Editorial, by Cristina Acidini

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In Italian, below

The vitality of studies and the quality of results the State Museums of Florence achieve with their uninterrupted activity that concurs in developing several exhibitions contemporaneously are fully appreciable in Firenze 2014 Un anno ad arte. Now in its eighth edition, this exhibition series is a recurring and popular appointment with visitors. Moreover, considering the overall positive trend of museum visits, we like to think that visitors appreciate these exhibitions that expand on and renew the permanent museum offer. Though faced with the general contraction of resources destined to culture, the traditional partners – Ente Cassa di Risparmio di Firenze and Firenze Musei – join the State Museums of Florence with enthusiasm and courage in a challenging undertaking: organising nine exhibitions in the course of the year. We find the same trust among the publishers of the ATI concessionaria Giunti and Sillabe, which maintain the same high level in the catalogues they publish.

Today, even more so in the past, the exhibition series calls upon the most important museums to sustain a major commitment.The Uffizi, the Accademia and the Palatina will each accept the honour and the burden of two exhibitions. Generally speaking, these exhibitions will develop and expand on the themes and identity of the collections, enhancing the permanent museum holdings with important integrations and juxtapositions in the sign of a variety that in every edition follows the coordinates of history and geography. The series opens with a rarity. An exhibition of works on paper – both books and documents – on generous loan from our colleagues in archives and libraries of Florence, will illustrate the highest reaches of history and culture, known to experts and few others and, at the same time, evoke the noble phantom of the Biblioteca Palatina in Palazzo Pitti. The Sala Bianca will host the first complete monographic show dedicated to Jacopo Ligozzi, while the Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi will present a selection of illuminations focused on botany in which this artist from Verona attained heights of unparalleled beauty. From another region and another cultural ambit comes a selection of works from the collection of Maestro Molinari Pradelli, through the generosity of his widow Bianca Maria and family, which echoes the motifs of seventeenth-century Florentine painting in the newly opened rooms of the Uffizi. Then comes the first great exhibition dedicated to the painting trend of Florentine “naturalism” between the late 16th and 17th centuries, which was a mental, spiritual and artistic disposition in search of confines and a name. Meanwhile, the Galleria dell’Accademia forms a partnership with the Museo Nazionale della Fotografia Alinari to render homage to Michelangelo Buonarroti in the 450th anniversary of his death, with an exhibition dedicated to the powerful and universally renowned works of art, especially of sculpture, by the supreme artist, from historical painting to contemporary photography. An exhibition on collecting works by the “Primitives” will then focus on another great art epoch in the Gallery, presenting painting from the 14th and 15th centuries. Three other museums will be the protagonists of the remaining shows. The Museo degli Argenti will showcase the magnificent Medici reliquaries, devoting particular attention to identifying relics of Saints who, though little known or forgotten today, were important in seventeenth-eighteenth century worship. The Museo Nazionale del Bargello proposes the first-ever exhibition dedicated to Baccio Bandinelli and not only as a sculptor (and eternal rival of Michelangelo), but also as a draughtsman and teacher of young artists at his “accademia”. Finally, the Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti will commemorate the one-hundredth anniversary of its foundation, proposing a trial installation for its 20th century collections (presently not on show) and re-formulating its itinerary to showcase the strong nucleus of Macchiaioli artworks in its collections.

The exhibitions will be hosted in presti- gious venues on both sides of the River Arno, and follow a chronology ranging from the “Primitives” to the 20th century. The typologies of exhibited works will also be in the sign of variety, presenting creations of the “major” arts, children of Drawing – to put it in academic terms – as sacred art and much more. A confirmation of the unity of knowledge and of the transversal nature of artistic expression, in search of beauty.

Italiano

La vivacità delle ricerche e la qualità dei risultati che si conseguono nei musei del Polo Museale Fiorentino, in un’attività che non conosce soste e che consente lo sviluppo di più progetti espositivi in contemporanea, si manifestano pienamente nel programma espositivo Firenze 2014 Un anno ad arte, giunto all’ottava edizione come un gradito e ricorrente appuntamento con i visitatori. E piace credere che i visitatori apprezzino le mostre che ampliano e rinnovano l’offerta museale permanente, visto il trend complessivamente positivo dell’affluenza.

Con entusiasmo e con coraggio i partner tradizionali, Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Firenze Musei, pur a fronte della generale contrazione delle risorse destinate alla cultura, affiancano il Polo museale in un’impresa impegnativa, qual è quella che si preannuncia: organizzare nove mostre nell’arco dell’anno. La stessa fiducia mostrano gli editori dell’ATI concessionaria, Giunti e Sillabe, che mantengono il medesimo alto livello nel pubblicare i cataloghi.

Come e più che in passato, la serie delle mostre vede chiamati a sostenere impegni ingenti i massimi musei, le Gallerie degli Uffizi, dell’Accademia e Palatina, ognuno dei quali assumerà gli onori e gli oneri di due mostre. In linea generale, si tratta di mostre che sviluppano e ampliano temi e vocazioni delle raccolte, valorizzando il patrimonio permanente con opportune integrazioni e accostamenti, all’insegna di una varietà che ad ogni edizione spazia lungo le coordinate della storia e della geografia. L’esordio sarà singolare: una rassegna di opere cartacee – documenti e libri – che, in virtù dei prestiti generosamente concessi dai colleghi di archivi e biblioteche di Firenze, renderanno visibili picchi altissimi della storia e della cultura, noti agli addetti ai lavori e a pochi altri, evocando nel contempo il nobile fantasma della Biblioteca Palatina in Palazzo Pitti. La Sala Bianca ospiterà poi la prima mostra monografica completa di Jacopo Ligozzi, cui il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi affiancherà una selezione di tavole miniate dall’artista veronese, dove attraverso l’illustrazione botanica sono raggiunti vertici di ineguagliata bellezza. Da un’altra regione e da un altro ambito culturale proviene – grazie alla signora Bianca Maria e alla famiglia – una selezione della collezione del Maestro Molinari Pradelli, che riecheggia i motivi del Seicento fiorentino nelle nuove sale or ora aperte negli Uffizi; quella che seguirà, sarà la prima grande mostra dedicata alla pittura del “naturalismo” fiorentino tra l’estremo XVI e il XVII secolo, attitudine mentale e spirituale prima ancora che artistica, in cerca di un perimetro e di un nome. Nel frattempo la Galleria dell’Accademia (in partenariato con il Museo Nazionale della Fotografia Alinari) avrà reso omaggio a Michelangelo Buonarroti nel 450° anno della morte, con una mostra dedicata alle immagini potenti e universalmente diffuse dell’arte e specialmente della statuaria del sommo artista, dalla pittura di storia alla fotografia contemporanea. Una mostra sul collezionismo dei “Primitivi” toccherà poi un’altra grande area artistica presente nella Galleria, con la pittura del Tre e del Quattrocento. Altri tre musei sono protagonisti delle mostre restanti. Nel Museo degli Argenti saranno valorizzati i magnifici reliquiari medicei, con una speciale attenzione per l’identificazione di reliquie di Santi oggi poco noti o dimenticati, e tuttavia importanti nella devozione sei-settecentesca. Il Museo Nazionale del Bargello proporrà la prima mostra mai dedicata a Baccio Bandinelli, non solo dotato scultore (ed eterno rivale di Michelangelo), ma anche disegnatore e formatore di giovani attraverso una sua precoce “accademia”.

La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, infine, ricorderà il centenario della sua fondazione proponendo una prova di allestimento per le collezioni del Novecento (attualmente non esposte) e rielaborando il percorso per valorizzare entro le pro- prie raccolte il nucleo fortemente identitario dei Macchiaioli. Mentre un criterio di equa distribuzione situa le mostre in luoghi d’eccellenza di qua e di là d’Arno, altrettanto equilibrata varietà si ritrova nella cronologia, che va dai “Primitivi” al Novecento, e nella tipologia, che annovera le creazioni delle arti “maggiori” figlie dirette del padre Disegno – per dirla in termini accademici – ma anche manoscritti, libri, fotografie, suppellettili sacre e molti altri generi di testimonianze, in un composto che è riprova dell’unità del sapere e della trasversalità dell’espressione artistica, in cerca della bellezza.

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