Antonio Berti From February 28 to May 29 at Sesto Fiorentino

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By M. Donata Spadolini –

Sunday, February 28, was inaugurated the Antonio Berti exhibit, curated by Prof. Domenico Viggiano, at Sesto Fiorentino at the “Spazio per le Arti La Soffitta” in Colonnata and the exhibition center Antonio Berti. With this occasion, numerous works of the artist were exposed to the public, works that were still preserved in his studio and thus little known.
Antonio Berti has been one of the most famous Tuscan sculptors of the last century, who studied at the School of Arts of Porta Romana and later on at the Belle Arte Academy of Florence where he was also a teacher. He starts exhibiting his work in Florence in the 1930s and even before the beginning of the World War II he takes part in many exhibits organized in the city of the Fine Arts Society, at the Interprovinciali organized by the Fascist Union of Fine Arts and in many other exhibitions from various Italian locations.

AAAAAGinori_ambientescont2Thus, it is documented the presence of at least one of his works of art at the exhibit of Tuscan Art, held in Düsseldorf in 1938. The characteristic feature of his sculpted work is the strong plasticity of his subjects that refers to the most famous tradition of classical sculpture. Every particularity is treated into its deepest detail, making his sculptures unique works of art through their technical and formal perfection. Because of the classical rigor of his work, soon after the war ended, his artistic activity increases considerably, in particularly that as a portraitist, capable to capture, beyond the similarities of the subject, also different expressions that characterize a face. There were many famous characters portrayed by him; already before the war he executed a famous statue of Benito Mussolini and one of Princess Maria Josè; after the war ended, he followed, among others, the busts of Pope John XXIII, François Mitterrand and Pablo Picasso. Inside his studio in Sesto Fiorentino, right behind the exhibit center that bears his name, are preserved numerous busts in clay, terracotta and plaster: portraits of entrepreneurs, doctors, professors and other famous people of Florence and not only, that allow us to retrace a piece of history between the years 1950 and 1970.

Antonio Berti was born in 1904 in a farm from Mugello, on a northern plateau of Florence, in a numerous family, where he learns how to read and write from his father because school was too far and since he was a child he was trusted with the task of taking the sheep to pasture. In the long hours he spent on the fields, the child passes time making figurines out of mud and clay found in a ditch. Small animals, children’s heads and other subjects were demonstrating an innate artistic talent. Thanks to the interest of the doctor’s village, who had the opportunity to see his figurines, the child, not even a teenager yet, was given chance to go to Florence and attend art school, being able to refine his talent and become a famous sculptor. Since his death in 1990, efforts have been made to complete the restoration of the artist’s studio in order to make it accessible to the public; the realization of this exhibit is intended to be a first accurate reconstruction of the long and fruitful activity of this artist.

Italiano

Domenica 28 febbraio si è inaugurata a Sesto Fiorentino, presso lo “Spazio per le Arti La Soffitta” a Colonnata e al Centro espositivo Antonio Berti la mostra Antonio Berti curata dal Prof. Domenico Viggiano. In questa occasione sono esposte al pubblico numerose opere dell’artista a tutt’oggi conservate all’interno del suo studio e perciò poco conosciute.
Antonio Berti è stato uno dei più famosi scultori toscani del secolo scorso, formatosi alla Scuola d’Arte di Porta Romana e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è stato docente. Comincia ad esporre le sue opere intorno al 1930 a Firenze e già prima dell’inizio della seconda guerra mondiale partecipa alle tante mostre organizzate in città dalla Società delle Belle Arti, alle Interprovinciali organizzate dal Sindacato Fascista di belle arti e a molte altre esposizioni in varie località italiane.
È inoltre documentata la presenza di almeno un’opera alla mostra dell’Arte Toscana tenutasi a Düsseldorf nel 1938. Tratto caratteristico della sua opera scultorea è la forte plasticità dei soggetti che rimanda alla più famosa tradizione della scultura classica.
Ogni particolare è curato fin nei minimi particolari, rendendo le sue sculture opere irripetibili nella loro perfezione tecnica e formale. Proprio grazie al rigore classico delle sue opere, subito dopo la guerra l’attività artistica aumenta notevolmente, in particolare quella di ritrattista capace di cogliere, oltre la somiglianza col soggetto, anche le diverse espressioni che caratterizzano un volto. Molti i personaggi famosi da lui ritratti, già prima della guerra aveva eseguito una famosissima statua del Duce Benito Mussolini e una della principessa Maria Josè; dopo la guerra esegue, fra gli altri, i busti di Papa Giovanni XXIII, François Mitterrand e Pablo Picasso. All’interno del suo studio a Sesto Fiorentino, proprio dietro il centro espositivo che porta il suo nome, sono conservati numerosissimi busti in creta, terracotta e gesso: ritratti di imprenditori, medici, professori e altre persone famose dell’ambito fiorentino e non solo, attraverso i quali è possibile ripercorrere un pezzo di storia degli anni fra il 1950 e il 1970.

Antonio Berti nato nel 1904 in un podere del Mugello, altopiano a Nord di Firenze, in una famiglia numerosa impara a leggere e scrivere dal padre perché la scuola è troppo lontana e fin da bambino gli viene affidato il compito di portare le pecore al pascolo. Nelle lunghe ore trascorse sui prati, il bambino passa il tempo a fare figurine con il fango e la creta trovata in un fosso. Piccoli animali, teste di bambini e altri soggetti che denotano un talento artistico innato. Grazie all’interessamento del medico del paese che ha occasione di vedere le sue statuette, al ragazzo poco più che adolescente, viene data l’opportunità di recarsi a Firenze per frequentare le scuola d’arte e poter così affinare il suo talento e diventare uno scultore famoso. Dalla sua morte nel 1990 si sta cercando di completare il restauro dello studio dell’artista per renderlo fruibile al pubblico, la realizzazione di questa mostra vuol essere una prima accurata ricostruzione del lunga e proficua attività di questo grande artista.

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