The Park of the Stibbert Museum in Florence – by Ludovica Ginanneschi

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Ludovica Ginanneschi
Ludovica Ginanneschi
Garden Design
www.lggardendesign.com

By Ludovica Ginanneschi
Garden Designer
www.lggardendesign.com
In the 19th century the consolidated trend in garden design was the so called ‘English landscape garden’. The result of a slow but inevitable landscape revolution, this model replaced, apparently without regrets, the formality, geometry and rationality of the Renaissance garden, which dominated for centuries in Europe. After the rule of man over Nature, it was the time for Nature to take the power. Artificial but natural-looking landscapes were created to evoke the numerous and often contrasting human sentiments and moods: peace and mystery, imagination and discover, awe and fear. Not counting that the maintenance of this type of gardens was much cheaper. The garden of this age became a machine to travel through space and time.

Stibbert Museum parkIt would take the visitor to ancient times and far away lands, recalled by architectural structures inserted in the landscape, like fake ruins, Chinese pavilions or oriental temples. And if the visitor is among the few who understand the allegories and the symbols used by the landscape architect, the travel trough the garden becomes an initiatory experience. If you feel incurably romantic, cryptically esoteric and you also happen to be English, you cannot miss the Stibbert Museum and its park.

Frederick StibbertAn eclectic, fascinating and kaleidoscopic place, just like its creator, Frederick Stibbert. Of English father and Tuscan mother, Federigo, as he was called in town, was a smart, educated, lucky and intrepid gentleman. He devoted his existence and his endless fortune to enrich the social and cultural life of Florence and his unlimited collection of armours, weapons, paintings, costumes, objects and china from Europe and Middle and Far East. His collection was growing so fast that he had to buy the adjoining property and connect the two buildings to house it entirely. Stibbert, who loved to work with the best artisans and professionals, appointed as landscape architects of the renovation no less than Giuseppe Poggi and his assistant Gerolamo Passeri.

Poggi was the revolutionary designer who planned the new layout of Florence for the few years during which the city became the capital of the recently born Italian kingdom. The two talents created the perfect English landscape garden, with ponds, statues, water features and even two temples.

This hidden green treasure resists, after more than a century, outside of the most typical tourists routes, intact and more seductive than ever.

Free entrance
www.museostibbert.it

 

Italiano

Nel XIX secolo la tendenza consolidata in fatto di paesaggio era il cosiddetto giardino romantico all’inglese. Risultato di una rivoluzione paesaggistica lenta ma inesorabile, questo modello aveva finito per soppiantare, apparentemente senza troppi rimpianti, la formalità, la geometria e la razionalità del giardino all’italiana che avevano dominato per secoli nel vecchio continente. Dopo il dominio dell’uomo sulla Natura, si preferiva che fosse la Natura a prendere il sopravvento e sollecitare con la sua riprodotta e artificiosa varietà di paesaggi gli innumerevoli e spesso contrastanti stati dell’animo umano, suscitando nel visitatore tranquillità e mistero, immaginazione e scoperta, meraviglia ed inquietudine.

Senza contare il fatto che la manutenzione di questo tipo di giardini costava molto meno della precedente. Il giardino ottocentesco diventa una sorta di macchina per navigare nel tempo e nello spazio. Si visitano epoche passate e paesi lontani, evocati da
strutture architettoniche inserite nel paesaggio, come le finte rovine, i padiglioni cinesi o i tempietti orientali. Ma si compiono anche veri e propri viaggi iniziatici, se si è tra i pochi eletti in grado di capire le allegorie e il linguaggio simbolico utilizzato dall’ideatore del giardino. Se anche voi vi sentite inguaribilmente romantici, cripticamente esoterici, e magari siete anche inglesi, a Firenze non potete perdervi il Museo Stibbert e il suo parco. Un luogo eclettico, affascinante e poliedrico, come il suo creatore, Frederick Stibbert. Nato da padre inglese e da madre toscana, Federigo, come lo si chiamava in città, fu un gentiluomo brillante, colto, fortunato e audace.

Dedicò la sua esistenza e il suo smisurato patrimonio ad arricchire la vita mondana e culturale della città e la sua infinita collezione di armature, armi, dipinti, abiti, oggetti, porcellane e arredi europei ed orientali.

La raccolta crebbe in così poco tempo che egli fu costretto a comprare la villa confinante a quella in cui viveva ed a unire i due edifici per poter ospitare l’intera collezione.

Stibbert, che amava avvalersi sempre dei migliori artigiani e professionisti, incaricò della progettazione del nuovo parco niente meno che Giuseppe Poggi, l’architetto ‘rivoluzionario’ di Firenze capitale e il suo collaboratore Gerolamo Passeri. I due realizzarono un perfetto giardino ‘alla moda inglese’ con tempietti, piccoli laghi, statue e giochi d’acqua, che dopo più di un secolo resiste, al di fuori delle tipiche rotte turistiche, intatto e più seducente che mai.

The park is open to the public.

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