L’assedio di Firenze 17th February 1530 - 17th February 2016

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By Uberto Bini – President of Vecchie Glorie Calcio Storico Fiorentino –

17th February 1530. Florence is surrounded by the joined armies of Emperor Charles V and Pope Clement VII. A slow war, of the trenches, fought for more than four months between the fortifications of the besieged, on one side, and those provisional but always more powerful, the besiegers, on the other. It was Carnival, and an ancient Florentine tradition urged that in this period football should be played. Not the football of modern times, obviously, but what we now call Historical Football: an ancient game, that according to some had already been practiced by the Roman legionaries with the name of Harpastum, to keep fit during the long winter months.

Courtesy Giuseppe Sabella photographer
Courtesy Giuseppe Sabella photographer

Florentines, in spite of the siege, did not eluded from the tradition. It was, in fact, necessary to strengthen the morale of the citizens, but above all to demonstrate to the imperial besiegers that in the city, life went on peacefully.
Through sieges in the modern era initiatives of “psychological warfare” were not at all unusual: in the past, in other parts of Italy, there were those who organized sumptuous meals outdoors, with very long tables, under the eyes of the enemy; and those who dangled bags full of gold from the city walls, challenging opponents to come over and take them. In Florence it was decided to play football, certainly a much more playful choice. Sources from that period do not describe how the competition was held, to which not only Florentines attended, but also some of those mercenaries from various regions of Italy who for months fought in the army of the Republic of Florence. It is also not told how the game ended, and who won the heifer offered as a prize (which in a time of siege and starvation, was definitely a great prize).

17th February 2016. To commemorate that day other Warriors, other Footballers, have decided to take over the square on February 17th of this year so the memory of that day is not erased and also to bring to life, in the hearts of the Florentines, the fighting spirit that, century after century, has characterized our people. Piazza Santa Croce will come back to the sixteenth century. The footballers that “will play to ridicule the enemy” were chosen from among the members of the Associazione Cinquanta Minuti “Old Glories of Florentine Historical Footbal”.

Italiano

17 Febbraio 1530. Firenze è circondata dagli eserciti congiunti dell’imperatore Carlo V e di Papa Clemente VII. Una guerra lenta, di trincea, si combatteva da più di quattro mesi fra le fortificazioni degli assediati, da una parte, e quelle provvisorie ma sempre più poderose degli assedianti, dall’altra. Era Carnevale, e un’antica tradizione fiorentina voleva che in questo periodo si giocasse al Calcio. Non il calcio dei tempi moderni, ovviamente, ma quello che oggi chiamiamo Calcio Storico: un gioco antico, che secondo alcuni veniva praticato già dai legionari romani con il nome di Harpastum, per mantenersi in allenamento durante i lunghi mesi invernali. I fiorentini a dispetto dell’assedio, non si sottrassero alla tradizione. Occorreva rafforzare il morale dei cittadini, ma soprattutto dimostrare agli assedianti imperiali che in città la vita continuava in tranquillità. Durante gli assedi di età moderna iniziative di “guerra psicologica” non erano affatto inconsueti: in passato, in altre parti d’Italia, c’era chi aveva organizzato pranzi sontuosi all’aperto, con lunghissime tavolate, sotto gli occhi dei nemici; e chi aveva fatto penzolare dalle mura sacchi pieni d’oro, invitando gli avversari a venire a prenderseli. A Firenze si scelse di giocare al Calcio, una modalità decisamente più ludica. Le fonti dell’epoca non raccontano come si svolse la gara, alla quale parteciparono non soltanto fiorentini, ma anche alcuni di quei mercenari provenienti da varie regioni d’Italia che da mesi combattevano nell’esercito della Repubblica Fiorentina. Non è stato raccontato nemmeno come finì la partita, e chi si aggiudicò la vitella messa in palio (che in tempo d’assedio e di fame nera, era decisamente un bel premio).

17 Febbraio 2016. Per ricordare quel giorno altri Guerrieri, altri Calcianti, hanno deciso di scendere in piazza il 17 febbraio di quest’anno perché la memoria di quella giornata non venga cancellata e per far rivivere, nel cuore dei fiorentini, quello spirito battagliero che, secolo dopo secolo, ha caratterizzato la nostra gente. Piazza Santa Croce tornerà al Cinquecento. I calcianti che “giocheranno in scherno al nemico” sono stati scelti fra i tesserati dell’Associazione Cinquanta Minuti “Vecchie Glorie del Calcio Storico Fiorentino”.

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