Cloistered Americans A rather unusual study session

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By Emily Woodroof and Elisabetta Santanni

A splendid monastery in the Sienese countryside. Thirty six young Americans and their teachers. Two days at their disposal. And this is what happened: on October 27th the students of Harding University, accompanied by their professors, arrived at the magnificent setting of Certosa di Pontignano for a rather unusual study session. For the first 24 hours the entire group respected the rule of silence, with the intention of reliving the monastic experience. The students wore tunics and were asked to choose a name as real monks would have. Just imagine thirty six 20-year-olds, perpetually online and whose first question in any place you take them, Taormina, Rome, the Amalfi Coast, is always “Is there Wi-Fi?”, who suddenly find themselves totally cut off from the world and even prevented from communicating amongst themselves.  Imagine them wandering through the cloisters and corridors, in darkness and in silence on a fine October evening in the countryside, and you will have some idea of the small amount of culture shock to which they were exposed. Even dinner was passed in complete silence, interrupted only by the reading of the Sacred Scriptures, which they accomplished in turns. The educational value of this experience quickly became clear to all, and the students appreciated finding time for reflection, listening to the silence, allowing a respite from the frenzy and information overload that we all are subject to every day. The following morning began the second part of the “Certosa Project”: a group of Italian students from the University of Siena for Foreigners came to the monastery for a linguistic exchange. The students were organized into groups and worked together all day under the direction of the professors of Harding.  The day concluded with a dinner in Piazza del Campo and an evening stroll. The third day offered one last group lesson with the showing of an Italian film and a discussion to follow.  Also on this occasion, as it has been for some time regarding Harding’s educational aims, many different areas of learning were engaged, including language, cinema, and art, but also as an important cultural and humanistic exchange with their Italian peers. We are convinced that the days passed at Certosa di Pontignano will remain not only in the memories of our American students, but also that they will go on to contribute to the heritage of enrichment and beauty that their stay in Italy has left in the their minds and in their hearts.

Italiano

Uno splendido monastero nella campagna senese. Trentasei giovani americani ed i loro insegnanti. Due giorni a disposizione. Ecco quello che è successo: il 27 ottobre gli studenti della Harding University, accompagnati dai loro professori, sono arrivati nel magnifico scenario della Certosa di Pontignano per un soggiorno di studio assai particolare. Per le prime 24 ore tutto il gruppo ha mantenuto la regola del silenzio, nell’intento di rivivere l’esperienza del monachesimo. I ragazzi indossavano una tunica ed erano stati invitati a scegliersi un nome, come dei veri monaci. Immaginate trentasei ventenni, perennemente connessi, la cui prima domanda, in qualunque posto li abbiate portati, Taormina, Roma, la Costiera Amalfitana, è sempre: “Is there Wi-fi?”, che si sono trovati improvvisamente e totalmente isolati dal mondo e persino impediti a comunicare tra di loro. Immaginateli aggirarsi per i chiostri e i corridoi, nel buio e nel silenzio di una sera di fine Ottobre in piena campagna, e avrete un’idea del piccolo choc culturale al quale sono stati sottoposti. Anche la cena si è svolta nel più totale silenzio, interrotta solo dalla lettura delle Sacre Scritture, che i ragazzi facevano a turno. Il valore educativo di questa esperienza è apparso subito chiaro a tutti, ed anche gli studenti lo hanno apprezzato: ritrovare tempo per la riflessione, ascoltare il silenzio, concedere una tregua alla frenesia ed al bombardamento di informazioni che tutti riceviamo continuamente ogni giorno. La mattina seguente si è svolta la seconda parte del progetto “Certosa”: un gruppo di studenti italiani dell’Università per Stranieri di Siena è arrivato al monastero per uno scambio linguistico. Gli studenti sono stati organizzati in gruppi e hanno lavorato insieme tutto il giorno sotto la guida dei professori della Harding. La giornata si è conclusa con una cena in Piazza del Campo ed una passeggiata notturna. Il terzo giorno si è tenuta l’ultima lezione di gruppo, con la visione di un film italiano e la successiva discussione. Anche in questa occasione, come è ormai nell’intento educativo della Harding da tempo, numerosi livelli di apprendimento si sono sommati, contenuti di lingua, di cinema, di arte, ma anche un importante scambio culturale e umano con coetanei italiani. Siamo sicuri che le giornate alla Certosa di Pontignano rimarranno nella memoria dei nostri studenti americani, ma soprattutto, andranno a costituire parte del patrimonio di arricchimento e bellezza che il soggiorno italiano ha lasciato nelle loro menti e nei loro cuori.

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