18 February 1743 In the memory of the Electress Palatine Anna Maria Luisa de’ Medici and her “Family Pact”

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Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina
Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina

by Samuele Magri – Art Historian and Tourist Guide in Florence
samuele.firenze@libero.it  – Phone: 340 5278209

On the 31st of October, 1737, a very important fact for Florence and its future takes place, an event whose consequences are still effective; on that date an agreement takes place between Francesco Stefano di Lorena, husband of Empress Maria Teresa D’Austria, and Anna Maria Luisa de’Medici Electress Palatine. Through this agreement, Anna Maria Luisa, offers all the art collections of her family to the new Grand Duke as long as they remain bounded forever to Florence and Tuscany. Anna Maria Luisa is the last member of the Medici family who held political power before the coming of the Lorena’s. When it becomes clear that Gian Gastone, the last Medici Grand Duke, had no heirs, the European powers agree to entrust to the Lorraine side of the Habsburg dynasty, the government of Tuscany. Not being able to oppose the transfer of the Grand Duchy to the Lorraine, Anna Maria Luisa, aided by her ministers, sought to negotiate the best deal, in order to secure the future of the state. Among other concerns, was that to ensure the protection of the artistic and historical heritage of the city that was now in danger of being sold to remedy the large Austrians war debts.  The third article of the agreement stipulates: “ The most serene Electress, gives and transfers the hereby present to the S.A.R. for him and his Grand Duke successors, all furniture, effects and rarity of his Serene Gran Duca her brother, such as galleries, paintings, statues, libraries, jewelry and other precious things, as well as the holy relics, which S.A.R. agrees to keep in good condition for the State, for the use of public and in order to attract the curiosity of foreigners, and nothing shall be transported or taken out of the Capital and the State of the Grand Duchy.”

The concerns of the Electress were founded, because immediately after, the Lorena’s, began to disperse everything that was not explicitly mentioned in the document. Anna Maria Luisa was still alive when the tools from the Medici kitchen, the furniture (some solid silver), linen, fine armory and silverware were being sold. With the death of the Electress, contrary to the agreement, begins an unstoppable dispersion.  For example, the jewels were taken to Vienna and sold, only some of them returning to Italy after World War I. Not only the Lorena’s go against the Pact, but during the Napoleonic period, an important part of the collection is taken to Paris, a group of works that will not return to Florence for the entire Restoration period. Even more, under the Savoia, artwork and furnishings are used to decorate the halls of power in Rome, foreign embassies and other buildings belonging to the Italian state; some of those pieces can still be found in those locations today, others being destroyed during World War II. We need to add to these events, other perhaps questionable practices, namely the exchange of works of art among museums: under the Lorena’s some Florentine works of art have been changed with others of German Masters in Vienna, while more recently the works of Raffaello and Parmigianino, as well as marble ones coming from Ara Pacis, were taken from the Florentine galleries to enter the museums of Urbino, Parma and Rome. One should wonder what would Anna Maria Luisa say about all of this; she whom has left us during the night of the 17th to the 18th of February 1743, and along with her death has come to effect the “Family Pact” to which we owe so much.

Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina
Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina

Anna Maria Luisa de’ Medici       

Born in Florence on 11 August 1667, daughter of Cosimo III de ‘Medici and Marguerite-Louise d’Orléans, she is deprived by the presence of the mother at a very early age because, in contrast to her husband, she prefers to return to France in 1675, never to return to Florence. Together with her brothers, she was educated by the very religious grandmother Vittoria della Rovere. From 1683 to 1690 there were numerous attempts from her father’s part to find her a husband of her rank, finally identified in the widower Johann Wilhelm von der Pfalz-Neuburg, Elector Palatine, whom she married in 1691. In the Palatinate, Anna Maria Luisa, becomes Electress, she spends twenty-five years of happiness among art and music, passions that she shared with her husband. In 1716 her husband dies and everything begins to change: the lady begins to get closer to a life of prayer and she finally decides to return to her homeland in 1717. Left alone after the death of her father and brothers, the Electress tries to negotiate with Austria more favorable conditions for her own interest and that of the Grand Duchy. The result of these efforts is the famous “Family Pact” made on the 31st of October, 1737, which actually saves from dispersion the artistic heritage of the Medici and ties it forever to the city of Florence. Anna Maria Luisa dies Florence February 18th, 1743.

Italiano

Il 31 ottobre 1737 avviene un fatto importantissimo per Firenze e per il suo futuro, un evento le cui conseguenze sono ancora oggi efficaci. In quella data si stipula una convenzione tra Francesco Stefano di Lorena, marito dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, e Anna Maria Luisa de’ Medici Elettrice Palatina la quale cede tutte le collezioni d’arte della sua famiglia al nuovo Granduca a patto che esse rimangano vincolate per sempre a Firenze e alla Toscana, all’epoca Granducato di Toscana. Anna Maria Luisa è l’ultima esponente della famiglia Medici che abbia detenuto il potere politico prima dell’avvento dei Lorena. Dopo che diviene chiaro che Gian Gastone, l’ultimo Granduca Medici, non avrebbe avuto eredi, le potenze europee si accordano per affidare al ramo lorenese della dinastia asburgica il governo della Toscana. Non potendo opporsi, Anna Maria Luisa, aiutata dai suoi ministri, cerca di negoziare le condizioni migliori per garantire il futuro dello Stato. Tra le sue preoccupazioni c’è quella di assicurare la tutela dei beni artistici e storici della città, che ora rischiavano di essere venduti per sanare gli enormi debiti di guerra austriaci. All’articolo terzo la Convenzione recita: – “La Serenissima Elettrice cede, dà e trasferisce al presente a S. A. R. per lui e per i suoi successori Gran Duchi tutti i mobili, effetti e rarità della successione del Serenissimo Gran Duca suo fratello, come Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie ed altre cose preziose, siccome le sante reliquie, che S. A. R. si impegna a conservare, a condizione espressa che di quello è per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri, non ne sarà nulla trasportato e levato fuori dalla Capitale e dello Stato del Gran Ducato”.

Le preoccupazioni dell’Elettrice sono fondate, considerando che subito dopo i Lorena iniziano a disperdere tutto ciò che non è citato esplicitamente nel documento: Anna Maria Luisa è ancora viva quando vengono venduti gli attrezzi delle cucine medicee, i mobili (alcuni in argento massiccio), la biancheria, le armi pregiate dell’armeria, l’argenteria. Con la morte dell’Elettrice inizia poi, contravvenendo al patto, un’inarrestabile dispersione. Ad esempio, i gioielli vengono portati a Vienna e venduti e solo alcuni torneranno in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale. Durante il periodo napoleonico, una parte importante della collezione viene portata a Parigi, un gruppo di opere che non sarà reso a Firenze per intero durante la Restaurazione. Ancora, sotto i Savoia, opere d’arte e arredi servono per arredare i palazzi del potere a Roma, le ambasciate all’estero e altri palazzi di organi dello Stato Italiano; alcuni pezzi si trovano ancora oggi in queste sedi, altri sono andati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale. Bisogna aggiungere a questi eventi un’altra pratica forse discutibile, cioè lo scambio di opere d’arte tra musei: sotto i Lorena alcune opere fiorentine sono scambiate con altre di maestri tedeschi presenti a Vienna, mentre in tempi più recenti opere di Raffaello e Parmigianino, oltre a marmi provenienti dall’Ara Pacis, vengono prelevate dalle gallerie fiorentine per entrare nei musei di Urbino, Parma, Roma. C’è davvero da chiedersi cosa direbbe Anna Maria Luisa di tutto ciò, lei che ci ha lasciato nella notte tra il 17 e 18 febbraio 1743, e che con la sua morte, ha fatto entrare in vigore il “Patto di Famiglia” a cui dobbiamo ancora così tanto.

Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina
Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina

Anna Maria Luisa de’ Medici  

Nata a Firenze l’11 agosto 1667 da Cosimo III de’ Medici e Marguérite-Louise D’Orléans, è privata molto presto della presenza della madre poiché questa, in contrasto col marito, preferisce tornarsene in Francia nel 1675 per non fare più ritorno a Firenze. Insieme ai suoi fratelli, viene educata dalla religiosissima nonna Vittoria della Rovere. Dal 1683 al 1690 si susseguono vari tentativi del padre di trovarle un marito del suo rango, infine individuato nel vedovo Johann Wilhelm von der Pfalz-Neuburg, Elettore Palatino, che sposerà nel 1691. Nel Palatinato, Anna Maria Luisa, divenuta Elettrice, trascorrerà venticinque anni di felicità tra arte e musica, passioni sue e del suo sposo. Nel 1716 muore il marito e tutto incomincia a cambiare: la dama inizia ad avvicinarsi maggiormente a una vita di preghiera e infine decide di tornare a Firenze nel 1717. Rimasta ormai sola dopo la morte del padre Cosimo III e dei fratelli, l’Elettrice cerca di negoziare con l’Austria le condizioni più favorevoli alla propria persona e al Granducato. Frutto di questi sforzi è il celebre “Patto di Famiglia” del 31 ottobre 1737, che di fatto salva dalla dispersione il patrimonio d’arte dei Medici vincolandolo per sempre alla città di Firenze. Anna Maria Luisa muore Firenze il 18 febbraio 1743.

 

 

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