The opportunity to connect with Florence through volunteering

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By Shira Burns and Isabella Grezzi Students at Smith College in Florence

Florence is one of the most popular study abroad destinations for college students. However, because most students are here on one-semester programs, they only get to experience the city as tourists. Our program, Smith College Junior Year Abroad, however, focuses on helping us American students gain a wider perspective of Florence by providing us with opportunities to connect with the local community through volunteering. For instance, four of our classmates tutor middle and high school students at Villa Lorenzi, an after school project dedicated to the enhancement and development of disadvantaged youth. They assist with all subjects and, because they work with each student individually, they are able to get to know them. When we asked Karla Saenz how the experience had impacted her, she said “The first time I went I was a bit intimidated by how self-assured and direct the kids are. They are smart, normal middle schoolers going through a tough time.  Florence needs more programs like this one”. Another fellow student, Cynthia Gomez, said that for the students at Villa Lorenzi, “their biggest problem is not their academics, but the perspectives they have of themselves. They are all very smart, but just need someone there with them to motivate them to do their best at their schoolwork”. Michaela Chinn, who helps with activities and games at the home for the elderly, Il Bobolino, praised the sense of community she found there: “It is about being together, learning from each other, and chatting with each other”.  She also noted that one of the most unique moments for her was “during a game called tombola.  I had to act as the eyes for a woman who is practically blind. It has shown me another dimension of the type of institutions available in Italy. The residents there havehad many experiences, and I feel like I have experienced nothing in comparison to their lives”. Eliza Mongeau volunteers at La Mensa della Caritas, a soup kitchen that serves lunches daily.  All the food is donated from grocery stores and local markets.  Eliza helps sort through the donated food, as well as with the preparation and serving of meals.  About 300-450 people are served every day and the meal includes a primo, secondo, bread, and fruit.  She explained that after the meal is over, the volunteers clean up the dining hall and then sit down to have lunch together.  Recently all the Smith students got to experience La Mensa della Caritas as part of an assignment for one of our courses.  It was a great way to see another aspect of the city with which, as foreign students, we wouldn’t typically have the opportunity to connect.  It also gave us a newfound appreciation for both the people who work daily at these various organizations as well as for our classmates who donate their time and energy to serving the Florentine community. After all that Florence has given us, it is wonderful to be able to give something back.

Italiano

Firenze è una delle più ambite destinazioni di studio per gli studenti universitari. Comunque, dato che la maggior parte di loro viene qui per un unico semestre, vivono la città soltanto da turisti.  In netto contrasto, il nostro programma di un anno intero di studio a Firenze si focalizza nel dare agli studenti americani una prospettiva più ampia della vita fiorentina fornendo loro varie opportunità per inserirsi nell’ambiente attraverso il volontariato.

Per esempio, quattro delle nostre compagne prestano aiuto come tutor ai ragazzi delle medie e delle superiori in un progetto dopo scuola dedicato all’arricchimento e allo sviluppo dei ragazzi a rischio. Aiutano con tutte le materie. Siccome lavorano con ogni studente individualmente, riescono a stabilire un vero rapporto. Quando abbiamo chiesto a Karla Saenz qual è stato l’impatto di questa collaborazione, ci ha detto: “La prima volta che ci sono andata, sono rimasta colpita, ed in soggezione, da quanto i ragazzi fossero sicuri di sé e diretti nel rapporto con gli altri. Sono intelligenti, normali adolescenti che stanno però vivendo un momento difficile della vita. Firenze avrebbe bisogno di più programmi come questo.” Un’altra studentessa, Cynthia Gomez, ha notato che per gli studenti a Villa Lorenzi, “il maggior problema non è di tipo scolastico ma piuttosto la percezione che hanno di se stessi. Sono tutti intelligenti ma hanno bisogno di qualcuno che li sproni e incoraggi a fare del loro meglio negli studi.”

Michaela Chinn, che presta aiuto con le varie attività in una casa di riposo, Il Bobolino, loda il senso di comunità che vi si trova. “Lo scopo è lo stare insieme, imparare l’uno dall’altro, intrattenersi.” Aggiunge che uno dei momenti chiave della sua esperienza è stato, “durante un gioco che si chiama Tombola. Dovevo essere io “gli occhi” di una signora quasi cieca. Mi ha fatto capire un’altra dimensione delle strutture di questo tipo che ci sono qui in Italia.” le persone che ci vivono hanno avuto tante esperienze nella vita e, confrontandomi con loro, mi sembra di aver avuto pochissime esperienze, di aver vissuto poco.”

Eliza Mongeau presta aiuto alla Mensa della Caritas, dove ogni giorno viene servito il pranzo.  Quasi tutto il cibo è donato dai supermercati e dai mercati locali.  Eliza smista gli articoli donati e aiuta con la preparazione e la distribuzione dei pasti. Si servono dai 300 – 450 pasti al giorno che comprendono un primo, un secondo, pane e frutta. Ha spiegato che alla fine del pranzo, i volontari puliscono la sala e poi pranzo insieme.

Recentemente tutte le studentesse dello Smith College hanno fatto esperienza presso la Mensa Caritas come parte di un loro corso. E stato un modo efficace di vedere un aspetto della città con cui noi, da studentesse straniere, non saremmo mai entrate in contatto. Ci ha dato anche modo di apprezzare sia le persone che lavorano giornalmente in queste organizzazioni, sia le compagne di classe che mettono il proprio tempo e la propria energia al servizio della comunità fiorentina. Dopo tutto ciò che Firenze ci ha dato è bello poter restituire qualcosa.

 

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