Florence gardens that will improve your life – by Ludovica Ginanneschi

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Villa I Tatti
Villa I Tatti
Ludovica Ginanneschi
Ludovica Ginanneschi
Garden Design
www.lggardendesign.com

Over the centuries, Florence lived many moments of compelling lure and charming enticement for those who were not living there.
One of these moments was the period between the end of the 1800s and the beginning of the 1900s.
Following the wave of the 18th century Grand Tour, the Anglo-American community in town grew so significantly that the Anglo-Americans became a subject on their own.
Easily recognizable by their style and manners, they were adressed with a name loaded of the scornful irony for which Florentines stand out: the ‘anglo-beceri’, where ‘beceri’ means boorish, loud people.
And they, who loved Florence although they could hardly stand its inhabitants, pretended not to pay attention to this rudeness and kept on living in the city and contributing to increasing its beauty.
Almost unheard-of today, but extremely well-known in Florence at the beginning of the 20th century, a key man was Cecil Ross Pinsent, who designed the English colony’s estates and gardens for about thirty years.
Cecil was a 23 years old English architect travelling around Italy with his friend Geoffrey Scott.
During his visit in Florence, he met Bernard Berenson, the famous American art historian specializing in the Renaissance, who had recently settled with his wife at the beautiful Villa I Tatti on the hills of Settignano.

Villa I Tatti
Villa I Tatti

Berenson hired Geoffrey as a librarian and commissioned Cecil his first important assignment: to design the garden of the villa.
It was an instant success.
Pinsent created a brand new and modern garden in what we would call today a “vintage” style.
Inspired by Renaissance Italian gardens, it constitutes of a sumptuous box parterre which extends on four terraced planes loping towards the bottom of the valley.
When, almost with indifference, you will cross the conservatory of the villa to venture into the garden, you will certainly be surprised by this unexpected magnificence.
Thanks to a contagious word of mouth, Pinsent became so popular among the Anglo-American circle that he spent the following three decades in Florence designing and building enchanting gardens, which seemed more “Italian” than the real Italian ones.
He so became the grand master of the integration of buildings into the surrounding natural landscape.
Other amazing creations of this talented but disregarded ‘anglo-becero’ are the gardens of Villa Le Balze, Villa Medici and Villa La Foce, which add significantly to the already rich history of gardens in Florence and Tuscany.

Italiano

Firenze, nella sua lunghissima storia, ha vissuto momenti d’irresistibile fascinazione e richiamo magnetico per chi non vi era nato e non vi abitava.
Uno di questi è stato certamente il periodo a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, quando, sull’onda lunga del Grand Tour settecentesco, la comunità d’inglesi e americani crebbe fino a diventare un soggetto a sé, facilmente identificabile dai fiorentini, i quali, con l’ironia sprezzante che li contraddistingue, coniarono un nome apposta per indicarli: gli anglo-beceri.
E loro, che amavano Firenze ma mal sopportavano i suoi abitanti, fecero finta di non farci caso e continuarono ad abitarvi riuscendo perfino ad aumentarne la bellezza.
Un personaggio chiave, poco conosciuto ai più, ma che fu l’asso pigliatutto nella realizzazione dei giardini nelle proprietà della ‘colonia inglese’ per più di trent’anni, è Cecil Ross Pinsent.
Cecil era un giovanissimo architetto inglese che a soli 23 anni, mentre viaggiava in Italia con l’amico Geoffrey Scott, ebbe la fortuna di entrare in contatto con Bernard Berenson, il grande storico dell’arte statunitense specializzato in arte rinascimentale, che dal 1900 si era stabilito con la moglie a Settignano, a villa I Tatti.
Berenson assunse Geoffrey come bibliotecario e affidò a Cecil il suo primo grande incarico, quello di progettare il giardino della villa che stava ristrutturando.
E fu subito un successo.
Un giardino del tutto nuovo e moderno ma in stile ‘vintage’ come si direbbe oggi, che, traendo ispirazione dai classici giardini all’italiana del passato rinascimentale, è costituito da uno scenografico parterre, realizzato con siepi di bosso, che si allunga su quattro piani terrazzati leggermente digradanti verso il fondo della valle.
Voi stessi, quando quasi con noncuranza attraverserete la limonaia della villa per avventurarvi nel giardino, non potrete fare a meno di essere presi alla sprovvista da tale inaspettata magnificenza.
Tramite un contagioso passaparola, Pinsent divenne un architetto molto popolare nella cerchia anglo-americana tanto che passò a Firenze i tre decenni successivi a disegnare e realizzare giardini di grande fascino che sembravano più all’italiana di quelli italiani, diventando il maestro assoluto dell’inserimento degli edifici e dei giardini nel paesaggio circostante.
Villa Le Balze, Villa Medici e Villa La Foce sono le migliori realizzazioni di un talentuoso ma misconosciuto…’anglo-becero’ che tutt’oggi impreziosiscono la già ricca storia dei giardini fiorentini e toscani.

Villa I Tatti – www.itatti.harvard.edu
Villa Le Balze – www.villalebalze.georgetown.edu
Villa Medici – www.villamedicifiesole.it
Villa La Foce – www.lafoce.com

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