The Women’s Working Group in Florence – by Anna Balzani

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Anna Balzani, Editor-in-chief
Anna Balzani
Editor-in-chief

On March 8, 1846, Italy celebrated its first-ever International Women’s Day, choosing mimosa flowers as its symbol, since they bloom at the beginning of March.
But the significance of International Women’s Day stretches far beyond a pretty bouquet of flowers.
Rather, it is an occasion to raise awareness of the status of women’s rights and to remember one’s dignity against discrimination and violence, with the greater purpose of remembering the women who shaped history and how to best chart our future course.
Ultimately, it is an opportunity to reflect together on the path yet to be taken.
The city of Florence marked Women’s History Month with a month-long calendar of events in March, featuring art exhibitions, cultural initiatives, lectures on core psychological and social issues, and discussions about women’s rights.
womanIn this context, women were able to become part of a city-wide public conversation, both in telling their story and in finding inspiration.
I would like to take this opportunity to thank all the people who got me involved in the several initiatives organised.
Of the many events in which I participated over the course of the month, there was one whose story I would like to tell since it was not a public event.
On March 13, the U.S. Consulate General hosted a monthly meeting for the Women’s Working Group.
What I found there filled me with awe and pride for the women I had the chance to meet, and for the strong personalities and diverse talents I came into contact with.
The Women’s Working Group (WWG) is a network of professional women from diverse disciplines who meet regularly for career advancement and leadership workshops, mentoring, and to identify opportunities for advancement and the empowerment of women in Italy.
The WWG’s principal mission is to help women help each other to make the most of their talents at every stage of their careers, as well as find out what women outside their normal circles are doing and, when they find common “passions”, support each other in various ways.
The WWG is a “network of networks” as well as including women with no other formal affiliation.
Although the WWG’s March 13 event was not a public meeting, the WWG does organize meetings that are open to the public and has held several town hall meetings and workshops at Palazzo Vecchio wich were co-sponsored by the City of Florence’s Office of Equal Opportunity via WWG collaborator Assessore Cristina Giachi.
U.S.
Consul General Sarah Morrison helped co-found the Women’s Working Group when focus groups indicated that “there was no unified body bridging women’s groups with the goal to nurture skills that could unite them in working toward common goals.
The need was expressed for an informal but reliable, nurturing network to support women in or aspiring to high-level positions in the community and business world, and women professionals in general.” Thus the WWG was born.
“The WWG allows women from different sectors and groups the opportunity to network and come together on shared issues and projects,” said Morrison.
When asked what inspired her, Consul General Morrison recalled Hillary Clinton’s 1995 address at the United Nations International Women’s Conference in Beijing: “Hillary Clinton was the wife of the president of the United States then, and led the U.S. delegation to that conference.
In her address, she included the statements: ‘If there is one message that echoes forth from this conference, it is that human rights are women’s rights… And women’s rights are human rights.
Women must enjoy the right to participate fully in the social and political lives of their countries if we want freedom and democracy to thrive and endure.’ At the time, those simple words caused a huge uproar.
People actually thought that she was way out of place to declare that women were so important to the development and economic security of the world.” I find myself in profound agreement with those words and with the vision that inspired them.
I, too, believe in the need to invest in women all over the world, because one woman’s story is every woman’s story.

Italiano

L’otto marzo 1946 è il giorno in cui per la prima volta l’Italia ha ricordato la Festa della Donna ed ha scelto un fiore, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza.
Ma il significato della Giornata Internazionale della Donna va molto oltre un grazioso omaggio floreale.
Piuttosto, è un’occasione di coltivare la consapevolezza dei diritti delle donne e di ricordare la dignità della propria persona contro le discriminazioni e le violenze, col fine ultimo di ricordare le donne che hanno fatto la storia e di capire che forma dare al nostro futuro.
Un momento di riflessione sul percorso ancora da compiere, insieme.
La città di Firenze ha accompagnato il mese della storia delle donne con un calendario di manifestazioni artistiche, iniziative culturali, conferenze su tematiche psicologiche e sociali e discussioni sui diritti e sulle violenze sulle donne.
In questo contesto ogni donna ha potuto divenire parte di una conversazione collettiva, sia per raccontare la sua storia che per lasciarsi ispirare da una eterogenea moltitudine di talenti femminili.
Delle numerose interessanti circostanze a cui ho preso parte durante questo mese – e vorrei cogliere questa opportunità per ringraziare tutte coloro che mi hanno reso partecipe delle iniziative promosse – ce n’è una in particolare di cui desidero parlarvi dal momento che non era un evento pubblico.
Il 13 marzo il Consolato Generale Americano a Firenze ha ospitato un incontro mensile per il Women’s Working Group.
Quello che vi ho trovato mi ha molto sorpresa e resa orgogliosa per le donne che ho avuto l’opportunità di conoscere, per la loro personalità, e per la diversità di talenti con cui sono entrata in contatto.
Il Women’s Working Group (WWG) è un gruppo di lavoro di professioniste provenienti da ambiti e discipline diverse che si incontrano regolarmente per partecipare a workshop sull’avanzamento di carriera e la leadership e una vera opportunità di mentoring ed empowerment delle donne in Italia.
L’obiettivo principale dello WWG è di aiutare le donne ad aiutarsi a vicenda a utilizzare al meglio il proprio talento in ogni fase della propria carriera oltre che a tenersi aggiornate su quello che stanno facendo altre donne al di fuori delle loro cerchie e a collaborare in vario modo quando scoprono passioni comuni.
Il WWG è una “rete delle reti” oltre ad includere donne senza altre affiliazioni.
Nonostante quello del 13 marzo non fosse un incontro pubblico, il WWG organizza anche incontri aperti al pubblico e ha allestito vari meeting e workshop a Palazzo Vecchio, co-promossi dall’Ufficio per le Pari Opportunità della citta di Firenze attraverso l’Assessore Cristina Giachi, che collabora allo WWG.
Il Console Generale Americano Sarah Morrison ha contribuito a fondare il WWG quando alcuni gruppi femminili hanno lamentato l’assenza di “un corpo unico che facesse da ponte fra i vari gruppi femminili e promuovesse quelle caratteristiche che potessero far lavorare le donne insieme su obiettivi comuni.
Si sentiva il bisogno di una rete informale ma affidabile per sostenere le donne che aspiravano a posizioni più alte nella comunità e nel mondo del lavoro e le professioniste in generale.
Era nato il WWG.
“Il WWG dà a donne provenienti da diversi ambiti e gruppi di lavoro l’opportunità di fare rete e di confrontarsi su temi e progetti comuni” ha detto Morrison.
Quando le è stato chiesto cosa l’avesse ispirata, il Console Generale Morrison ha ricordato il discorso del 1995 di Hillary Clinton alle Conferenza Internazionale sulla Donna promossa dalle Nazioni Unite a Pechino nel 1995.
“Hillary Clinton era la moglie del Presidente degli Stati Uniti, e in quella occasione guidò la delegazione statunitense a quella conferenza.
Nel suo discorso, ha dichiarato: “Se c’è un messaggio che echeggia con forza da questa conferenza è che i diritti umani sono i diritti delle donne… E i diritti delle donne sono i diritti umani.
Le donne devono godere del diritto di partecipare pienamente alla vita sociale e politica dei loro paesi se vogliamo che prosperino la libertà e la democrazia”.
In quel momento, queste semplici parole causarono un enorme scalpore.
Le persone, in realtà, pensarono che fosse stata fuori luogo dichiarando che le donne erano così importanti per lo sviluppo e la sicurezza economica del mondo”.
Anche io condivido profondamente quelle semplici parole e la visione che le ha ispirate, è credo che sia necessario investire nelle donne di tutto il mondo perché la storia di una donna è la storia di ogni donna.

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