Adi Da Samraj – “The Ascent of Orpheus” Between and Beyond Representation and Abstraction

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 by Anna Balzani – Editor-in-chief
Twitter: @AnnaBalzani

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Adi Da Samraj

For the first time in its 150-year history, the Bargello National Museum hosts a solo contemporary art exhibition, The Ascent Of Orpheus: Between and Beyond Representation and Abstraction, by the American-born artist Adi Da Samraj. In an unusual bridging of ancient myth and digitally composed large-scale fabrications, the exhibition is Adi Da’s sweeping and at times demanding retelling of the famous Orpheus and Eurydice myth. It is a not-to-be-missed exhibition of this important international artist and his novel use of “aperspectival” art as way of understanding the participatory relationship between viewer and artwork beyond the merely perceptual and conceptual. It is fitting that the exhibition is in Florence, for centuries a centre of artistic innovation including one of the most important breakthroughs of the Renaissance – linear perspective. The exhibition also offers an at times challenging dialogue with the permanent collection in the Bargello and the city of Florence.

The exhibition runs in two galleries of the Bargello courtyard. Through the nine large-scale pieces and the multimedia projection in the exhibition, Adi Da demonstrates his radical approach to “aperspectival” art. Drawn from his Orpheus One and Linead One suites created in 2007, the digitally composed works, some never shown publicly before, demonstrate the artist’s reach beyond the linear perspective and individual “point of view” that have dominated Western art since the Renaissance. The exhibition is also a testament to Adi Da’s advance in what he considered to be the unfinished modernist project of the early 20th-century avant-garde. Achille Bonito Oliva, the internationally acclaimed Italian art critic and historian who curated Adi Da Samraj’s official collateral exhibition at the 2007 Venice Biennale, notes in his essay in the Ascent of Orpheus exhibition catalog: “The abstraction of Adi Da Samraj is anti-rhetorical and aspires to restore humanity to a state of contemplation and reflection… His abstract images look upon the world from beyond any point of view”. Adi Da Samraj (1939 – 2008) created visual, literary, and performance art for more than forty years with a single intention: to create works of art that would draw the viewer beyond the feeling of egoic separateness into the feeling of “prior unity.” His artistic output includes drawings, paintings, sculptures, and a large body of groundbreaking photographic, videographic, and digitally composed work. Adi Da’s work appeared as an official solo collateral exhibition at the 2007 Venice Biennale, in a solo show in the historic Cenacolo di Ognissanti (Florence), and in gallery and art shows in New York, Los Angeles, Miami, London, and Amsterdam.

Euridice Uno: La Illusoria Caduta della Bicicletta Nei Mondi Sub-Atomici e Paralleli dei Colori Primari e del Punto di Vista - Terza Parte: La Narrativa Astratta in Geome e Linead (Scena Seconda ) - III, I (trittico), da Linead Uno
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Peter Weibel, Chairman of ZKM Center for Art and Media (Karlsruhe), notes that “Adi Da’s pursuit of the spiritual paths found in early abstraction, from Kandinsky to Mondrian, and [his] translation of that pursuit into the digital age, restore a transcendental spirituality to the materialism of the machine aesthetic”. Art critic Donald Kuspit has written, “Protean and unified at once, Adi Da’s ever-changing images become all-pervasive ‘big screen’ experiences, perceptually riveting, indeed, sometimes excruciatingly intense, but always balanced and even sublime sensory experiences”. In addition to being a prolific artist, Adi Da Samraj is a widely recognized spiritual teacher who produced many volumes of literary, poetic, practical, philosophical, and spiritual writings.

Museo Nazionale del Bargello
Via del Proconsolo 4, Firenze
9 July/Luglio – 11 October/Ottobre, 2015
Museum hours/orario: 8.15 – 17.00
www.theascentoforpheus.org
www.daplastique.com

Italiano

Per la prima volta nei suoi centocinquant’anni di storia, il Museo Nazionale del Bargello ospita una mostra personale di un artista contemporaneo: L’ascesa di Orfeo. Fra e Oltre la Rappresentazione e l’Astrazione, di Adi Da Samraj, artista di origine americana. Con un insolito dialogo fra mito antico e immagini digitali fabbricate su larga scala, la mostra di Adi Da rivisita e a volte racconta nuovamente il famoso mito di Orfeo ed Euridice. La mostra di questo importante artista internazionale è decisamente da non perdere  e la sua arte “aprospettica” rappresenta un modo di intendere il rapporto partecipativo tra osservatore e opere d’arte al di là di ciò che è meramente percettivo e concettuale. A maggior ragione perché la mostra è a Firenze, per secoli centro di innovazione artistica tra cui una delle scoperte più importanti del Rinascimento – la prospettiva lineare. La mostra offre anche una sfida incentrata nel dialogo con la collezione permanente del Bargello e la città di Firenze.

La Discesa Spirituale della Bicicletta Si Trasforma in Seconda  Nascita del Volo: Sesta Parte – VII, da Orfeo Uno
La Discesa Spirituale della Bicicletta Si Trasforma in Seconda
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La mostra è allestita nelle due gallerie che si affacciano sul cortile del Bargello. Con i suoi nove grandi pannelli e le proiezioni multimediali della mostra, Adi Da ci presenta un approccio artistico e radicale, “a-prospettico”. Tratte dalle sue Orpheus One e Linead One, create nel 2007, le opere composte digitalmente, alcune mai esibite al pubblico fino ad ora, concludono il percorso dell’artista con un traguardo raggiunto che va oltre la prospettiva lineare e oltre il “punto di vista” individuale, cardini dominanti dell’arte visiva sin dal periodo del Rinascimento. La mostra si propone anche come testamento conclusivo del progetto artistico, mai finito, dei modernisti, iniziato con l’avant-garde agli albori del ventesimo secolo.

Achille Bonito Oliva, critico d’arte e storico riconosciuto a livello internazionale, ha curato la mostra collaterale di Adi Da Samraj alla Biennale di Venezia 2007 e ha scritto sul catalogo  della mostra L’Ascesa di Orfeo: “L’Astrazione di Adi Da Samraj è del tutto antiretorica ed aspira a restaurare nell’umanità lo stato di contemplazione e riflessione….. Le sue immagini astratte guardano al mondo al di là di ogni punto di vista”. Adi Da Samraj (1939 – 2008) ha creato arte visiva, letteratura e performance art per oltre quarant’anni con una sola intenzione: creare opere d’arte che conducessero chi osserva oltre il proprio senso di separazione egotistica fino a raggiungere una profonda percezione della propria “unità a priori”.

Le sue opere includono disegni, pitture, sculture, una grande produzione fotografica, videografica e digitale. Le sue opere sono state esposte ad una mostra personale collaterale alla Biennale di Venezia 2007, ad una mostra personale nello storico Cenacolo di Ognissanti a Firenze e in gallerie e mostre a New York, Los Angeles, Miami, Londra e Amsterdam.

Peter Weibel, Chairman dello ZKM – Centro di Arte e Media (Karlsruhe) scrive che “I primi movimenti artistici nella ricerca spirituale proposti con le prime astrazioni, da Kandinsky a Mondrian, vengono ripresi e conclusi da Adi Da nell’era del digitale con la restaurazione della spiritualità trascendentale versus la macchina estetica del materialismo”.

Il critico Donald Kuspit scrive “Mutevoli e al tempo stesso unificate, le sempre cangianti immagini di Adi Da si trasformano in esperienze omni-pervasive ‘da grande schermo’, percettivamente affascinanti, talvolta terribilmente intense, ma sempre equilibrate e sublimi ai sensi”. Oltre al fatto di essere un artista molto prolifico, Adi Da é ampiamente riconosciuto come maestro spirituale che ha scritto un numero rilevante di volumi su letteratura, poesia, filosofia, vita pratica, e spiritualità.

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