of Florence is You! we said that it was very important at the time and sided with the Guelphs. That influenced the life of the poet and the result of all his work. In fact even the custom to preset marriages of children by their parents, greatly influenced the life of Dante.

At just 12 years was promised to Gemma Donati, daughter of another prominent member of Florence, Matteo Donati. His real love, however, was Beatrice. Dante saw her when he was 12 years old and then only a few times in his life, but that inspired his whole poetry. I would like to focus on these two social aspects so important that it has conditioned deeply the life of the poet. The political factor with constant wars between Guelphs and Ghibellines and love for Beatrice, who always remained the symbol of his inner peace. War and Love, two elements contrasting yet so close to the life of the great poet! Just to give a complete view of the historical events that marked Dante’s life, I would like to point out the Battle of Campaldino in 1289, to which Dante himself, like all of the Guelphs and Ghibellines, took part. They won and ruled over the city, but immediately after its winner, they split into two factions: the White Guelphs and the Black Guelphs.

Although initially the split was related only to the two most important families of Florence (the Blacks, led by the family of the Dante’s wife (the Donati family) and the Whites, of which Dante was a member, then the difference was related to the ideological thought. The Blacks supported the papacy and wished that it had even more power in public affairs. The Whites, however, demanded that the Pope was less influential in politics. Yet, despite this distancing of Dante from the papacy, we can absolutely say that his greatest poem – The Divine Comedy – is a Christian poem. In fact, although in the description of Hell Dante uses mythological characters (such as Charon, who carries souls on the other side of the river), in his poem, Hell, is not only “the afterlife”, but it is the place where the guilty souls are punished according to their sin. The ultimate goal is always and for everyone to reach God. Regarding this aspect Dante will present immediately in the second Canto who can help him in this endeavor. There are three women: the most important is Beatrice, whose name means “she who blesses”, then the one that leads to God. For this reason is so obvious the importance of the personal experience of the poet.

Henry Holiday, Dante Alighieri meeting Beatrice Portinari along the river Arno, detail
Henry Holiday, Dante Alighieri meeting Beatrice Portinari along the river Arno, detail

 

At that time it was an important literary theme of “courtly love”, the love that is able to refine and ennoble man. The salient features of this literary love typical of Dante are: – The cult of woman as a sublime and unattainable. – That love unfulfilled (there is a relationship of equality, then the man asks for nothing in return for his services.) – That love which refines the soul, ennobles and purifies it. So love becomes an exercise in inner improvement. On the basis of all these elements we can understand how Beatrice represent exactly the prototype of “Courtly love” to Dante, because he is the one who brought him to God and purification. So that, it will see him through the analysis of the Divine Comedy, Beatrice, is given this important task to act as agents of God and to go with Dante all the way on the journey to Heaven. I should mention that knowing these two elements, “War”, and the following “self-defense” and “Amor courteous” – with the feeling of inaccessibility that follows – it is easier to understand the closed and romantic nature of the Florentines even today.

Zdenka Marchi
Professor of Italian language and culture

 

Italian text

Parlando della famiglia di Dante nel numero di ottobre 2013 di Florence is You! abbiamo detto che era molto importante all’epoca e parteggiava per i Guelfi. Questo influenzò l’intera vita del poeta e di conseguenza l’intera sua opera. In realtà, anche l’usanza di prestabilire i matrimoni dei figli da parte dei genitori influenzò molto la vita di Dante.

A soli 12 anni fu promesso a Gemma Donati, figlia di un altro importante esponente fiorentino, Matteo Donati. Il suo vero amore però fu Beatrice, una bambina che Dante vide a soli 12 anni e poi solo poche volte nella sua vita, ma che ispirò tutta la sua poetica. Vorrei quindi porre l’attenzione su questi due importanti aspetti sociali che condizionarono così profondamente la vita del poeta. Il fattore politico con le guerre continue tra Guelfi e Ghibellini e l’amore per Beatrice che rimase per sempre il simbolo della sua pace interiore. Amore e morte, due elementi così contrastanti eppure così vicini nella vita del Sommo Poeta! Giusto per dare una visione completa degli eventi storici che segnarono Dante, vorrei partire dalla Battaglia di Campaldino del 1289, alla quale Dante stesso, come tutti i Guelfi e i Ghibellini dell’epoca, prese parte.Vinsero i Guelfi che dominarono sulla città, ma subito dopo proprio i vincitori, si divisero in due fazioni a loro volta, Guelfi Bianchi e Guelfi Neri.

Sebbene inizialmente la divisione fosse collegata solo alle due famiglie più importanti di Firenze, in seguito le differenze divennero ideologiche: i Neri, capeggiati proprio dalla famiglia della moglie di Dante (la famiglia Donati ) e i Bianchi, di cui Dante faceva parte. I Neri appoggiavano il papato e desideravano che questo avesse più potere anche negli affari pubblici. I Bianchi, invece, chiedevano che il Papa fosse meno influente nelle questioni politiche. Eppure, nonostante questa presa di distanza di Dante dal papato, possiamo assolutamente affermare che il suo più grande poema – La Divina Commedia – sia un poema cristiano. Infatti, sebbene nella descrizione dell’Inferno Dante usi personaggi mitologici (come ad esempio Caronte che trasporta le anime sul lato opposto del fiume), nel suo poema, l’Inferno, non è solo “l’aldilà”, ma è il luogo dove le anime colpevoli vengono punite a seconda del loro peccato. Il fine ultimo è sempre e per tutti raggiungere Dio. Per quanto riguarda questo aspetto, Dante ci presenterà subito nel secondo Canto chi può aiutarlo in questa impresa. Sono tre donne: la più importante è Beatrice, il cui nome significa “colei che beatifica”, quindi colei che porta a Dio. È evidente quindi l’importanza della esperienza personale del poeta.

A quel tempo un importante tema letterario era l’Amor cortese, cioè l’amore capace di nobilitare e affinare l’uomo. Gli elementi caratterizzanti di questo amore letterario tipico dell’epoca di Dante sono: Il culto della donna come essere sublime e irraggiungibile; l’inferiorità dell’uomo rispetto alla donna; l’amore inappagato (non c’è un rapporto di parità, quindi l’uomo non chiede niente in cambio dei suoi servigi.); l’amore che ingentilisce l’animo, lo nobilita e lo purifica. Quindi amore diventa un esercizio di perfezionamento interiore. Sulla base di tutti questi elementi possiamo capire come Beatrice rappresentasse esattamente il prototipo di “amor cortese” per Dante, perché è colei che lo porterà alla purificazione e a Dio. Dunque, e lo vedremo attraverso l’analisi della Divina Commedia, a Beatrice, è dato questo importante compito di fungere da tramite di Dio e di accompagnare Dante per tutto il cammino durante il viaggio in Paradiso. Vorrei concludere che conoscendo questi due elementi “guerra”, e quindi “autodifesa” e “Amor cortese” – con il sentimento di irraggiungibilità che ne consegue – è più facile capire il carattere chiuso e romantico anche dei Fiorentini di oggi.

Zdenka Marchi
Professoressa di Lingua e Cultura Italiana

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