The male nudes of Armida “Pupa” Nardi

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By Lucio Scardino – Art critic 

Armida “Pupa” Nardi is a versatile Florentine artist, with a name tassesco and untamed spirit: active for a long time in the field of fashion, she has also been valued at the same time as a theater actress and for the last fifteen years she has devoted herself to painting. As in the poem written by Tasso in Ferrara during the sixteen century, the sorceress with the same name captured paladins using love spells, now, Armida Pupa, in her Florentine studio from Piazza Giudici has brilliantly “captured” a series of male bodies, studied, undressed and transposed them on the canvas, presenting a complete series of Bodies at Ferrara, as part of the “Internazionale”, after the partial previews in exhibits held at Bratislava and Florence.
bodies 2There are about twenty large oil paintings on canvas, done in the last two years: athletic and robust figures that stand out in the compositional space, proudly exhibiting muscles and genitals, standing up or sitting down, next to their shoes or other belongings, sometimes evoking mythical figures. This is the case of the two paintings inspired by San Sebastian, the praetorian converted to Christianity and later martyrized with the use of arrows: beloved gay icon, the soldier-saint in Nardi’s works becomes a muscular hero whose masculine beauty is not blurred in any way by the wounds and arrows that rip his strong bodily figure. Armida dedicates another couple of paintings to Salome, the capricious dancer who falls in love with St. John the Baptis. In fact, Salome is the only nude woman who appears in the cycle “Bodies”.
Nardi has originally chosen to make her notable compositions virile only through the use of black and white, evoking the art of comics and old photos, as well as the suggestions from the first decades of sound cinema. It is more a conceptual choice, than an illustrative one as Tom of Finland: it seems in fact that Armida wants to put “medialism”, the neo-pop and cartoonist current, of which Gian Marco Montesano from Turin was a remarkable exponent (as well as initiator). But the unscrupulous Florentine artist, brings in a playful and sensual sense, an erotically unsettling irony, the search of the hypertrophic taste, formal eccentric and anti-academic slices. Shortly, living in a city of infinite figurative suggestions, Armida Pupa Nardi does not pay slavish tribute to Michelangelo’s “Prisoners” or to the hemophilic masters from the Renaissance or to the Tuscan Baroque: her outstanding male bodies are portrayed with the fresh sensitivity of a painter fully immersed in a multimedia society, who has finally freed the beauty of the male body in films and commercials for fashion designers.

Studio Pupart
Piazza dei Giudici 4/5 Firenze
Phone: 338 6306628 – 055 9060126
www.armidapupanardi.it

Italiano

Armida “Pupa” Nardi è una poliedrica artista fiorentina dal nome tassesco e dallo spirito indomito: a lungo operante nel campo della moda, è stata nel contempo apprezzata attrice teatrale e da una quindicina d’anni, si dedica alla pittura. Come nel poema scritto da Tasso a Ferrara nel Cinquecento, la maga sua omonima catturava i paladini con incantesimi d’amore, adesso Armida Pupa nel suo studio fiorentino di Piazza dei Giudici ha “catturato” idealmente una serie di splendidi corpi maschili, li ha studiati, denudati e trasposti sulla tela, presentando la serie completa dei Bodies a Ferrara, nell’ambito dell’“Internazionale”, dopo le anteprime parziali in mostre tenute a Bratislava e a Firenze. Si tratta di una ventina di grandi dipinti ad olio su tela, eseguiti nell’ultimo biennio: figure atletiche e robuste che si stagliano nello spazio compositivo esibendo orgogliosamente muscoli e genitali, stando in piedi o seduti, affiancati alle proprie scarpe o ad altri oggetti, talora evocando figure del Mito. È questo il caso dei due quadri ispirati a San Sebastiano, il pretoriano convertito al cristianesimo e quindi martirizzato con le frecce: amatissima icona gay, il santo-soldato nelle opere della Nardi diviene un eroe muscoloso la cui maschia bellezza non è offuscata in alcun modo dalle ferite e dai dardi che ne lacerano la forte anatomia. Un altro paio di dipinti Armida li dedica a Salomé, la capricciosa danzatrice che si invaghì di San Giovanni Battista. Salomè è infatti l’unica donna nuda che compare nel ciclo “Bodies. La Nardi ha scelto originalmente di rendere le sue notevoli anatomie virili solo mediante l’uso del bianco-e-nero, evocando la tecnica del fumetto e delle vecchie foto, nonché le suggestioni dei primi decenni del cinema sonoro. Si tratta di una scelta di tipo concettuale, più che di un senso illustrativo alla Tom of Finland: Armida sembra infatti volersi così inserire nel “medialismo”, la corrente di matrice neo-pop e fumettara, della quale è stato notevole esponente (nonché iniziatore) il torinese Gian Marco Montesano. Ma la spregiudicata artista fiorentina ci mette di suo un senso ludico e sensuale, un’ironia eroticamente spiazzante, la ricerca del gusto ipertrofico, tagli formali eccentrici e antiaccademici.Insomma, Armida Pupa Nardi, pur vivendo in una città dalle infinite suggestioni figurative, non compie pedissequi omaggi ai “Prigioni” michelangioleschi o ai maestri omofili del Rinascimento o del Barocco toscano: i suoi notevoli corpi maschili sono dipinti con la fresca sensibilità di una pittrice pienamente immersa in una società multimediale, che ha sdoganato finalmente la bellezza del corpo maschile nelle pellicole cinematografiche e negli spot pubblicitari degli stilisti di moda.

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