Villa della Petraia

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By Ludovica Ginanneschi – Garden Designer 

www.lggardendesign.com ludovicagardendesign@gmail.com –

When, in 1568 Cardinal Ferdinando de’ Medici received Villa della Petraia as a gift from his father Cosimo I, he could not be able even to imagine that it would have turned into one of the most beloved family properties. Nor that, centuries later, the first king of Italy, Vittorio Emanuele, would have strolled along its gardens together with the beautiful Rosina, his lover for more than three decades. 32603-Villa_la_petraia_ext_01Ferdinando, when he became Grand Duke, renovated the fourteenth-century “palagio” (palace) into a noble villa, converting the fields full of rocks (in Italian “pietre”, hence the name “Petraia”) into a thriving garden made of overlapping terraces. At the end of XVI century, the first terrace, at the same level of the villa, was called “the garden of the dwarf-fruits”. The trees were so low that even the dames could pick the fruits without any effort. Nowadays, large shaped lawns surround a beautiful marble fountain crowned by a copy of the statue known as Giambologna Venus. The original bronze is preserved inside the villa. It represents a young woman, the city of Fiorenza, in the act of rinsing her long hair, pouring the beneficial water over the other Tuscan cities, symbolized at her feet. The intermediate terrace, delimited by tall bitter orange espaliers, has always lodged the flower garden. On its west side, in spring, ancient varieties of tulips, hyacinths and fritillaries bloom next to a large rectangular basin, once used as a fish farm and now as a storage for irrigation water. The central double staircase leads to the parterre terrace, where the changes from the sixteenth century project are the most evident. Where two symmetrical ellipses, shaped by woods and tunnels of holm oaks and surrounding a fruit garden, used to be, these days there are gravel paths on a wide and elegant flowered parterre, sloping down towards an eighteenth-century fountain, placed right on the central axis of the garden. On the backside of the villa the ground climbs up towards Morello mountain. Here, around the middle of nineteenth century, upon request of the Lorena family, the Bohemian gardener Joseph Frietsch, designed a romantic park in line with the tastes of the time. A new path connecting the property to the other nearby important villa of the Medici family, Villa di Castello, was built in same period. If you are lucky, during a stroll, you can bump into one of the three deers who live in these woods of cypresses, pines and oaks, retracing on their nimble paws the tracks of four centuries of princes and grand dukes.

Open from monday to sunday

Villa interiors included

Free entrance

www.firenzemusei.it

Via della Petraia, 40

Firenze

Phone 055 452691

 

Italiano

 

Quando nel 1568 il cardinale Ferdinando de’ Medici ricevette in dono dal padre Cosimo I la Villa della Petraia, non poteva immaginarsi che sarebbe diventata una delle più belle residenze di famiglia e che, secoli dopo, il primo re d’Italia, Vittorio Emanuele, avrebbe passeggiato nei suoi giardini accompagnato dalla “bela Rosin”, sua amante per più di tre decenni. Il palagio trecentesco fu trasformato da Ferdinando, nel frattempo divenuto Granduca, in villa signorile ed i campi pieni di sassi (da cui deriva il nome Petraia) in un rigoglioso giardino a terrazzamenti sovrapposti. Alla fine del 1500 sul piano della villa si trovava la prima grande terrazza, detta il giardino dei “frutti nani”, che conteneva alberi da frutta così bassi che anche le dame potevano coglierne i pomi senza troppi sforzi. Adesso, su questo livello, si trovano grandi aiuole sagomate tenute a prato e una bella fontana in marmo coronata da una copia della Venere del Giambologna, il cui originale è conservato proprio all’interno della villa. Una giovane donna, detta anche Fiorenza, rappresenta la città ed è ritratta nell’atto di strizzarsi i lunghi capelli riversando, sulle altre città toscane simboleggiate ai suoi piedi, le sue benefiche acque. Il gradone intermedio, delimitato da grandi spalliere di arancio amaro, è fin dall’origine destinato a ospitare il giardino dei fiori. Occupato da una grande vasca rettangolare, un tempo vivaio per i pesci e adesso deposito d’acqua per l’irrigazione, ancora oggi ospita, sul lato ovest, il giardino dei bulbi, dove a primavera fanno bella mostra di sé varietà antiche di tulipani, giacinti e fritillarie. Tramite una scala centrale a doppia rampa si accede al piano dei parterre, forse la parte in cui sono più evidenti i cambiamenti rispetto al progetto del XVI secolo: al posto delle due simmetriche ellissi composte da boschetti e cerchiate di lecci che delimitavano il giardino dei frutti, adesso possiamo passeggiare tra i vialetti di un ampio ed elaborato parterre fiorito che scende fino a valle ed è chiuso a sud da una fontana settecentesca, posta proprio sull’asse centrale del giardino. Dietro la villa il terreno si arrampica sulle pendici di monte Morello. Qui il giardiniere boemo Joseph Frietsch, per volere dei Lorena, disegnò sulla metà dell’800 un parco romantico secondo la moda del momento e fece costruire una strada di collegamento con un’altra importantissima residenza medicea, la vicina Villa di Castello. Se siete fortunati, durante la passeggiata, potrete imbattervi in uno dei tre caprioli che abitano questi boschi di cipressi, lecci, pini e querce e che ripercorrono sulle loro agili zampe le tracce di quattro secoli di principi e granduchi.

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