To discover an unusual Florence, start with street numbers, by Niccolò Rinaldi

0
Niccolò Rinaldi
Niccolò Rinaldi
Member of the European Parliament
(Gruppo ALDE), Florentine and author
of Firenze Insolita e Segreta – Jonglez

Out of my position as Member of the European Parliament, for almost two years I have been working on a small project which has become every day more and more ambitious. In line with the most important international cities, this project consisted on drafting an excellent touristic guide about Florence, which could collect and tell about the Florence’s secret and unknown places. Finally the book “Secret Florence” was released in 2011 by Edizioni Jonglez and published in four languages. With more than two hundred classified places, all accessible to the general public, this guide represents a small manual for the dweller and the curious travellers eager to discover the hidden Florence. While the “visible” city may strike visitors and tourists alike as a labyrinth that no longer holds any secrets, there is beyond it another, more intimate, city of stratified layers. The earliest stones of the urban fabric, the neglected museums and deserted theatres – these, together with a thousand other enigmatic sites, make up this place. Not all the curiosities and signs that identify this other city date back to the Middle Ages and the Renaissance; some might well be much more recent. And yet, however often we have passed by them, we have failed – and continue to fail – to notice them.

Firenze insolita e segreta by Niccolò Rinaldi
Firenze insolita e segreta
by Niccolò Rinaldi

This guidebook urges you to wander around the city, to look around you, because for those who are ready to read “between the stones” Florence is an open – or, at least, half-open – book. And how easy it is to fall into the habit of searching out the more surprising aspect of a city where the rhythm of life is the product of the activities of its residents and the very form of its urban fabric. Like Venice, Prague or Paris, Florence is full of hidden corners that preserve nuances of its history, its literature and the legends it has nurtured. Like them, Florence is a theatre of the unusual and the overlooked. After this long introduction to introduce the handbook, I am going to start with the ABC of the pilgrimage around Florence, where the first curiosity is represented by the two systems of street numbers: private residences have dark blue numbers, while public buildings and business premises have red numbers. As each system follows its own numerical order, it is possible for example to see a blue No. 25 alongside a red No. 3. Elsewhere, as in Genoa or Savona, the red numbers distinguish the secondary exits on the back of some buildings. However, the distinction between business premises and private residences is a unique system, entirely Florentine, which is already an outstanding aspect of the city. Not only. In Piazza Pitti, above the door of the building standing just opposite Palazzo Pitti are two numbers: 7 and 1702. In Via dei Serragli No. 99 there is the No. 2538 as well. Which is the right one? The 1702 and 2538 are perhaps the last remaining trace of the old system for numbering Florence’s houses, in which number 1 was Palazzo Vecchio itself. This single system extended in a capillary fashion throughout the city. In Oltrarno, the first building was numbered 1289, with the numbers also continuing on the other side of the river, reaching beyond 8000 in the Santa Croce district. A unitary system then, following an even more complex logic than that found in the street numbers in Venice, where at least the buildings are divided according to sestieri (the six districts that make up the city). The whole system was reformed in 1865, introducing the present numbering by street or piazza. This was when the building once numbered 1702 became 7 Piazza Pitti. As for the old system, it’s nothing but a memory, although traces can still pose the odd puzzler for the sharp-eyed visitor.

Italiano

Per quasi due anni il poco tempro libero lasciatomi dal mio incarico di Deputato al Parlamento Europeo l’ho dedicato a un piccolo progetto diventato giorno dopo giorno sempre più ambizioso. Scrivere an- che per Firenze, come ne esistono per altre grandi città internazionali, una guida che raccolga e racconti i suoi luoghi segreti e meno noti. Alla fine, per le Edizioni Jonglez, è uscita nel 2011 la Firenze insolita e segreta, pubblicata poi in quattro lingue e divenuta un piccolo manuale dell’abitante e del viaggiatore curioso. Oltre duecento luoghi repertoriati, e tutti accessibili per il grande pubblico, che delineano un’al- tra città, la Firenze nascosta. Perché oltre quella visibile e percorsa dall’abitudine del cittadino assuefatto dalla superficie e dal turista banale e rinunciatario, c’è una città stratificata nelle prime pietre, raccolta in angoli appartati, in teatri ormai fantasmi e indirizzi enigmatici, una città di nicchie e segni, alcuni perfino recenti e non eredità di medioevi e rinascimenti, perché una città inquieta come Firenze ha sempre sopito i suoi bollori in un ritmo di vita che si ritrova, a saper guardare bene, nel significato di una finestra, o della minima traccia di un antico luogo lasciata per essere decifrata dall’occhio attento di chi sa discernerne il filo d’Arianna della storia vissuta. Per questo la citta è una e mille, ha il volto dell’apparenza e della guida turistica ordinaria, ma ha le venature dei percorsi intrecciati e delle singolarità che sfuggono a prima vista – eppure ci eravamo passati davanti mille volte… 

Da oggi comincio una breve rubrica che è un incoraggiamento a camminare e a guardarsi intorno, ad andare oltre le apparenze delle strade che conosciamo. Le pietre di Firenze costituiscono un libro aperto o appena socchiuso, con angoli, iscrizioni, tracce, appartamenti, belvederi, angoli di verde, voci, personaggi, che sono altrettante storie, fermenti di una vita secolare ancora non sopita. Le città sono fatte per questo: crogiolo di eventi e di vite vissute, accumulano curiosità che ne sono il sale. Come Venezia o Parigi, anche Firenze è rivelata non tanto dai grandi monumenti, ma dai particolari, è il teatro dell’insolito. Dopo questa lunga introduzione per presentare la rubrica, comincio con l’abc del peregrinare per Firenze, dove una prima curiosità è il doppio sistema di numerazione civica: le abitazioni sono numerate con caratteri neri o blu scuro, mentre gli edifici pubblici e gli uffici presentano caratteri rossi. è così possibile, per esempio, che il numero 25 blu si trovi vicino al numero 3 rosso. Altrove, come a Genova e a Savona, i numeri rossi distinguono le uscite secondarie, sul retro di alcuni edifici. Ma la differenziazione tra esercizi commerciali e abitazioni è un sistema unico, tutto fiorentino, che già costituisce un aspetto insolito della città. Non solo. In Piazza Pitti, al numero 7, si può notare anche un altro numero, il 1702. In via dei Serragli, al nunmero 99, si trova invece anche il numero 2538. Come mai? Sono tra le poche tracce dell’antica numerazione di Firenze che partiva da Pa- lazzo Vecchio, con suo numero 1, e si diramava per il resto della città. In Oltrarno la prima casa aveva il 1289, poi si tornava dall’altra parte del fiume – e a Santa Croce si superava il civico 8000. Un sistema uni- tario anche più complesso rispetto a quello veneziano, dove la numerazione unica è ancora vigente ma suddivisa per i sei sestrieri. Nel 1865 la riforma e l’introduzione del sistema attuale con la numerazione strada per strada, piazza per piazza. Così il palazzo di Piazza Pitti è passato dal 1702 al 7 – un cambio assai brusco e repentino, ma meglio per tutti, mentre l’antica nume- razione rimasta è una memoria che per il passante attento si fa quasi un indovinello. E chi farà attenzione, potrà trovare altre testimonianze.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.