Giuseppe Linardi in Venice

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Decodificazione, 2015

By Simona Clementoni – Art critic

The artist Giuseppe Linardi (Buenos Aires, 1971) takes part in the 56th International Art Exhibition with an installation, titled Toys, that fits fully into the theme of the Venice Biennale, “All The World’s Futures”, chosen by the curator Okwui Enwezor. Linardi conceived the idea of the Toys while observing his daughter’s bedroom overflowing with games, often unused and abandoned in their boxes, which made him reflect on the perverse mechanism of consumerism targeted to children who are bombarded with promotional messages of any kind and turned into potential buyers of unnecessary but irresistible goods.

Mickey Mouse and Toys
Mickey Mouse and Toys

That mountain of neglected toys thus becomes a metaphor of the superfluous that surrounds us, of all those luxury items we buy induced by a compulsive desire to appear. At the 56th Biennale the Toys on canvas, left on the floor as if they were worthless objects, are complemented by an impressive Mickey Mouse, a symbolic personification of all the children’s and adults’ playful fantasies. But Linardi does not limit himself to presenting those poor toys forgotten by modern children; he also invites us to rediscover the educational and formative value of play. Through play children confront reality and understand how things work; they also learn the laws of chance and probability and rules of conduct that must be respected. Painted with his peculiar “decoding” technique, Linardi’s Toys and Mickey Move are dissected, dismembered  and reduced to the limit of figuration. They explode and shatter into pieces as well as our harsh reality destroys and shatters the world of childhood, which is no longer a privileged and untouchable garden. In a scenario where all futures are possible, Linardi places his hope for a rebirth from the chaos and disorder of contemporary reality right in the hands of children, in all children’s futures, in every kid who is allowed to grow up and play.

www.linardi.it

Italiano

5) DECODIFICAZIONE 180x120 oil on canvas
Decodificazione, 2015

L’artista Giuseppe Linardi, nato a Buenos Aires nel 1971, partecipa alla 56ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia con un’installazione, intitolata Toys, che si inserisce a pieno titolo nel tema generale della Biennale, “All the World’s Futures”, scelto dal curatore Okwui Enwezor. L’idea dei Toys nasce in Linardi dall’osservazione della camera della figlia strapiena di giocattoli – spesso inutilizzati e abbandonati nelle loro scatole – e dalla riflessione sul meccanismo perverso del consumismo che, fin da piccolissimi, bersaglia i bambini con messaggi promozionali di ogni tipo, trasformandoli in potenziali acquirenti di beni non necessari, ma irresistibili. Quella montagna di giocattoli trascurati diviene così metafora del superfluo di cui ci circondiamo, di tutti quegli oggetti di lusso che acquistiamo indotti da una compulsiva smania di apparire. Alla 56ª Biennale i Toys su tela, lasciati sul pavimento come fossero oggetti senza valore, sono affiancati da un imponente Mickey Mouse, simbolica personificazione delle fantasie ludiche di grandi e piccoli. Ma Linardi non si limita alla presentazione di questi giocattoli inermi e dimenticati dai bambini moderni; il suo è un invito alla riscoperta del gioco come valore educativo e formativo. I bambini si misurano con la realtà attraverso il gioco, grazie al quale cominciano a comprendere come funzionano le cose, a rendersi conto delle leggi del caso e della probabilità e di regole di comportamento che vanno rispettate. Realizzati con la sua peculiare tecnica della “decodificazione”, i Toys e il Mickey Move di Linardi, sezionati, smembrati, ridotti al limite della figurazione, esplodono e si frantumano, così come nella complessa realtà in cui viviamo esplode e si frantuma il mondo dell’infanzia. In uno scenario dove ogni futuro è possibile, Linardi ripone la speranza di una rinascita dal caos e dal disordine contemporaneo proprio nelle mani dei bambini, nel futuro di ogni bambino lasciato libero di crescere e di giocare.

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