Tommaso Sacchi: a very special young man

0
Tommaso Sacchi by Roberto Giulioni Photographer
Tommaso Sacchi by Roberto Giulioni Photographer

By Giulia Gasparrini

Abbiamo incontrato Tommaso Sacchi a Firenze, dove vive e lavora. Tommaso non è soltanto curatore, organizzatore e consulente nel campo della creatività e della produzione artistica, ma è anche un giovane elegante e pieno di stile. Mentre parliamo, lo osservo, vestito in camicia chiara e giacca blu, dal gusto moderno ma con una sfumatura vintage, mentre mi racconta la sua vita. Il suo percorso è quanto mai ricco e interessante: a 32 anni ha alle spalle una serie di esperienze che abbracciano trasversalmente tutto il settore culturale e ha collaborato con personalità di grande rilievo, in Italia e all’estero. A tutto questo si aggiunge l’attività di docenza all’Accademia di Belle Arti di Como e all’Istituto Europeo di Design di Firenze, oltre agli interventi in qualità di guest lecturer presso importanti istituzioni milanesi come l’Università Cattolica, la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, la Domus Academy, la N.A.B.A. e l’Accademia di Brera. Ma cominciamo dall’inizio: «Sono nato a Milano in una famiglia d’arte, per così dire. Un bisnonno macchiaiolo livornese, uno zio artista poliedrico, diversi musicisti in famiglia e mio padre, Paolo, fotografo»  – prosegue Tommaso – «e ho vissuto praticamente da sempre a contatto con questo ambiente». Mi incuriosisce davvero pensare a come potesse essere da bambino: «Da piccolo ero tranquillo, ma molto curioso. Nei primi anni del liceo ho cominciato a pensare a quello che avrei potuto fare da grande, ma erano molte le cose che mi attiravano: un giorno volevo essere un fotografo, il giorno dopo uno sceneggiatore, poi un regista e così via.. I miei genitori facevano fatica a “contenermi”. Direi che ci hanno rinunciato quasi subito» – aggiunge sorridendo. Viaggiare è un’altra sua passione, e me lo dice ripescando un bellissimo ricordo: «Mio padre era spesso in viaggio per lavoro e a volte portava con sé tutta la famiglia, le vacanze poi erano sempre un po’ estreme:» – ride – «su un furgoncino camperizzato abbiamo girato tutta l’Europa e il Nordafrica». Ha vissuto diversi anni ad Arona, sul Lago Maggiore, quindi si è trasferito a Milano per l’università: «Mi pagavo gli studi facendo l’inviato per “Dove”, un mensile di viaggi del gruppo RCS, e prima ancora avevo collaborato nella stesura delle recensioni di una guida enogastronomica sui ristoranti piemontesi. Avevo iniziato facendo l’assistente fotografo di mio padre Paolo. Dopo un viaggio in America e un servizio sulle vie del gusto tra Sicilia e Sardegna, mi propongo autonomamente alla redazione. Ricordo ancora i servizi che mi avevano assegnato: dalle catene alberghiere di lusso in Engadina, alle trattorie del mantovano, la Val Trompia e ancora città come Torino, Milano, Genova… Non mi pareva vero, ospitato nei grandi alberghi e ristoranti da sogno e qualche soldo ogni mese!» – esclama ridendo. Il suo primo incontro con quella che diventerà la sua professione risale sempre al periodo universitario: «Ho iniziato quando avevo vent’anni; Iscritto alla Statale di Milano, mi ero accorto di come fosse importante per noi studenti di teatro o storia dell’arte, sentire il racconto in prima persona di chi produce cultura. Così convinsi il Preside e con alcuni amici diedi il via a “Lezioni d’Artista”: artisti, musicisti, cantautori, attori, scrittori e giornalisti intervistati da me per raccontarsi agli studenti. Un formato tra il “talk” e lo spettacolo con diversi protagonisti della produzione culturale contemporanea: in Aula Magna sono passati Nicola Piovani, Dario Fo, Alessandro Bergonzoni, Lella Costa, Stefano Bollani, Gianmaria Testa, Paolo Rossi e molti altri».

Mi incuriosisce il fatto che nelle sue esperienze professionali sia sempre stato interessato a mischiare generi e stili: «Avevo 22 anni,» – spiega – «quando decisi di acquistare un carnet di spettacoli all’Auditorium di Milano, su suggerimento di un mio amico. Erano spettacoli pomeridiani: Ciajkovskij, Mozart, Prokof’ev… Fu proprio frequentando la sala che mi resi conto di come un teatro splendido situato nel cuore della città avesse un pubblico con un’età media di gran lunga sopra i sessant’anni e non parlasse ad una generazione, la mia» – e lo sottolinea con un gesto della mano – «che neppure ne conosceva l’esistenza. È stato grazie a quest’esperienza che ho deciso di prendere un appuntamento col Direttore del teatro, al quale proposi – senza la certezza di essere preso sul serio – di lavorare ad una stagione parallela alla sinfonica basata proprio sull’incrocio di stili e di culture musicali: nasce così “InAuditorium” una rassegna di spettacoli spesso inediti e mai visti che ebbe dal primo anno un enorme successo: Paolo Fresu insieme a un orchestra macedone, la Banda Osiris insieme all’orchestra Verdi, Bollani, Rava, il virtuosissimo Mario Brunello… e la lista sarebbe lunga!». Continua quindi a raccontare: «Avevo 26 anni quando incontrai il giornalista Enzo Gentile che mi propose la co-direzione della rassegna Music Club, da lui fondata, al Teatro Dal Verme. Si trattava di un raffinatissimo palinsesto per appassionati della musica folk-rock.

Tommaso Sacchi by Roberto Giulioni Photographer
Tommaso Sacchi by Roberto Giulioni Photographer

Onorato della proposta mi misi subito al lavoro e portai grandi e piccoli nomi della scena contemporanea per tre anni nel programma di questa bella rassegna. Tra il 2011 e il 2013 ho diretto l’ufficio progettuale dell’Assessorato Cultura del Comune di Milano, occupandomi principalmente di attività di ricerca e sviluppo delle politiche per la cultura. Una delle operazioni più riuscite alla quale ho contribuito è stata l’ideazione di iniziative diffuse sul territorio cittadino, i “City Festival” che oramai punteggiano durante l’anno l’attività culturale della città di Milano: “Piano City”, “Chorus City” e “Book City”.

Credo molto nel formato dei festival diffusi sul territorio come grandi momenti di cultura, che stimolano le potenzialità interne alla città stessa». Nella sua attività di progettazione culturale ha dato un estremo valore all’importanza del “fare rete”, come “ingrediente” per facilitare iniziative geograficamente più diffuse e artisticamente più varie: «Grazie ad un progetto europeo, sono stato invitato come curatore in residenza presso la “Friche – la Belle de Mai” di Marsiglia, uno tra i più interessanti luoghi di cultura auto-organizzata che ospita spettacoli, mostre e manifestazioni interdisciplinari, e sono stato ricercatore presso “La Villa Mèditerranée – centro internazionale per il dialogo e gli scambi tra i Paesi del bacino Mediterraneo”, sempre a Marsiglia. Poi prosegue: «L’anno passato ho co-curato, insieme al gruppo The Tomorrow (www.thetomorrow.net), un progetto artistico e una serie di conferenze per la 8° Biennale di Berlino e per la 14° Biennale di Architettura di Venezia e, sempre con lo stesso gruppo di lavoro, siamo stati invitati da Okwui Enwezor alla 56° Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che prenderà il via durante la prima settimana di Maggio».

A proposito dell’anno passato, parliamo anche della sua esperienza come curatore del programma dell’Estate Fiorentina – allora affidata a Stefano Boeri – che l’ha molto entusiasmato e che lo vedrà coinvolto in prima persona anche quest’anno. Oggi Tommaso vive e lavora a Firenze città nella quale il Sindaco, dopo i successi estivi, gli ha affidato il ruolo di responsabile della Segreteria Cultura del Comune. Che altro dire? Complimenti e in bocca al lupo, Tommaso!

English

We met Tommaso Sacchi in Florence, the place where he lives and works. Tommaso is not only a curator, organizer and consultant in the creativity and artistic production field, but also an elegant young man, full of style. While we are talking, I observe him, dressed in a light shirt and blue jacket, of modern taste but with a vintage touch, while he tells me about his life. His path is very rich and interesting: at only 32 years old he has had a series of experiences that span across the entire cultural sector and has collaborated with personalities of great importance, in Italy and also abroad. To all this is added the teaching activities at the Academy of Fine Arts in Como and at the European Design Institute of Florence, in addition to the interventions he had as guest lecturer at leading institutions such as the Catholic University of Milan, the School “Paolo Grassi” Drama, Domus Academy, NABA and the Academy of Brera. But let’s start from the beginning: “I was born in Milan in an artistic family, so to speak. A great-grandfather macchiaiolo, an uncle who was a versatile artist, musicians in the family and my father, Paul, a photographer” – says Tommaso – “and I always lived in contact with this environment”. I get really curious about how he was as a child: “As a child I was quiet, but very curious. In the early years of high school I started thinking about what I could do of great importance, but there were many things that attracted me: one day I wanted to be a photographer, the day after a screenwriter, then a director and so on… My parents struggled to “restrain” me. I would say that they gave up almost immediately”- he adds smiling. Traveling is another passion of his, and he shares some beautiful memories: “My father was often traveling for work reasons and sometimes he took along our entire family, also our holidays were always a bit “extreme” – he laughs – “in a camping van travelling all over Europe and North Africa”. He lived for several years in Arona, on Lake Maggiore, and then moved to Milan to study at the university, “I was paying for my studies by being a messenger for “Dove”, a monthly travel plan of the RCS group, and before that I had worked in drafting the reviews of a gastronomic guide about Piedmont’s restaurants. I started out as an assistant photographer for my father Paul. After a trip to America and some tasks taken on the tasting streets between Sicily and Sardinia, I planned for myself to be an editor.

Tommaso Sacchi by Roberto Giulioni Photographer
Tommaso Sacchi by Roberto Giulioni Photographer

I still remember the tasks I have been assigned: from luxurious hotel chains in the Engadine, taverns of Mantua, Val Trompia and even cities like Turin, Milan, Genoa… It didn’t seem real, housed in large hotels and restaurants and having dream money coming in every month!”- he exclaims, laughing. His first encounter with what was to become his profession always goes back to the time when he was a student: “I started when I was twenty years old. Joining the University of Milan, I realized how important it was for us students of theater or art history to hear upfront the stories of those who produce culture. So, I convinced the Dean and with some friends I started the “Artist’s Lessons”: artists, musicians, songwriters, actors, writers and journalists were interviewed by me to be heard by students.

A format between “talk” and show with different protagonists of contemporary cultural production: Nicola Piovani, Dario Fo, Alexander Berger, Lella Costa, Stefano Bollani, Gianmaria Testa, Paolo Rossi and many others have passed in Aula Magna”. I become curious about the fact that in his professional experience he has always been interested to mix genres and styles: “I was 22 years old” – he says – “when I decided to buy a show carnet at the Auditorium of Milan, taking the suggestion of a friend. Those were matinee performances: Tchaikovsky, Mozart, Prokofiev… It was by attending those performances that I realized how a beautiful theater located in the heart of the city managed to have an audience with an average age of over sixty years old and not addressing itself to entire generation, my own” – he points out waving his hand – “a generation that didn’t even know of its existence. It was because of this experience that I decided to make an appointment with the Director of the theater, to whom I suggested – without the certainty of being taken seriously – to work on a parallel for the symphonic season based precisely on the crossing of styles and musical cultures: thus “InAuditorium” was born, a series of shows often new and never seen before that reached a high success from the first year: Paolo Fresu together with a Macedonian orchestra, Banda Osiris together with the Verdi orchestra, Bollani, Rava, the most virtuous Mario Brunello … and the list can go on”. He goes on with his story: “When I met journalist Enzo Gentile who offered me to co-direct the Music Club festival, which he had founded at the Teatro Dal Verme, I was 26 years old.

The festival had a refined schedule for the fans of folk-rock. Honored by the proposal I put myself to work immediately and brought in big and small names of the contemporary scene for three years while I was part of this beautiful event’s program. Between 2011 and 2013 I directed the design office in the Office of Culture from Milan, dealing mainly with research and developing policies for culture. One of the most successful one, which I contributed to, was the creation of initiatives spread throughout the city, called the “City Festival” that emphasized the year round cultural activity in the city of Milan: “City Plan”, “Chorus City” and “Book City”. I believe a great deal in the format of the festival spread over the territory as great moments of culture that stimulate the potential inside of the city itself”. In his cultural design activities he gave an extreme value to the importance of “networking” as an “ingredient” to facilitate geographically, widespread initiatives and various artistic activities: “Thanks to an European project, I was invited as a resident curator at the “Friche – la Belle de Mai” in Marseille, one of the most interesting places, of a self-organized cultural scene that hosts shows, exhibitions and interdisciplinary events, and I was a researcher at “La Villa Mèditerranée – an international center for dialogue and exchanges among the countries of the Mediterranean basin”, always in Marseille. He continues: “Last year I co-edited, with The Tomorrow group (www.thetomorrow.net), an art project and a series of conferences for the 8th Berlin Biennale and for the 14th Biennale of Architecture in Venice and, always together with the same working group, we have been invited by Okwui Enwezor at the 56th International Art Exhibition of the Venice Biennale that will start during the first week of May”. We also talk about his experience as a curator for the last year’s program Summer Fiorentina – now in the hands of Stefano Boeri – that has impressed him greatly and will see him personally involved again this year. Today Tommaso lives and works in the city of Florence, where the mayor, after his great success with summer program, has entrusted him with the role of Head of Secretary of Culture of the Municipality. What else is there to say? Congratulations and good luck, Tommaso!

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.