Papa Francesco November 10, first visit in Florence

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Pope Francis

By Viviana del Bianco Journalist

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I met Papa Francesco recently in Rome during a press conference: it was thrilling to have him in front of me. In these difficult times, he represents the “voice of the world’s conscience”, he sends precise messages as it has happened at the General Assembly of the United Nations on September 25, when he stated that it is the duty of the world’s leaders to defend the poor and fight against inequality. Will we, mere mortals, politicians, journalists, the church itself, listen to him? What immediately struck me about Papa Francesco was his lifestyle since the beginning of his pontificate aiming to revive the image of a church “for the poor”. He chose to live in a common apartment, that allows him to be closer to the people who move inside the state of the Vatican and his many gestures of simplicity allow a glimpse into the evangelical truthfulness of his way to express and communicate with anyone (recently he has personally went to the optician to change his glasses!) and his appeals to the Roman curia and the cardinals to eliminate any kind of privilege has caused him to be attacked by the most conservative sectors of the curia and defended by the more open ones. His work has been discussed both within and outside of the church in connection with uncomfortable topics such as women, homosexuality, euthanasia, relations with politics, the search for a common dialogue with other religions and so on. Pope Bergoglio has his own style, not always pleasing for the conservatives, but let’s not forget that he comes from Latin America, he is a Jesuit priest, born and raised in Argentina, and who knows, even superficially, the sights and culture of those countries, can understand how his “habitat” has been deeply affected by the personality of the Pope who starts a new era of the Roman church. He places in the center of his reflection, the heart of Christianity that is summed up by the love of God and love towards the neighbor.

During his visit to Florence, an interinstitutional working team must ensure the functioning of public transportation and functioning of the schools, roads in general, the 118. These include: the City of Florence, the Metropolitan City and Archdiocese. The team structure was necessary because, as explained by the mayor Dario Nardella “the Pope’s presence is a source of joy and satisfaction, but at the same time challenging in terms of organization, because there will be more than 2,500 delegates of the National Ecclesial Convention to which the Pope intervenes, whilst at the Mass held on the Franchi stadium are expected to be 50,000 people”.The Pope will celebrate the Mass “on the Franchi Stadium, where – said Archbishop Giuseppe Betori – the entrance will be possible only with the invitation cards, completely free, that will be distributed through the parishes, associations and movements, Catholic schools. Who does not have a ticket for the Franchi or the Ridolfi will have the opportunity to see the Pope up close during his walks in the center, either in the morning in Piazza Duomo, or in the afternoon in Piazza Signoria and Piazza Santa Croce, where two big screens will be set up”. As for information about mobility and the detailed schedule of the visit, they will be available through the two radio of the Curia, Radio Toscana and Radio Firenze, and posted on the following websites www.firenze2015.it, www.diocesifirenze.it and www.comune.fi.it.

Italiano

Ho incontrato Papa Francesco poco tempo fa a Roma in una conferenza stampa: averlo davanti è stato per me emozionante. In questo difficile momento rappresenta “la voce della coscienza del mondo”, manda messaggi precisi come avvenuto all’assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre scorso, quando affermò che era compito dei grandi della terra difendere i poveri e combattere contro le diseguaglianze. Noi comuni mortali, i politici, i giornalisti, la chiesa stessa, sapremo ascoltarlo? Quello che mi ha colpito subito di Papa Francesco è stato il suo stile di vita fin dall’inizio del suo pontificato, finalizzato a rilanciare l’immagine di una chiesa “per i poveri”. Ha scelto di vivere in un appartamento comune, che gli consente di essere più vicino alle persone che si muovono nello stato del Vaticano e i suoi molteplici gesti di semplicità lasciano intravedere la naturalezza evangelica del suo modo di esprimersi e rapportarsi con chiunque (recentemente è andato personalmente dall’ottico per cambiare i suoi occhiali!) e i suoi appelli alla curia romana ed ai cardinali per eliminare ogni sorta di privilegio ha fatto sì che venisse attaccato dai settori più conservatori della curia e difeso da quelli più aperti. Il suo operato è discusso sia all’esterno che all’interno della chiesa in relazione a temi scomodi come le donne, l’omosessualità, l’eutanasia, i rapporti con la politica, la ricerca di un dialogo comune con altre religioni e così via. Papa Bergoglio ha un suo stile, non sempre gradito ai conservatori ma non dimentichiamo che proviene dall’America Latina, è un gesuita, nato e vissuto in Argentina, e chi conosce sia pure superficialmente i luoghi e la cultura di quei paesi non può non comprendere come  il suo “habitat” abbia influito profondamente sulla personalità dell’attuale Pontefice che dà inizio a una nuova epoca della chiesa romana. Egli pone al centro della sua riflessione il cuore del cristianesimo che si sintetizza nell’amore di Dio e nell’amore verso il prossimo.

papafrancesco (1)In occasione della sua visita a Firenze, un team di lavoro Interstituzionale deve garantire il funzionamento del trasporto pubblico e non, delle scuole, della viabilità generale, del 118. Ne fanno parte: Comune, Città Metropolitana e Arcidiocesi. L’organizzazione del team è stata necessaria poiché, come ha spiegato il sindaco Dario Nardellala presenza del Papa è motivo di gioia e soddisfazione, ma al tempo stesso impegnativa sotto il profilo dell’organizzazione, perché vi saranno oltre 2.500 delegati del Convegno Ecclesiale Nazionale ai cui lavori interverrà il Pontefice, mentre alla Messa nello stadio Franchi sono previste 50.000 persone”.

Il Pontefice celebrerà la Messa “allo Stadio Franchi, dove – ha ricordato l’arcivescovo Giuseppe Betorisi entrerà solo con il biglietto di invito, assolutamente gratuito, che verrà distribuito attraverso le parrocchie, le associazioni e i movimenti, le scuole cattoliche. Chi non ha il biglietto per il Franchi o per il Ridolfi avrà la possibilità di vedere il Papa da vicino nei passaggi in centro, sia la mattina in piazza Duomo, sia nel pomeriggio in piazza Signoria e in piazza Santa Croce, dove saranno allestiti anche due maxi schermi”. Per quanto riguarda le informazioni sulla mobilità ed il programma dettagliato della visita, queste saranno disponibili attraverso le due radio della Curia, Radio Toscana e Radio Firenze, e sui siti www.firenze2015.it, www.diocesifirenze.it e www.comune.fi.it.

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