Valeria Golino After the Cannes Film Festival, protagonist of the Florentine Summer

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By Viviana del Bianco – Journalist 

Sono una donna equilibrata, ma spesso la mia fisicità fa pensare a personaggi che hanno sempre un altrove in testa”: la voce velata, attraversata da cupe increspature, è quella di Valeria Golino, dalla bellezza avvolgente, liquida, capace di aderire a ruoli dalle forme morbide o spigolose.

Valeria Golino
Valeria Golino

A Cannes, durante la cerimonia di chiusura, ha consegnato il premio alla regia aHou Hsiao-hsien per The Assassin. Introspettiva, complessa, al contempo portatrice di primigenia istintività: la naturalezza con cui dà corpo alla policromia dell’animo femminile. È stata madre dallo spirito libero in Respiro, donna sull’orlo di una crisi di nervi in Caos Calmo. Attrice di respiro internazionale, regista dalla sensibilità inquieta, Valeria è un’interprete capace di dare anima ai suoi personaggi, frutto di una carriera senza studi, ma da un talento intenso e personale. Le piace affermare che il suo amore per il cinema è nato fin dall’infanzia perché racconta: “Io sono sopratutto una cinefila, prima ancora di essere un’attrice e una regista. I miei genitori mi portavano sempre al cinema quando ero piccola ed il fatto di avere sempre frequentato ed amato il cinema mi ha permesso di sviluppare un gusto personale che credo si noti nei miei film come regista e nelle mie scelte interpretative come attrice. Ho sempre prediletto un cinema di ricerca, d’autore, che faccia riflettere, che smuova le coscienze, che proponga cose inedite”.

Ancora bambina, cresciuta tra Atene e Napoli, sognava di interpretare Ottilia inLe affinità elettive, ma mai avrebbe ipotizzato un futuro sul grande schermo. Giovanissima, aveva solo 15 anni, lavora come fotomodella e nei suoi viaggi di lavoro rafforza il suo carattere indipendente ed anticonformista e la sua cultura (tra l’altro conosce perfettamente quattro lingue), fino a quando, nel 1983, Lina Wertmuller la volle nel suo film, dal titolo profetico, Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada. In seguito, impegnata in esperienze cinematografiche di poco rilievo, Valeria raggiunse la notorietà grazie al film Piccoli fuochi (1985) di Peter Del Monte, in cui con grande spontaneità svelò una freschezza recitativa e una sensualità che l’hanno caratterizzata e valorizzata. Pochi anni dopo, approdata in una Hollywood divoratrice, Valeria Golino incarnava quella che il Telegraph definì “US. Popularity”. “In America apparivo diversa per quel non so che di latino che loro ritengono sexy”. Di piglio ribelle, cercò subito l’occasione per scrollarsi di dosso lo stereotipo di donna ammaliante e cristallizzata nella propria immagine: ci riuscì un turning point epocale, il provino per un ruolo inizialmente destinato a un’attrice americana. Si tratta della parte di fiancee di Tom Cruise in Raiman – L’uomo della pioggia (1988). Un masterpiece da quattro Oscar talmente intenso da far commuovere la stessa Golino durante la prima proiezione. Allora come oggi, recitare è per lei una risposta “all’ansia di molteplicità”. Per questo, le sue scelte professionali si incastrano perfettamente come in un puzzle grandi produzioni e titoli d’autore, tra i quali, scovando a caso, si trovano nel 2005, La guerra di Mario di Antonio Capuano per il quale vince anche ilGlobo d’orodella Stampa Estera, ilpremio Flaiano.Una lunga lista di ruoli tra i quali lei si muove con un’impellente necessità di “altro”: “Giulia non esce la sera” (2009) di Giuseppe Piccioni, duetta con i Baustelle nel brano Piangi Roma, in cui si parla delle collaborazioni deiBaustellecon le donne della musica, tra cui anche Valeria e il graffiante “Escoriandoli” di Antonio Rezza. Un bisogno che si fa concreto prima del 2010 quando dirige il cortometraggio Armandino e il Madre. Donna in continua evoluzione, ha interpretato ruoli difficili, introspettivi, complessi che le sono particolarmente congeniali per la sua particolare sensibilità. “Perchè il cinema deve far capire e far riflettere e il nostro cinema autoriale oggi è superlativo...” afferma Valeria con convinzione. Era inevitabile che con una personalità come la sua si mettesse dietro la macchina da presa.

Valeria GolinoPoi, nel 2013, conMiele, presentato al Festival di Cannes, nella sezione“Un certain regard”, accolto dalla stampa e dal pubblico con scroscianti applausi, affronta il controverso tema dell’eutanasia, le vale unaMenzione speciale della Giuria Ecumenica e le permette di vincere ilNastro d’argento al miglior regista esordientee ilGlobo d’oro alla miglior opera prima. “Volevo una visione spigolosa perché crudo è l’argomento, ero molto emozionata, sapevo che sarebbe stato molto difficile… ma sono riuscita a finirlo e mi ha dato molta soddisfazione”. Riceve tre candidature alla59ª edizione dei David di Donatello: per la miglior regista esordiente, la migliore sceneggiatura perMielee vince ilDavid di Donatello per la migliore attrice non protagonistaper il filmIl capitale umanodiPaolo Virzì.

Recentemente è stata impegnata come attrice nel film Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino, coprodotto da Riccardo Scamarcio, grazie alla passione per il progetto Lingua dei segni e la sordità come un “mondo misterioso da esplorare”.Valeria, madre di un ragazzo sordo, nel film afferma “inoltrarsi in questo mondo e conoscere questo linguaggio sono stati motivazioni forti che mi hanno spinta a interpretare Anna, donna-coraggio napoletana… Sì, finalmente ce l’abbiamo fatta, sono tornata anche a girare nella mia Napoli!. Il film uscirà in autunno.

A luglio, l’attrice e regista sarà protagonista a Firenze di una retrospettiva, venerdì 10 luglio e sabato 11 luglio, organizzata da N.I.C.E. – New Italian Cinema Events, che farà parte di Apriti cinema!, rassegna organizzata in Santissima Annunziata da Quelli dell’Alfieri all’interno dell’Estate Fiorentina.

Empatica interprete, alla regia Valeria ha uno sguardo che non lascia mai niente al caso. Perché, confida, “ogni piccolezza è importante. Anche quello che metti nella borsetta serve”.

Quando parla di sé, con quella spontaneità che la contraddistingue, della sua carriera, delle sueaspirazioni e dei sogni che ha ancora nel cassetto, ma che sicuramente porterà avanti è veramente affascinante! Siamo sicuri che non ci deluderà!

English 

I am a calculated woman, but often my physical beauty makes one think about characters who always seem to have somewhere else in their own mind”:says the husky, crossed by dark wrinkles, voice of Valeria Golino, a wrapping, liquid beauty, capable of binding together both soft or sharp roles.

Valeria Golino with Valeria Bruni Tedeschi on the red carpet at Cannes Film Festival
Valeria Golino with Valeria Bruni Tedeschi on the red carpet at Cannes Film Festival

During the closing ceremony at Cannes, she handed the award for Best Director to Hou Hsiao-hsien for The Assasin. Introspective, complex and at the same time carrier of the primordial instinctiveness: a simplicity with which she gives life to the polychromatic of the feminine soul. She was the mother of the free spirit in Respiro, a woman on the edge of a nervous breakdown in Caos Calmo. International actress, director with a restless sensibility, Valeria is a performer capable of giving life to her characters; she is the fruit of a career without any studies behind it, but of an intense and personal talent. She likes to say that her love for cinema was born from early childhood and she recounts: “First of all I was a cinephile before being an actress and a director. My parents used to take me to the cinema when I was a child and the fact that I have always frequented and loved the cinema has allowed me to develop a personal taste, which I believe can be seen in my films as a director and in my performing choices as an actress. I have always been in favor of a research cinema, of the author, that makes one reflect, that moves consciences, that proposes unique things to the public”.   

Still a child, raised between Athens and Naples, she used to dream of interpreting Ottilia in the Le affinità elettive, but she never imagined a future on the big screen. At only 15 years old, she worked as a model and during her work travels, she reinforced her independent and nonconformist personality and her culture (among others she spoke fluently in four languages), until the year of 1983 when Lina Wertmuller wanted Valeria to appear in her movie, with the prophetic title, Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada. After getting herself involved in cinematographic projects of little importance, Valeria achieves notoriety thanks to the movie Piccoli fuochi (1985) directed by Peter del Monte, where with a great spontaneity she revealed a reciting freshness and a sensuality that have characterized her ever since. Only a few years after, she became a Hollywood devourer and embodied someone who the Telegraph defines as “US. Popularity”. “In America I was admired more for that Latin something which they find very sexy”. With a rebellious look she sought the occasion to escape the stereotype of a fascinating but crystalized in her own image, woman: she managed an unforgotten turning point by auditioning for a role that was initially intended for an American actress. This role was that of Tom Cruise’s fiancée in Rainman (1988). A masterpiece that won four Oscars, so intense that moved even Golino at its first projection.

Then as now, performing is for her an answer to “multiplicity anxiety”. For this reason, her professional choices fit perfectly together just like a puzzle big productions and authors, among which can be found in 2005, La guerra di Mario, directed by Antonio Capuano, winning her the Globo d’oroof the Foreign Press Award, the Flaiano Prize. A great variety of roles follow and she moves with an impellent necessity of “another” among them: “Giulia non esce la sera” (2009) directed by Giuseppe Piccioni, a duet with Baustelle in the piece Piangi Roma, where it is spoken about the collaboration of the Baustelle with music women among whom is also Valeria and the biting “Escoriandoli” directed by Antonio Rezza. A need for variety that becomes known before 2010 when she directs the short film Armandino e il Madre. An evolving woman, she has interpreted difficult, introspective and complex roles that are particularly congenial because of her sensibility. “Because cinema has to explain and challenge our minds and our authorial cinema is now superlative…” affirms with conviction Valeria. It was inevitable that with a personality like hers the great press machine won’t put its wheels in motion.

Valeria Golino with Dustin Hoffman in Rainman
Valeria Golino with Dustin Hoffman in Rainman

In 2013, Miele, presented at the Cannes Film Festival in the “Un certain regard” section, was received with thunderous applause by the press and the public, addressing the controversial issue of euthanasia and earning her the Special Mention of the Ecumenical Jury, allowing her to win the Nastro d’argento for best New Director and the Globo d’oro for the Best First Feature.

I wanted to approach an edgy vision because the topic is crude; I was very excited and I knew it would be very difficult…but I managed to finish it and it has brought me a lot of satisfaction”.She has been three times nominated at the 59th edition of David di Donatello:for Best New Director, for Best Screenplay for Miele and won the David di Donatello for best actress for Il capitale umano directed by Paolo Virzì. Recently she committed as actress for Per amor vostro directed by Giuseppe M. Gaudino, a co-produced by Riccardo Scamarcio, thanks to the passion for the project “Language of signs” and the approach of deafness as a “mysterious world to explore”. Valeria, mother of a deaf child in the movie, affirms “entering this world and learning this language have been powerful motivational reasons that pushed me to interpret Anna, a courageous Neapolitan woman…yes we have finally made it, I have returned to my Naples!”. The film will be released this fall. In July, the director and actress will be the protagonist of a retrospective in Florence, on Friday, July 10 and Saturday, July 11, organized by N.I.C.E – New Italian Cinema Events, that is part of Apriti cinema! a showing organized in Santissima Annunziata by Quelli dell’Alfieri, part of the Florentine Summer. Emphatic as a performer, as a director Valeria has an eye that leaves nothing to chance.

Because, she confides, “every little detail is important. Even the one that is hidden in your purse”.

When she speaks about herself, with that spontaneity that distinguishes her from others, about her career, about her aspirations and dreams that still has in her drawer, but that will certainly bring her forward, is truly fascinating!

We are certain that she won’t disappoint!  

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