Emilio Pucci “The Prince of Prints”

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by Anna Balzani – Editor in chief 
(Twitter: @AnnaBalzani)

Translation by Caitlin Rosazza Smith College JYA

Emilio PucciHis elegant and refined style has always been admired, but the surprising story of his life, the story of Emilio Pucci, a tasteful man who loved bright colors, is certainly not well known. The recent anniversary of his birth, a very special occasion, the centennial celebration, can become an opportunity to remember him. An opportunity to pay tribute to a man of vision who unquestionably contributed with his character, creativity, and natural sense of style, to the worldwide success of the Made in Italy. The story of Marquis Emilio Pucci is extraordinary; it was almost by chance that he became part of the golden world of Fashion and quickly came to be recognized as an authentic icon. Emilio Pucci was born in Naples on November 21, 1914, to a noble Florentine family. His studies brought him first to Milan and then all the way to the United States where he began his studies in Athens, at the University of Georgia. In 1937, he received a scholarship and transferred to Reed College in Portland, Oregon. After leaving college, he returned to Italy, where he graduated from the University of Florence in 1941 with a doctorate in political science and then fought in World War II as part of the Italian Air Force.  It was only after the end of the war that he began his brilliant career in fashion. Pucci’s path to success began with a ski outfit that he created in 1947 for a good friend of his during a vacation in Zermatt, Switzerland. The one who captured that first creation, was a fashion photographer, Antoinette Frissell Bacon, better known as Toni Frissell. She was an American photographer well-known not only for her fashion photography, but also for having taken many images of World War II and for her portraits of famous American and European personalities, such as Winston Churchill, Eleanor Roosevelt, and John and Jackie Kennedy. Toni Frissell worked for Sports Illustrated and for Life Magazine and was for a long time one of a handful of women sports photographers. The following year, in 1948, the photos that portrayed the Marquis and his friend wearing the elegant sports outfit that he created were published in the December issue of Harper’s Bazaar. That was only the first of countless photographs that sanctioned the international success of Emilio Pucci. It was through these images that he charmed the public and gained fame in the United States. From that moment on, Emilio Pucci’s reputation skyrocketed and, starting in 1949, American department stores ordered many of his creations.

The first Emilio Pucci boutique was inaugurated in Capri, where his clients were women who habitually vacationed on the island and international jet-setters: aristocrats, heiresses, movie stars and style icons such as Greta Garbo, Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Lauren Bacall, Grace Kelly, and Barbara Walters. They all loved his famous Capri pants, silk scarves and light dresses animated by prints and bold colors. The international press dubbed Emilio Pucci “The Prince of Prints”. In February of 1951, Emilio Pucci was part of one of the most important events in the history of Italian Fashion: the first fashion show of Italian designers, organized by Giovanni Battista Giorgini in the Sala Bianca of Palazzo Pitti in Florence. The major brands of large American luxury stores, such as Neiman Marcus and Saks Fifth Avenue, sent their buyers.

It was a tremendous success.

The story of Emilio Pucci is, in many ways, a story of innovation because he was a man ahead of his time, able to understand the future needs of the market. Pucci was not only one of the first to endorse sportswear lines, but also interior design and accessories, ties, pantyhose, handbags, lingerie, and even porcelain. By combining the luxury and elegance of silk and organza, with the freshness and sobriety of cotton gabardine and muslin, Emilio Pucci was a forerunner in the use of synthetic fibers such as lycra and polyester, stretch silk jersey, and cotton jersey. These materials did not wrinkle in a suitcase and this was certainly one of the reasons behind his enormous success. His clothes were greatly appreciated by a continually growing number of jet-set travelers. Another aspect that strongly characterized his style, were without doubt, colors: “all you need is to know how to combine them harmoniously,” reiterated Emilio Pucci. He introduced an extraordinary range of colors, combined with courage and audacity like no one had ever done before.

Via dè Tornabuoni, 22, 50123 Firenze
055 265 8087

Italiano

Il suo stile elegante e ricercato suscita da sempre sguardi di ammirazione ma la storia sorprendente della sua vita, di quell’uomo raffinato e dalle tonalità accese, quale era Emilio Pucci, è certamente poco conosciuta. Il recente anniversario della sua nascita, una ricorrenza del tutto speciale in quanto celebrativa del centenario, può divenire un’occasione per ricordarlo e rendere doveroso omaggio ad un uomo visionario che ha indiscutibilmente contribuito con il suo carattere, la creatività ed il naturale senso dello Stile, all’affermazione del Made in Italy in tutto il mondo. Una storia straordinaria quella del Marchese Emilio Pucci, fatta anche di fortunata casualità perché, quasi per caso, è entrato a far parte del dorato mondo della Moda per diventarne, solo poco più tardi, autentica e riconoscibile icona. Emilio Pucci nacque a Napoli il 20 novembre 1914 da una nobile famiglia fiorentina, gli studi lo condussero dapprima a Milano e poi sin negli Stati Uniti dove studiò presso l’Università della Georgia ad Athens e nel 1937, grazie ad una borsa di studio, presso il Reed College di Portland, nello stato dell’Oregon. Dopo il college fece ritorno in Italia, si laureò presso l’Università di Firenze nel 1941 con un dottorato in scienze politiche e durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell’Aeronautica Militare Italiana. Fu solo dopo la fine della guerra che intraprese la sua brillante carriera nella moda. La sua ascesa ebbe inizio da una tenuta da sci che Pucci realizzò nel 1947 per una cara amica durante una vacanza a Zermatt, in Svizzera.Ad immortalare la sua prima creazione fu una fotografa di moda, Antoinette Frissell Bacon, più conosciuta come Toni Frissell, fotografa statunitense allora molto nota non solo per i servizi fotografici di moda, ma anche per aver scattato molte immagini della seconda guerra mondiale e per i ritratti di famose personalità americane ed europee tra cui Winston Churchill, Eleanor Roosevelt, John Fitzgerald e Jacqueline Kennedy. Toni Frissell lavorava per Sports Illustrated e per Life e fu per molto tempo una delle poche donne fotografe di sport; l’anno seguente, nel 1948, le foto che ritraevano il Marchese e la sua amica con l’elegante completo sportivo da lui ideato furono pubblicate sulle pagine del numero di dicembre di Harper’s Bazaar. Quello fu solo il primo di innumerevoli scatti che decretarono il successo internazionale di Emilio Pucci ed attraverso i quali affascinò e conquistò gli Stati Uniti. La prima boutique Emilio Pucci venne inaugurata a Capri, dove le sue clienti erano le turiste abituali dell’isola e protagoniste del dorato jet-set internazionale: aristocratiche, ereditiere, star del cinema ed icone di stile del calibro di Greta Garbo e Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Lauren Bacall, Grace Kelly, Barbara Walters: tutte amavano i famosi pantaloni Capri, le sciarpe di seta e gli abiti leggeri animati da stampe e colori audaci. La stampa internazionale definì Emilio Pucci “The Prince of Prints” (il Principe delle stampe). Nel febbraio del 1951, Emilio Pucci partecipò ad uno degli eventi più importanti della storia della Moda Italiana: la prima sfilata di moda di designer italiani, organizzata da Giovanni Battista Giorgini nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze. Le principali catene di grandi magazzini statunitensi del lusso, come Neiman Marcus e Saks Fifth Avenue, avevano inviato i loro compratori ed il successo fu incredibile.

La storia di Emilio Pucci è per molti aspetti una storia di innovazione perché era un uomo all’avanguardia, in grado di intuire quello che il mercato avrebbe richiesto: Pucci è stato non solo uno dei primi a firmare linee di abbigliamento sportivo, ma anche oggetti per interni e accessori, cravatte, collant, borse, biancheria intima, perfino porcellane. Coniugando sapientemente il lusso e l’eleganza della seta, dell’organza, con la freschezza e sobrietà della gabardina di cotone e della mussolina, Emilio Pucci fu un antesignano anche per quanto riguarda l’utilizzo del tessuto in fibra sintetica come la lycra e il poliestere, il jersey di seta stretch ed il jersey di cotone: gli abiti così confezionati non si stropicciavano in valigia ed anche questo fu certamente uno dei motivi del suo enorme successo in quanto venne molto apprezzato da un numero sempre crescente di viaggiatori del jet-set.

Altro aspetto fortemente caratterizzante del suo stile, sono certamente i colori: “basta saperli combinare con armonia”, sosteneva Emilio Pucci, che introdusse una straordinaria gamma di colori, accostati con coraggio e audacia come nessuno aveva fatto prima.

Via dè Tornabuoni, 22, 50123 Firenze
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