The treasure of Lorenzo il Magnifico

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By Samuele Magri

Lorenzo the Magnificent, son of Piero Gottoso and Lucrezia Tornabuoni, nephew of Cosimo il Vecchio, is born in Florence in 1449 and is educated by great humanists and philosophers such as Marsilio Ficino. After his father’s death (1469), he continued the politics of the Medici family, that of “governing without ruling”, maintaining the control over the political Florentine life without eliminating the republican government that was formally in charge. From Rome, Pope Sixtus IV planned an anti-Medici plot, the “Congiura dei Pazzi”, that was supposed to kill Lorenzo and his brother Giuliano (Lorenzo was saved while Giuliano died). The consequences were harsh: the conspirators were killed or imprisoned and the Pope responded by excommunicating Lorenzo, prohibiting his presence in the city (forbidding his worship in Florence) and declaring war with the help of the King of Naples. Lorenzo resolved the situation by convincing the King of Naples to give up his alliance with the Pope; Pope Sixtus IV was thus forced to stop the war in 1480 and withdraw his order of  restriction and excommunication, while Lorenzo was being acclaimed as the savior of the nation. The Magnificent maintains until his death (1492) an equilibrated politics and peace among the Italian states, becoming the “tip of the balance” in the Italian political life. More than just a politics man he was also a great literary man, writing about philosophy, proses and verses (the famous “Canzona di Bacco) and also a great patron, surrounding himself with artists such as Giuliano da Sangallo, Verrocchio, Ghirlandaio, Botticelli and young Michelangelo. Just like his father and grandfather he collected any kind of treasure in the house of the Medici from Via Larga (today Via Cavour); the most precious ones were cameos, carvings and vases in semi-precious stones, realized with the help of rare and difficult to manage materials such as agate, porphyry, carnelian, jasper and amethyst to which there were attributed special properties and dark mysterious forces (for example the crystal fortress was considered a good antidote). In ancient Roman times, Julius Caesar along with his roman emperors and eastern rulers possessed spectacular collections of similar artifacts; it can be understood the fact why the finest men of the Renaissance period were always ready to spend fortunes in order to have the most treasured pieces whether ancient or modern. In his collection the famous “Tazza Farnese” held an honorary place, cameo shaped as a cup, created in Alexandria in the second century B.C. during the ruling of Tolomei, piece that in time also belonged to Frederick II of Swabia. The splendid piece, depicting on the inside an allegory of infertility, has been estimated at ten thousand guilders, a fabulous amount if we think about the fact that the frescos in the Tornabuoni chapel, works realized by Ghirlandaio at Santa Maria Novella, cost just a thousand guilders, and the annual salary of weaver could have been only thirty-seven guilders. Another famous piece was the “Seal of Nero”, a Roman carving in carnelian, depicting the myth of Apollo and Marsia, believed to be part of the collection of the emperor, for which it has previously been created by Lorenzo Ghiberti, a precious dragon frame, a piece already lost in the times of the Magnificent. After the death of Lorenzo in 1492, these objects have been in serious danger: with the Medici being expelled from Florence in 1494 and with the bankruptcy of the Medici bank, the municipal authorities decided to publicly sell the proprieties of the family as compensation. Many goods were lost in the sales that took place in 1945 in the Orsanmichele Church although almost all the objects made from precious stones and cameos were saved by people close to the Medici family.

Italiano

Lorenzo il Magnifico, figlio di Piero il Gottoso e Lucrezia Tornabuoni, nipote di Cosimo il Vecchio, nacque a Firenze nel 1449 e venne educato da umanisti e filosofi di primo piano come Marsilio Ficino. Dopo la morte del padre (1469), continuò la politica medicea del “governare senza regnare”, mantenendo il controllo della vita politica fiorentina senza eliminare il governo repubblicano formalmente in carica. Da Roma papa Sisto IV ideò nel 1478 un complotto antimediceo, la “Congiura dei Pazzi”, per uccidere Lorenzo e suo fratello Giuliano (Lorenzo si salvò mentre Giuliano morì). La repressione fu durissima: i congiurati furono uccisi o imprigionati e il papa rispose scomunicando Lorenzo, interdicendo la città (cioè interdisse il culto e i sacramenti a Firenze) e muovendo guerra con l’appoggio del re di Napoli. Lorenzo risolse la situazione convincendo il re di Napoli a uscire dall’alleanza col pontefice; Sisto IV fu così costretto nel 1480 a interrompere la guerra e a ritirare interdetto e scomunica, mentre Lorenzo fu acclamato quale salvatore della patria. Il Magnifico mantenne fino alla morte (1492) una politica di equilibrio e pace fra gli stati italiani divenendo l’ “ago della bilancia” della politica italiana.

Oltre che politico fu importante letterato, scrivendo di filosofia, prose e rime (celebre è la “Canzona di Bacco”) e grande mecenate, circondandosi di artisti quali Giuliano da Sangallo, Verrocchio, Ghirlandaio, Botticelli e il giovane Michelangelo. Al pari del padre e del nonno, collezionò ogni genere di tesori nella dimora medicea di via Larga (oggi via Cavour); i più preziosi erano i cammei, gli intagli e i vasi in pietre dure, realizzati in materiali rari da trovare e difficili da lavorare quali agata, porfido, corniola, diaspro e ametista cui loro attribuivano particolari proprietà ed oscure forze misteriose (ad esempio il cristallo di rocca era ritenuto un buon contravveleno).  Nell’antichità Giulio Cesare e con lui imperatori romani e sovrani orientali avevano posseduto spettacolari raccolte di simili manufatti; si può comprendere quindi perché gli uomini più raffinati della stagione rinascimentale fossero pronti a spendere cifre altissime per possedere i pezzi più pregiati, antichi o moderni. Nella sua collezione il posto d’onore era occupato dalla celeberrima “Tazza Farnese”, cammeo in forma di coppa creato ad Alessandria d’Egitto nel II secolo a. C. durante il regno dei Tolomei, appartenuta nel tempo anche a Federico II di Svevia. Lo splendido pezzo, raffigurante al suo interno un’allegoria della fertilità del Nilo, fu stimato ben diecimila fiorini, cifra davvero favolosa se pensiamo che gli affreschi della cappella Tornabuoni, capolavoro del Ghirlandaio a Santa Maria Novella, costarono mille fiorini, e un salario annuo di un tessitore poteva essere di trentasette fiorini. Altro pezzo celeberrimo era il “Sigillo di Nerone”, intaglio in corniola di epoca romana raffigurante il mito di Apollo e Marsia, creduto parte della collezione del suddetto imperatore, per cui era stata in precedenza realizzata una preziosa incorniciatura a drago, creazione di Lorenzo Ghiberti, già perduta all’epoca del Magnifico. Dopo la morte di Lorenzo nel 1492, questi oggetti furono in serio pericolo: cacciati i Medici da Firenze nel 1494 e fallito il Banco Mediceo, le autorità cittadine decisero di vendere pubblicamente i beni della famiglia come risarcimento. Molto fu disperso nelle vendite svoltesi nel 1495 nella chiesa di Orsanmichele anche se quasi tutti gli oggetti in pietre dure e i cammei furono salvati da persone vicine ai Medici.

 

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