Donatello In the Sagrestia Vecchia in San Lorenzo

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By Samuele Magri – Art Historian | Tourist Guide in Florence
samuele.firenze@libero.it | Phone: 340 5278209

Donato di Niccolò di Betto Bardi, known as Donatello, (Firenze 1383/1386 – Firenze 1466) was an amazing talent. During his long artistic career he created works of art using various techniques and materials, from sculpting in marble, rock, wood, clay, plaster and bronze to the use of mosaic, from designing windows to incursions in architecture. He learnt to work in bronze as a young man, being the assistant of Lorenzo Ghiberti. Filippo Brunelleschi was a good friend of Donatello and together they went to visit Rome to discover ancient statues and architecture. After their return to Florence, they worked together to realize one of the most surprising environments of the fifteenth century, the Old Sacristy in San Lorenzo. The basilica of San Lorenzo in Florence is rebuilt thanks to Giovanni di Bicci’s interest, member of the Medici family and father of Cosimo il Vecchio, following Brunelleschi’s plans. One of the first parts to be finished was the Old Sacristy (1421-1428), such a wonder that Florentines and foreigners together rushed to see it when it wasn’t yet finished, thus impeding the workers to do their work. Under the cover of the dome there are eight medallions made of colored plaster, depicting scenes from the life of San Giovanni Evangelista (in honor of Giovanni di Bicci) and the four evangelists. Donatello,_santi_stefano_e_lorenzo,_1434-43In this case, the work of Donatello has no possible comparison to the Florentine art of that century and revives the art of plaster, a roman technique that was forgotten. Proceeding with the decoration of the sacristy, a break takes place between Brunelleschi and Donatello, the latter, apparently without any warning, inserts in the clear Brunelleschi architecture two bronze doors with a stone frame, surmounted by colored plastered reliefs. Brunelleschi even wrote verses where he was removing himself from any responsibility for the creation of these doors, a sign that a disagreement occurred between him and Donatello. The most criticized parts were the bronze doors, decorated with saints, while talking with such passion that they were renamed “fencers”. When he died, in 1466, Donatello was buried in this very church, next to his most important patron, Cosimo il Vecchio.

Italiano

Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello, (Firenze 1383/1386 – Firenze 1466) fu un talento sorprendente. Nel corso della sua lunga attività artistica creò opere in svariate tecniche e materiali, dalla scultura in marmo, pietra, legno, terracotta, stucco, bronzo, all’uso del mosaico, dalla ideazione di vetrate, alle incursioni nel campo dell’architettura. A lavorare il bronzo aveva imparato da giovane come assistente di Lorenzo Ghiberti. Filippo Brunelleschi era un buon amico di Donatello e insieme a lui aveva visitato Roma per scoprire statue e architetture antiche. Dopo il loro ritorno a Firenze collaborarono insieme alla realizzazione di uno dei più sorprendenti ambienti del Quattrocento, la Sagrestia Vecchia in San Lorenzo. La basilica di San Lorenzo a Firenze venne ricostruita per interessamento di Giovanni di Bicci, membro della famiglia Medici e padre di Cosimo il Vecchio, seguendo il progetto di Brunelleschi. sacrestia vecchia san lorenzo -cupolaUna delle prime parti a venir terminate fu la Sagrestia Vecchia (1421 – 1428), meraviglia tale che sia i fiorentini che i forestieri accorrevano a vederla quando non era ancora finita intralciando gli operai al lavoro. Sotto la calotta della cupola sono otto medaglioni di stucco colorato raffiguranti scene della vita di San Giovanni Evangelista (in onore di Giovanni di Bicci) e i quattro Evangelisti. In questo caso l’opera di Donatello non ha alcun confronto possibile con l’arte fiorentina del secolo e fa rivivere l’arte dello stucco, una tecnica romana allora dimenticata. Proseguendo la decorazione della sagrestia si aprì una frattura tra Brunelleschi e Donatello perché quest’ultimo, pare senza nemmeno consultarlo, inserì nella limpida architettura brunelleschiana due porte di bronzo con incorniciature lapidee sormontate da rilievi in stucco colorato. Brunelleschi scrisse addirittura dei versi in cui si toglieva ogni responsabilità in merito alla creazione di queste porte, segno del disaccordo ormai esistente tra lui e Donatello. Le parti più criticate furono le porte bronzee, decorate con santi nell’atto di parlare con tale passione che per questo vennero ribattezzati “schermidori”. Alla sua morte, nel 1466, Donatello verrà sepolto proprio in questa chiesa, accanto al suo più importante mecenate, Cosimo il Vecchio.

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