Florence. Points of view. Chapter 1 – By Samuele Magri

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Sandro Botticelli, Nascita di Venere (1482–1485 circa), tempera su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze
Sandro Botticelli, Nascita di Venere (1482–1485 circa), tempera su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze
Michelangelo Buonarroti, David (1501-1504), marmo bianco, Galleria dell'Accademia, Firenze
Michelangelo Buonarroti, David (1501-1504),
marmo bianco,
Galleria dell’Accademia, Firenze

By Samuele Magri
Art Historian and Tourist Guide in Florence
samuele.firenze@libero.it
Phone: 340 5278209

As an Art Historian and a Tourist Guide, I often wonder what can a work of Art from the past still communicate to the new millennium tourists and why tourists should choose to come exactly to Florence and maybe to endure a very long trip to do so. For the majority of them, their main goal would seem to see some of our cultural fetishes (first of all Michelangelo’s David and Botticelli’s Birth of Venus) and then to taste some of our food and to buy our local products. Generic as this can be, I have found this belief to be both true and false at the same time.
The myth of Italy and of its wonders has obviously spread, literally, everywhere today. Several generations of tourists contributed to spread this fame, starting from the Renaissance when travelers first stopped in Florence, while visiting our Italian country, to bring home some fresh impressions. Our tourists descend from them. From the several Mozart, Ingres, Degas, Ruskin, Forster, Wharton, James… just to name a few of their most famous ancestors. But how do modern tourists react to said cultural fetishes? Working with several people and listening to them on a daily basis, I realized that what they really want is not contemplating a work of Art any longer, but rather being able to relate a painting, a sculpture, a building, or whatever else to the people who created and bought them.
What tourists seem to really want from that fetishes is the ability to read the story behind them. To feel an empathic connection with artists lives, to relate both to past artists and to their customers as to accessible human beings, with their so understandable daily burdens and struggles. In the following articles then this is what my goal with be, to introduce you to these stories, which are the very heart of the city of Florence.

 

Sandro Botticelli, Nascita di Venere (1482–1485 circa), tempera su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze
Sandro Botticelli, Nascita di Venere
(1482–1485 circa),
tempera su tela,
Galleria degli Uffizi, Firenze

Italiano

Come Storico dell’Arte e Guida Turistica mi chiedo sempre cosa ancora possa comunicare un’opera d’arte del passato ai turisti del nuovo millennio e perché questi abbiano scelto di venire proprio a Firenze, dovendo affrontare per questo anche lunghi viaggi. Per molti l’obiettivo sarebbe vedere i nostri feticci culturali (in primis il David di Michelangelo e la Nascita di Venere di Botticelli), provare la nostra cucina e comprare i nostri prodotti locali.
Questa convinzione, essendo troppo generica, sembra essere vera e falsa allo stesso tempo.
Anche nei paesi più lontani e diversi da noi dal punto di vista culturale e sociale è arrivato il mito dell’Italia e delle sue meraviglie. A diffondere questa fama hanno contribuito generazioni di viaggiatori che, a partire dal periodo rinascimentale, e forse anche da prima, visitando il territorio italiano, si sono fermati a Firenze riportando

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in patria le loro impressioni. I nostri visitatori sono i pronipoti dei vari Mozart, Ingres, Degas, Ruskin, Forster, Wharton, James per citare solo alcuni tra i loro più famosi “antenati”.
Ma, se questo è vero, come si pongono i moderni visitatori davanti ai “feticci culturali”? Lavorando con le persone e ascoltandole quotidianamente mi sono reso conto che quello che desiderano non è tanto la contemplazione di un capolavoro artistico, quanto piuttosto il poter collegare un quadro, una scultura, un edificio alla sua storia ed alle persone che lo hanno creato, leggendolo quindi come un documento storico più che storico-artistico.
La sola spiegazione estetica di un’opera può risultare noiosa al visitatore, di solito più empatico con le vite degli artisti e dei loro committenti dato che nella loro quotidianità sono a lui più vicini, familiari e comprensibili. Mio obiettivo sarà, articolo dopo articolo, introdurvi a queste storie, cuore pulsante della città di Firenze.

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