Gormley, Koons, Kounellis

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By Giulia Gasparrini

Contemporary art returns to Florence and does so together with the arrival of three of the most important artists from the global panorama. In the beautiful frame of Forte Belvedere you can admire the exhibit Human by Antony Gormley, until 27 September.

Antony Gormley
Antony Gormley

Born in London in 1950, Gormley is without doubt one of the most appreciated sculptors alive. His works have been exhibited all over the United Kingdom and in international exhibits. Human confirms once again the will of the city to promote contemporary culture trying to find a dialogue and an exchange between the renascent Florence and the city of today. Standing, crouched, contorted, leaning against the wall, sitting on an imaginary pedestal, the iron men are everywhere: on the ramparts, on the steps and on the terraces. They occupy each side of the sixteen century fortress but also the internal rooms of the palace. Jannis Kounellis will be the protagonist of a sound installation (music by Morton Feldman e Alvin Lucier) on the 9th September at Bargello, together with the Alter Ego ensemble, being part of the show Firenze Suona Contemporanea, organized by FLAME – Florence Art Music Ensemble. Born in Greece, in 1936, moved to Rome in his 20s where he studies at the Academia di Belle Arti, Kounellis. He surpasses the limitations of painting fast, reaching a point where he began to refuse the traditional means. The definitive turning point and the blockage of his artistic research have been the use of “poor” materials that nevertheless recall the reality (such as iron, wood, coal, jute, live animals or pieces of flesh) and the involvement of the public, essential for finishing the work of art. The importance of the relationship between public and the work of art makes these last minute arrivals to identify with performance. Another great name will join Kounellis and Gormley: Jeff Koons. Considered by many the true heir of Andy Warhol, Jeffrey Koons is born in Pennsylvania in 1955 and is the icon of the neo-pop style.

Jeff Koons
Jeff Koons

His tasteful kitsch works, ironically illustrate the American way of life and tendency to consumerism. Among the richest and best listed artists in the world (one can think that Balloon Dog, one of the five hundred steal poodles realized in 1990, has been evaluated last year by Christy at the fabulous number of 58,4 million dollars) Koons has used during his career a great variety of techniques ( panting, sculpting, photography, installations…) and various materials. Koon will show this fall at Palazzo Pitti and Palazzo Vecchio on the occasion of the International Biennial of Antiques that will take place between on September 26 and October 4 and will end this long and intense Florentine Summer of 2015.

Italiano

La grande arte contemporanea torna a Firenze e lo fa con l’arrivo di tre tra i più importanti artisti del panorama mondiale. Nella bellissima cornice del Forte Belvedere, fino al 27 settembre prossimo, è possibile ammirare la mostra Human di Antony Gormley. Nato a Londra nel 1950, Gormley è senz’altro uno dei più apprezzati scultori viventi. I suoi lavori sono stati ampiamente esposti in tutto il Regno Unito e in mostre di livello internazionale. Human conferma ancora una volta la volontà della città di promuovere la cultura contemporanea, cercando un dialogo e uno scambio tra la Firenze rinascimentale e la città odierna. In piedi, accucciati, piegati su se stessi, appoggiati alle mura, seduti su un immaginario piedistallo, gli uomini in ferro sono ovunque: sui bastioni, sulle scalinate e sulle terrazze. Occupano ogni lato della fortezza cinquecentesca, ma anche le sale interne della palazzina.

Jannis Kounellis
Jannis Kounellis

Jannis Kounellis, il 9 settembre, al Bargello, sarà protagonista, insieme all’ensemble Alter Ego, di un’installazione sonora (musiche di Morton Feldman e Alvin Lucier) all’interno della rassegna Firenze Suona Contemporanea organizzata da FLAME – Florence Art Music Ensemble. Nato in Grecia nel 1936, ma trasferitosi ventenne a Roma, dove studia all’Accademia di Belle Arti, Kounellis oltrepassa ben presto i limiti della pittura arrivando al rifiuto dei mezzi tradizionali.

La svolta definitiva e lo sbocco della sua ricerca artistica sono l’uso di materiali “poveri” che rimandano comunque alla realtà (come ferro, legno, carbone, iuta, animali vivi, brandelli di carne) e il coinvolgimento del pubblico, fondamentale per completare l’opera d’arte. L’importanza della relazione tra pubblico e opera fa sì che quest’ultima arrivi a identificarsi con la performance. A Kounellis e Gormley si avvicenderà, letteralmente, un altro grande nome: Jeff Koons. Considerato da molti il vero erede di Andy Warhol, Jeffrey Koons è nato in Pennsylvania nel 1955 ed è ormai un’icona dello stile neo-pop. Le sue opere di gusto kitsch illustrano ironicamente l’american way of life e la sua tendenza al consumismo. Tra gli artisti più ricchi e quotati del mondo (si pensi che Balloon Dog, uno dei cinque barboncini in acciaio realizzati nel 1990, è stato battuto lo scorso anno da Christie’s alla considerevole cifra di 58,4 milioni di dollari), nel corso della sua carriera ha utilizzato una grande varietà di tecniche (pittura, scultura, fotografia, installazioni…) e di materiali diversi. Koons esporrà in autunno a Palazzo Vecchio e a Palazzo Pitti in occasione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato, che si svolgerà dal 26 settembre al 4 ottobre e che concluderà questa lunga e intensa Estate Fiorentina 2015.

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