A cup of tea with Sonnet Stanfill Curator of the 20th Century and Contemporary Fashion Collections at the Victoria & Albert Museum in London

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By Costanza Menchi –

When you visit London one of the must to go cultural spots you can’t miss is the Victoria & Albert Museum of course. The Museum is the world’s leading of art and design, home thousands years’ worth of amazing artifacts from many of the world’s richest cultures, it is always impressive with all its galleries, permanent collections, and temporary exhibitions. As part of the Museum the V&A’s Fashion Collections is the largest and most comprehensive collection of dress in the world. During my last visit I had the opportunity of having a nice talk with one of the protagonists behind the scenes: Sonnet Stanfill, curator of the 20th Century and Contemporary Fashion Section.

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Installation image of The Glamour of Italian Fashion 1945 – 2014. Photo © Victoria and Albert Museum, London

I first met Sonnet in Florence a few years ago during a Fashion Conference, where she was giving a speech. Then we organized our meeting at the very crowded Museum entrance on a Friday morning. After our talk Sonnet lets me visit the two very interesting temporary exhibitions, one about Indian textiles and the other about shoes, and finally we will attend also the live Fashion in Motion series show presenting Peter Pilotto’s collections highlights, that makes this day at the V&A even more special. This is what can happen to you visiting the fashion collections and exhibitions at the Victoria & Albert Museum in London, absolutely a good reason to go back again.

How did you start your journey that brought you here at the V&A?
S.S. Before joining the V&A I first graduated from Smith College, Massachusetts, and during my College years I spend my Junior Year Abroad in Florence, Italy. Then I received my MA in the history of dress from London’s Courtauld Institute after working as a fashion buyer in New York. I have been started working at the V&A since 1999.
How was the Fashion Section at the V&A and in general in Museums when you arrived?
S.S. At that time Fashion Sections in Museums were not “under the spotlight” like today, but I knew I wanted to work in museums in this specific field, and I must say that having my background in art history but also having worked as a buyer in New York helped me a lot in building my career in this field were you need to do a lot of research, being creative but also to deal with the market.
How do you think fashion curator’s position has changed over the recent time?
S.S. Today fashion has become more central in museums and collections; there are more opportunities for studying fashion in the Academia and more and more students are interested in the subject. Here we also receive a lot of requests for internships. Since I am here I had the opportunity of looking at and being part of the tremendous evolution and booming in this field, and also the interest of visitor is growing more and more.
Here you have a great fashion and textile permanent collection, but how do you work in organizing temporary exhibitions?
S.S. We need to start planning years ahead; we need to take care of all the aspects that come with the exhibition, not just the display. Usually we start about four years before the exhibition opening. For instance this is how I worked for the exhibit The Glamour of Italian Fashion 1945-2014 that was on display at the V&A recently. I did a lot of plan and research before, then I travelled a lot all over Italy visiting national museums, private and public archives, designer’ collections, textile factories, theater collections, in order to research and examine objects that would potentially become an integral part of the exhibition. Then I have to deal with the exhibition supporters, working on the catalogue, and also collaborate with other experts on the merchandising that visitors will find in the V&A Bookshop. It is a long journey that takes us as curators “on the ground”, not just in the libraries studying, as you might expect, that is only one part of the full process.

Sonnet Stanfill
Sonnet Stanfill

Museums now are more and more interactive and you always offer new reasons why visitors want to come back, can you make some examples?
S.S. Of course we have the Permanent Fashion Collection in our gallery, we also have the Textile Collection, but we would like always to offer new reasons why visitors could be interested and want to come back to visit. For instance now we have The Fabric of India and Shoes Pleasure or Pain exhibitions, and we also offer a rich educational and cultural program, and today we also have a special event. The event is called Fashion in Motion. It is a series of live catwalks events presented at the V&A featuring some of the greatest designers of our time, bringing catwalk couture to a wider audience by modeling it against the beautiful backdrop of the Museum. Today the protagonist of the Fashion in Motion show is the luxury womenswear label Peter Pilotto, and you are invited to attend on the front row.

Italiano

Una delle tappe culturali da non perdere quando si è a Londra è sicuramente il Museo Victoria & Albert, uno dei principali musei mondiali di arte e design, custode di migliaia di manufatti provenienti dalle culture delle più diverse parti del mondo, con le sue sempre suggestive gallerie espositive, collezioni permanenti e mostre temporanee. Parte integrante del Museo è la Sezione Moda, la più ampia e ricca collezione di abiti al mondo. Durante la mia ultima visita ho avuto l’opportunità di conversare piacevolmente con una delle protagoniste del dietro le quinte: Sonnet Stanfill, Curatrice della Sezione Moda Contemporanea e del XX secolo. Ho conosciuto per la prima volta Sonnet a Firenze alcuni anni fa durante una conferenza sulla moda alla quale stava partecipando come relatrice. In seguito ci siamo mantenute in contatto finché ci siamo date appuntamento di recente, un venerdì mattina presso l’ingresso del Museo V&A. Dopo la nostra chiacchierata Sonnet mi introduce alla visita delle due interessantissime mostre temporanee in corso, una sui tessuti indiani e l’altra sulle scarpe, per infine partecipare alla sfilata che proprio quel giorno si tiene al Museo: Fashion in Motion che per l’occasione presenta alcune delle creazioni più suggestive del brand Peter Pilotto, la ciliegina sulla torta che rende questa giornata al V&A ancora più speciale.

Come ha avuto inizio il percorso che ti ha portato qui al V&A?
S.S. Prima di entrare al V&A mi sono laureata a Smith College, in Massachusetts negli Stati Uniti e, durante i miei studi universitari, ho trascorso un anno a Firenze frequentando il programma di Smith College Junior Year Study Abroad. In seguito ho lavorato come compratrice a New York e dopo ho conseguito il mio Master in Storia dell’abito presso il London Courtauld Institute. Ho iniziato a lavorare al V&A nel 1999.
Qual era la situazione della Sezione Moda al V&A e più in generale nei musei quando hai iniziato?
S.S. In quel periodo le sezioni moda dei musei non erano “sotto i riflettori” così come lo sono oggi, ma io ero consapevole che avrei voluto lavorare nei musei in questo settore specifico e devo ammettere che il mio bagaglio conoscitivo di storia dell’arte e l’aver lavorato come compratrice a New York mi hanno aiutato molto nel costruire il mio percorso professionale in questo settore, in cui è necessario fare molta ricerca, essere creativi ma anche confrontarsi con il mercato.
Come ritieni sia cambiato il ruolo del curatore di moda negli ultimi anni?
S.S. Oggi la moda ha un ruolo centrale nei musei e nelle collezioni, ci sono maggiori opportunità per studiarla in ambiente accademico e sempre più studenti sono interessati a quest’argomento, noi ad esempio riceviamo moltissime richieste di stages. Da quando sono qui, ho avuto l’opportunità di assistere e di prendere parte all’incredibile evoluzione ed esplosione di interesse per questo tema e ho potuto notare anche il continuo crescente interesse dei visitatori.
Il museo racchiude un’enorme collezione permanente di tessili e moda ma puoi spiegarci come lavorate nell’organizzazione delle mostre temporanee?
S.S. Dobbiamo iniziare a pianificare con anni di anticipo, dobbiamo occuparci integralmente di tutti gli aspetti della mostra, non solamente dell’allestimento; solitamente iniziamo circa quattro anni prima dell’apertura al pubblico. Ad esempio è così che ho lavorato per la mostra sulla moda italiana che è stata presentata recentemente The Glamour of Italian Fashion 1945-2014. Ho dovuto pianificare e fare numerose ricerche, successivamente ho viaggiato moltissimo in Italia, visitando musei nazionali, archivi pubblici e privati, collezioni di stilisti, fabbriche di tessuti, collezioni teatrali al fine di ricercare, esaminare ed individuare oggetti che sarebbero potuti diventare parte integrante della mostra. In seguito mi sono confrontata con coloro che hanno sostenuto la mostra, ho lavorato al catalogo, ho collaborato con gli esperti di merchandising sugli oggetti che i visitatori avrebbero trovato all’interno della libreria del museo. Si tratta di un lungo viaggio che porta noi curatori “sul campo”, non solo impegnati nello studio in biblioteca, come ci si potrebbe immaginare, quella rappresenta solo una parte dell’intero processo.
I musei oggi sono sempre più interattivi e offrono ai visitatori sempre nuovi stimoli per invogliarli a tornare a visitarli, puoi farci qualche esempio?
S.S. Naturalmente abbiamo la Collezione di Moda Permanente nella nostra galleria e la Collezione di Tessuti, ma cerchiamo di offrire sempre nuovi motivi affinché i visitatori vogliano tornare da noi; ad esempio in questo momento abbiamo in corso le due mostre The Fabric of India e Shoes Pleasure and Pain, allo stesso tempo offriamo un ricco programma educativo e culturale ed oggi abbiamo anche un evento molto speciale. Si tratta di Fashion in Motion, una serie di sfilate presentate all’interno delle gallerie del museo che mostrano alcuni degli stilisti contemporanei più importanti, mettendo così lo stile delle passerelle a disposizione di un pubblico ampio, presentandolo sullo sfondo delle incantevoli bellezze del museo. Proprio oggi il protagonista della sfilata è il marchio di moda femminile di lusso Peter Pilotto e t’invito a sederti in prima fila con me per assistere all’evento.

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