Symbolism between Renaissance and Esoterism – by Cristiano Imperiali

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Giorgione, I tre Filosofi (1506-1508) Kunsthistorisches Museum, Vienna
Giorgione, I tre Filosofi (1506-1508) Kunsthistorisches Museum, Vienna
Giorgione, I tre Filosofi (1506-1508) Kunsthistorisches Museum, Vienna
Giorgione, I tre Filosofi (1506-1508)
Kunsthistorisches Museum, Vienna

By Cristiano Imperiali
Social media strategist

In the Renaissance the use of symbols becomes a way not only for show but also to hide meanings. One of the greatest mysteries of the Art history is the painting “The Three Philosophers” by Giorgione, that was commissioned by Taddeo Contarini merchant, occultist and alchemist. The three figures could be the Magi traveling to Bethlehem, but the older man on the right has a paper that describes the astronomical conjunction of Saturn, Jupiter and Mars in Cancer that happened on 1503-1504, coinciding with a lunar eclipse and associated with fatal events.

The three men came at a cave where ivy and the fig tree (symbols of the Cross) grows, there is a spring of water (a symbol of baptism ), too. But the cave is empty. Only in recent times, the use of x-rays showed a priestly diadem on the head of the old man, whose hands recall the iconography of Moses: he could be the founder of the Jewish religion. So the Moor in the middle could be Muhammad, founder of the Muslim religion.

But the young man on the left, holding square and compasses? He’s too young to be the Christ, he should have a median age between Moses and Muhammad. Moreover, his boyish aspect is distant from the traditional image of the Savior.

tre filosofi raggi xRadiographs show a first version of the character with a hat and sharper feautures, softened by the author aftermath, perhaps to make the allegory less evident. As a matter of fact the young man is not the Christ, but “the imminent and very current incarnation of the Antichrist” (cit. Augusto Gentili). An alchemical confirmation of this interpretation come also from the colour of the clothes: Moses in brown (Earth), Muhammad in red (Fire), the empty cave of the Saviour (Air) and the young man in green (Water). In the Apocalypse of John, 13:1, we read: “And I saw a beast rising from the sea… “.
Italiano

Nel Rinascimento l’uso dei simboli diventa uno strumento non solo per mostrare ma anche per nascondere significati.

Uno dei più grandi misteri della storia dell’Arte è il dipinto “I Tre Filosofi” del Giorgione, commissionato da Taddeo Contarini mercante, occultista ed alchimista.

Le tre figure potrebbero essere i re Magi in viaggio verso Betlemme, tuttavia l’uomo più anziano a destra ha una carta astronomica che descrive la congiunzione del 1503-1504 di Saturno, Giove e Marte in Cancro, coincidente con un’eclisse di Luna ed associata ad eventi funesti. I tre uomini sono arrivati ad una grotta dove cresce l’edera e la pianta del fico (simboli della Croce) e c’è una sorgente d’acqua (simbolo del battesimo). Ma la grotta è vuota. Solo in tempi recenti, l’uso delle radiografie ha evidenziato un diadema sacerdotale sull’uomo anziano, le cui mani richiamano l’iconografia di Mosè: sarebbe quindi il fondatore della religione ebraica. Il moro al centro potrebbe allora essere Maometto fondatore della religione Musulmana.

Ma il giovane a sinistra, che stringe squadretta e compasso? È troppo giovane per essere il Cristo, dovrebbe mostrare un’età mediana tra Mosè e Maometto.

Inoltre la sua immagine efebica si distacca da quella tradizionale del Salvatore. Le radiografie mostrano una prima versione del personaggio con copricapo ed un viso più appuntito, poi addolcito dall’autore, forse per rendere meno immediata l’allegoria. Il giovane infatti non rappresenta il Cristo, ma “l’imminente ed attualissima incarnazione dell’Anticristo” (cit. Augusto Gentili). Una conferma alchemica di questa interpretazione viene anche dagli abiti: Mosè indossa un abito marrone (Terra), Maometto rosso (Fuoco), la grotta del salvatore è vuota (Aria) e il giovane indossa un abito verde (Acqua). Nell’Apocalisse di Giovanni, 13:1, si legge: “E vidi salire dal mare una bestia…”.

 

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