San Lorenzo 10 August, the night of the falling stars

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 By Lavinia Rinaldi

This is a magical night, when wishes can come true. All it takes is to say them out loud while a star falls across the sky. It is the night of San Lorenzo, the Spanish Saint, who in 258 a.c. arrived in Rome and that very same day, died, burned on a gridiron because of the persecution of King Valeriano.

Agnolo Bronzino, Il martirio di San Lorenzo Agnolo Bronzino. Martyrdom of St. Lawrence. Detail.
Agnolo Bronzino, Il martirio di San Lorenzo
Agnolo Bronzino. Martyrdom of St. Lawrence. Detail.

According to the legend, the stars that crossed the sky that night were like sparks of fire from the coals on which the saint burned, that once risen to the sky, during the martyrdom, they descended back on Earth to make our wishes come true. The deacon San Lorenzo has come to Rome from Huesca, Spain, his native country, together with Pope Sixtus II, to give to the poor the money collected from Christians. Among a group of sick and destitute people, Lorenzo said to the emperor who wanted those benefits for himself: “Here are the riches of the Church that you can find everywhere and will never depreciate. After this courageous response, followed the arrest, the torture and the torture of the grill. The saint proved himself to be a fighting spirit until the last moment of his life. In fact while he was on the grill he addressed to his tormentor saying: “Here I am cooked on this side, turn me on the other side and eat”. With his final breath, he raised to the sky a prayer for the city of Rome. The grateful city dedicated 24 churches to him. The symbol of the saint is a grill. His martyred death has inspired Renaissance painters to immortalize a piece of this episode: Tiziano (Venice), Bartolo Fredi (Siena) and Bronzino commissioned by Cosimo de Medici, who has dramatically expressed the final moment of the saint’s life in the church dedicated to him in Florence. The city of Florence, devoted to the saint since the fifth century, built a church and later a basilica in his honor. A lively district with a typical market carries with pride the saint’s name. Still, at the countryside in Tuscany, lives on through a soup, a gastronomic saying referring to the saint and his grill, prepared for summer dinners, but especially on the 10th August, using seasonal ingredients, poor but genuine: leeks, bread, pine nuts, olive oil that are after browned on the grill under a generous sprinkling of pecorino cheese. This dish truly becomes a feast.

 

Italiano

Questa è una notte magica,  in cui i desideri si potrebbero realizzare. Basta riuscire ad esprimerli mentre una stella cadente solca il cielo. È la notte di San Lorenzo, santo spagnolo che nel 258 d.c arrivò a Roma, e, in questo giorno, morì bruciato su una graticola, per la persecuzione dell’imperatore Valeriano. Le stelle che in questa notte d’estate attraversano il cielo sarebbero, secondo una leggenda, scintille del fuoco dei tizzoni su cui bruciò il santo, che una volta salite in cielo, durante il martirio, ritornano in terra esaudendo i nostri desideri. Il diacono Lorenzo era arrivato a Roma da Huesca, Spagna, suo paese natio, insieme al Papa Sisto II, per distribuire ai poveri i denari raccolti tra i Cristiani.  sanlorAll’Imperatore che esigeva queste offerte, Lorenzo, riunita una schiera di malati e derelitti, rispose: “Ecco le ricchezze della Chiesa, che sono ovunque e non si svalutano!”. A questa coraggiosa risposta seguì l’arresto, la tortura, il supplizio della graticola. Fino all’ultimo momento della vita, il santo dimostrò uno spirito battagliero. Infatti, già sulla graticola, rivolgendosi al suo aguzzino: “Ecco hai abbrustolito una parte, ora girami dall’altra e mangia”. Spirando, levò al cielo una preghiera per Roma. La città riconoscente gli dedicò 24 chiese! Simbolo del santo è una graticola. Il suo martirio ha ispirato grandi pittori del Rinascimento che hanno immortalato la suggestione di questo episodio: Tiziano (Venezia), Bartolo di Fredi (Siena) e Bronzino, che nella Chiesa a lui dedicata, a Firenze, su committenza di Cosimo de Medici, ha drammaticamente espresso il momento finale della sua vita. Firenze, devota al santo fin dal V secolo d.c, costruì una chiesa, poi basilica. Un vivace quartiere, con il  mercato caratteristico, porta con orgoglio il suo nome. Nella campagna toscana, ancora oggi, è vivo un rimando gastronomico al santo e alla sua graticola, in una rustica zuppa che viene preparata, per le cene d’estate, e in particolare il 10 agosto, con ingredienti di stagione, poveri e genuini: porri, pane, olio, pinoli e, gratinata sotto la griglia, con una generosa spolverata di buon pecorino stagionato, diventa un vero piatto della festa.

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