Un semplice vicolo fiorentino

0

By Martina Antenore – Linguist

Se avessi conosciuto Vasco Pratolini non l’avrei amato. Che gran contraddizione non amare il proprio autore preferito! Tuttavia ne sono convinta poiché è l’esperienza che mi induce in questo pensiero: pur avendo imparato molto dai miei maestri di vita, raramente li ho amati, troppo insolenti e orgogliosi a mio parere.

Vasco Pratolini
Vasco Pratolini

Vi è un’opera di Pratolini che mi sta molto a cuore, mi capita di rileggerla nei momenti di relax e spensieratezza poiché quella prosa così semplice e scorrevole, che la caratterizza, mi trasmette un senso di serenità. Le Ragazze di San Frediano? Cronaca familiare? Lo Scialo? Nessuna delle tre. Cronache di Poveri amanti, capolavoro di semplicità, è l’opera a cui mi riferisco. Proprio in quest’ultimo romanzo, datato 1946, compare più volte una certa via del Corno, scenario di molte vicende del libro. Qualche domenica fa ho deciso di esplorare questa via in compagnia di una cara amica, Teresa, a cui avevo annunciato che saremmo andate alla scoperta di un luogo meraviglioso. In realtà ho provato un certo imbarazzo quando abbiamo realizzato che si trattava di un semplice vicolo fiorentino.“Guarda che da quell’angolatura della strada si scatta una bella foto”, mi ripeteva Teresa, quasi per consolarmi. 11949782_500848303403073_1512513382_nMi sono messa a sedere e sono rimasta in silenzio per qualche minuto, ripetendomi: “Eppure questa via del Corno me la immaginavo diversa, più viva, non di certo una viuzza con una targa in onore a Pratolini”. Ho iniziato a raccontare a Teresa che attorno al ’46 via del Corno non solo era un crocevia di gente ma vi si concentravano numerose attività artigianali e piccole dimore di tanti popolani fiorentini. Man mano che raccontavo riaffiorava in me quella serenità che più volte avevo provato leggendo il romanzo. Quel pomeriggio abbiamo parlato di tutto con Teresa, l’ho vista felice, in parte onorata di averle fatto scoprire un piccolo luogo magico di Firenze che io, lei e Pratolini, decenni prima, abbiamo imparato ad apprezzare.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.