“I Duellanti” Alessio Boni e Marcello Prayer in un "Fight Club" ante litteram

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Al Teatro della Pergola da giovedì 11 a domenica 21 febbraio Alessio Boni incarna incubi e ossessioni che dall’Ottocento accompagnano la cultura occidentale fino ai giorni nostri. I duellanti di Joseph Conrad, interpretati da Boni e Marcello Prayer, che curano anche la drammaturgia con Roberto Aldorasi e Francesco Niccolini (autore della traduzione e adattamento), mentre la regia è dei soli Boni e Aldorasi, si presentano come un’opera su di un mondo in rapida estinzione e al tempo stesso come un capolavoro dell’assurdo: storia di uomini e armi, inutili eroismi e stupide follie, cronaca di una lotta interiore contro se stessi. Non c’è, infatti, solo il racconto di Conrad, ma anche quello di due pazzi fuori dal tempo che, in un Fight Club ante litteram, si fanno ussari e giocano avidamente a farsi a pezzi, senza riuscire a smettere.

ph. Federico Riva
ph. Federico Riva

Accolto  con favore al Festival dei Due Mondi di Spoleto l’estate scorsa, lo spettacolo inizia la sua tournée nazionale dal massimo teatro fiorentino.

Giovedì 18 febbraio, ore 18, sempre alla Pergola, Alessio Boni e Marcello Prayer incontrano il pubblico.

Coordina Riccardo Ventrella.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

È la prima volta in assoluto che viene adattato per il teatro Un racconto militare: il duello, pubblicato da Conrad nel 1908 e tratto da una serie di conversazioni che lo scrittore polacco naturalizzato inglese ebbe a Montpellier con un ufficiale di artiglieria. Un lavoro a lungo snobbato dalla critica, ritenuto minore rispetto a Cuore di tenebra o La linea d’ombra. È stato il cinema a portarlo al successo nel 1977 con quel piccolo capolavoro che è I duellanti: la prima regia di Ridley Scott fotografava in modo malinconico e spietato, fra i brumosi paesaggi del centro Europa, la sfida senza senso tra l’elegante Armand D’Hubert (Keith Carradine) e il sanguigno Gabriel Florian Feraud (Hervey Keitel), che incarnavano un’epoca agitata da sogni di conquista imperiali e dalle disillusioni della Restaurazione. Al Teatro della Pergola, da giovedì 11 a domenica 21 febbraio, Alessio Boni dà corpo a D’Hubert, mentre Marcello Prayer è Feraud, il suo eterno sfidante. Entrambi sono allievi del Maestro Orazio Costa, amici di formazione artistica e nella vita. Con loro in scena ci sono anche Francesco Meoni, alle prese con una prova impegnativa (cinque ruoli: lo zio di Adèle, il colonnello Marchand, il potentissimo Fouché, un soldato e un giardiniere) e la violoncellista Federica Vecchio, che quando non suona si offre nelle vesti di Adèle, la fidanzata di D’Hubert, e madame de Lionne. La messinscena è patrimonio collettivo, collettivamente investito: Francesco Niccolini ha tradotto e adattato il racconto di Conrad, la drammaturgia è di Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e dello stesso Niccolini, mentre la regia è dei soli Boni e Aldorasi. Nel resto della produzione, spicca un nome storico dello spettacolo italiano, che ha insegnato a tirare di scherma ai più grandi attori di tutto il mondo, il maestro d’armi Renzo Musumeci Greco: solo lui avrebbe potuto “allestire” un duello inedito di sciabola – teatralmente parlando – tra un destro e un mancino. La produzione è Goldenart, mentre la Fondazione Teatro della Toscana ha fornito gli spazi del Teatro della Pergola per il laboratorio di drammaturgia sul testo.

 

​INTERVISTA AD ​ALESSIO BONI di Angela Consagra da Pergolainsala

Ne I duellanti lei interpreta Armand D’Hubert, un ussaro dell’esercito napoleonico…

“Armand D’Hubert è un uomo tutto d’un pezzo, di natali nobili, probabilmente con un padre o uno zio già nell’esercito… La disciplina è molto importante per la famiglia di D’Hubert, anche se lui pian piano se ne disinnamora: assiste a massacri e carneficine inutili e dunque si allontana da quel mondo, comincia ad appartenere a se stesso e a pensare con la propria testa, cosa impensabile in quel periodo storico per un ussaro che era completamente votato e dedito a Napoleone. È un uomo che parte con una grande carica nei confronti del suo Imperatore, ma dopo tante vicissitudini e disillusioni della sua esistenza qualcosa cambia. Incontra Gabriel Florian Feraud, in modo quasi banale: D’Hubert doveva prenderlo e portarlo agli arresti domiciliari a causa di un duello fatto con un civile, qualcosa che all’epoca era vietato fare. Va a cercare Feraud dalle dame di compagnia che erano a Strasburgo in quel periodo e viene immediatamente sfidato a duello: a Feraud non va giù che questo damerino sia venuto a cercarlo mentre stava con una dama di compagnia…”

Il duello D’Hubert-Feraud, che continua poi per tutta la vita, che tipo di sfida assume?

“La sfida iniziale tra D’Hubert e Feraud non si conclude per via del codice cavalleresco: se uno dei due viene ferito e non muore bisogna sospendere il duello, altrimenti si è dei vigliacchi a colpire qualcuno che è steso a terra e che non riesce più a duellare. Questo duello ha vent’anni di ripercussioni tra loro due, ed è una follia, che continua a perseguitare questi due esseri umani. Si sfidano come avversari, ma allo stesso tempo si rendono conto di non poter fare a meno l’uno dell’altro. D’Hubert addirittura a un certo punto arriva a salvare dalla ghigliottina Feraud, intercede per lui con il Ministro della giustizia: è un gesto istintivo, anche se poi seguirà ancora un nuovo duello tra i due… Quest’uomo è l’unico che lo tiene sulle spine: il rischio di perdere la vita dà adrenalina e sono le vibrazioni più alte dell’esistenza stessa. Il messaggio dello spettacolo, al di là del sangue e del duello, è che in qualsiasi ambito tu abbia scelto di muoverti prima o poi una stoccata nella vita devi darla perché quando sei nato non puoi più nasconderti. D’Hubert e Feraud sono due lati della stessa medaglia, il bianco e il nero. Feraud è una sorta di Minotauro che sta dentro a D’Hubert, gli circola nelle viscere: è quello che più detesta, ma di cui ha più bisogno. Forse D’Hubert non ce la fa più a stare sempre in mezzo a dei borghesi, a degli uomini che dicono sempre di sì, ma che temono le emozioni. Lui non sopporterà più questa borghesia che compie solo delle piccole trasgressioni per sentirsi viva, ma che in realtà non vive realmente la propria esistenza. È difficile riuscire a spiegare questo antico codice che si instaura tra D’Hubert e Feraud, proprio perché è lontano nel tempo. Una volta, per esempio, a mio nonno bastava una stretta di mano per siglare un contratto: non c’era bisogno di firme e avvocati, bastava guardarsi negli occhi… Il duello è una metafora di quanto ci mancano oggi la dignità, l’etica, il rispetto e l’onore. Un monito per prendere in mano la propria vita e non semplicemente sopravvivere, piuttosto tentando di vivere fino in fondo la nostra esistenza, senza mollare mai”.

Come si imposta la regia in questo duello di anime?

“L’idea è che l’azione si svolga in una sorta di fight club, una specie di rimessa che potrebbe trovarsi a Marsiglia o in uno scantinato di New York… Una coreografia scenica che potrebbe essere qualsiasi posto del mondo, un underground dove ci sono tanti oggetti accatastati: delle casse, un busto di Napoleone… È come se i personaggi fossero dei folli che si ritrovano là sotto per combattere ed è solo così che si assapora la vita, mentre sopra c’è la vita nella sua tetra serenità. “Non sopravvivete, ma vivete e date la stoccata in qualcosa”: questo è quello che I duellanti vogliono significare”.

 Tournée

 11- 21 febbraio, Firenze, Teatro della Pergola

23-28 febbraio / 1-6 marzo, Roma, Teatro Quirino

 8-10 marzo, Savona, Teatro Chiabrera

17-18 marzo, Livorno, Teatro Goldoni

22 marzo, Cattolica, Teatro Della Regina

 14-17, aprile, Ancona, Teatro Delle Muse

 BIGLIETTI

Prezzi

INTERI

€ 32,00 PLATEA ● € 24,00 PALCHI ● € 16,00 GALLERIA

Ridotti (escluso domenica)

OVER 60

€ 28,00 PLATEA ● € 20,00 PALCO ● € 14,00 GALLERIA

UNDER 26

€ 20,00 PLATEA ● € 16,00 PALCO ● € 12,00 GALLERIA

SOCI UNICOOP FIRENZE (martedì e mercoledì)

€ 25,00 PLATEA ● € 18,00 PALCHI ● € 13,00 GALLERIA

BIGLIETTERIA

Teatro della Pergola, via della Pergola 30, 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com.

Orario: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30.

Online su http://www.boxol.it/TeatroDellaPergola/IT/?A=137968 e tramite la App del Teatro della Pergola.

Circuito regionale Boxoffice.

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