May 23rd: the martyrdom of Savonarola

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By Pasquale Ielo – Journalist

Filippo Dolciati (Florence 1443-1519), Execution of Girolamo Savonarola, 1498
Filippo Dolciati (Florence 1443-1519), Execution of Girolamo Savonarola, 1498

May 23rd, 1498. A tribune, set up on the steps of the Palazzo della Signoria, at the corner occupied now by Neptune, receives the highest city authorities, two envoys of the Pope, and a few dozen friars. A large crowd is waiting on the other side of the square. Around the scaffold there are straws and firewood being placed. Savonarola and two of his associates, Silvestro Maruffi and Domenico Buonvicini, were found guilty of heresy and schism. They are escorted in front of the grandstand where the reading of the judgment and undressing takes place: their hands, faces and heads are being shaved, and they are stripped of their Dominican clothes and covered with small white robes. Then the papal inquisitor delivers them to the secular authorities without even pronouncing the ritual call for an act of clemency. Attached to the halter the lifeless bodies with iron rings tight around their necks are set on fire. A sudden wind blow seems to ward off the flames from the bodies, provoking cries of amazement from the crowd, and then the fire flares up. The intention is to not leave behind anything that can later be recovered and used as a relic, therefore the entire contents of the fire is carried onto the Ponte Vecchio and from there thrown into the Arno river. Everything is solemnly celebrated each year by the City of Florence, on May 23rd, with a short but meaningful ceremony that takes place between Piazza della Signoria and Ponte Vecchio. At ten in the morning, the same time when the tragic end of “rebellious friar” happened, after the Mass held in the Chapel of the Priors from Palazzo Vecchio, the historic parade lines up in the square. The circular plaque placed in memory of the event in the same place where the execution took place is “in flowered”, sprinkled with rose petals that symbolize the ashes of Savonarola. The Mayor of Florence, or one of his delegates, invokes the figure of the friar briefly, and then the procession walks slowly towards Ponte Vecchio. Savonarola is not a saint, but there are those who still consider him as being one. The same Church seems to be able to revise its ancient position, since a request for beatification was advanced by the Order of the Dominicans to the Diocese of Florence. The ceremony, that arouses emotion for those who care about the history of Savonarola, ends on Ponte Vecchio, where everyone can participate in picking up petals from the bins and then throw them into the water.

Eugenio Giani, former President of the city Council of Florence during the ceremony
Eugenio Giani, former President of the city Council of Florence during the ceremony

Italiano

1498, 23 maggio. Una tribuna allestita sulla scalinata del Palazzo della Signoria, presso l’angolo oggi occupato dal Nettuno, accoglie le massime Autorità cittadine, i due inviati del Papa, alcune decine di frati. Una folta folla è in attesa sull’altro lato della piazza. Attorno al patibolo sono collocate paglia e legna da ardere. Savonarola e due suoi collaboratori, Silvestro Maruffi e Domenico Buonvicini, sono stati giudicati colpevoli di eresia e scisma. Vengono scortati davanti alla tribuna dove si procede alla lettura della sentenza ed alla svestizione: vengono rasati sulle mani, sul volto, sul capo, spogliati delle vesti domenicane e coperti da piccole tuniche bianche. L’inquisitore papale li consegna quindi alle Autorità laiche senza neanche pronunciare il rituale invito a un atto di clemenza. Fissati al capestro i corpi esanimi con anelli di ferro stretti attorno al collo, viene appiccato il fuoco. Un vento improvviso sembra allontanare le fiamme dai corpi, suscitando invocazioni di stupore tra la folla, poi il fuoco divampa. Non si vuole lasciare alcun minimo segno che possa essere recuperato come reliquia pertanto l’intero contenuto del rogo è trasportato sul Ponte Vecchio e da lì rovesciato in Arno. Tutto ciò viene solennemente ricordato ogni anno dal Comune di Firenze, il 23 maggio, con una breve ma significativa cerimonia che si svolge tra Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Alle dieci del mattino, stessa ora della tragica fine del “frate ribelle”, dopo la messa nella Cappella dei Priori in Palazzo Vecchio, si schiera sulla piazza il corteo storico. La lapide circolare posta a ricordo dell’evento nel punto esatto in cui avvenne l’esecuzione viene “infiorata”, cosparsa di petali di rose a simboleggiare le ceneri di Savonarola. Il Sindaco di Firenze, o un suo delegato, rievoca brevemente la figura del frate, poi il corteo si dirige a passo lento verso il Ponte Vecchio. Savonarola non è santo, ma c’è chi ancora lo considera tale. La stessa Chiesa sembra poter rivedere le sue antiche posizioni, dal momento che una richiesta di beatificazione è stata avanzata dall’Ordine dei Domenicani alla Diocesi fiorentina. La cerimonia, che suscita emozione per chi ha a cuore la storia di Savonarola, finisce sul Ponte Vecchio dove tutti possono partecipare raccogliendo i petali dai cestini e lanciandoli nell’acqua con le proprie mani.

 

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