Nuova Antologia The Florentine magazine that created Italians. One hundred and fifty years of uninterrupted publications

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By Cosimo Ceccuti – Chairman of the Fondazione Spadolini

A magazine, a city. Nuova Antologia during the years of Florence, capital city, 1866-1871. This is the theme of a suggestive historical-documentary exhibition held in the atmosphere of the Nuova Antologia Spadolini Library, on the hill of Arcetri (via Pian dei Giullari 36/a), that will remain open until June 30, with guided visits and free entrance. Paintings, prints, engravings, caricatures documents, brochures and most of all the precious volumes of “Nuova Antologia”, the magazine that made Italians, together with the last special issue, reach 150 years of uninterrupted publications.

POL_8361During those years, the magazine approaches the major issues and problems of the country, among which schooling and education for all; the necessity of a national language; science (with the courageous defense of Darwin’s theories about the origins of the species and the evolution of man from apes); the value of the patriotic music; the protection of the works of art from neglect and undiscriminating foreign trade; the issues related to human rights, primarily child trafficking and the abolition of the death penalty; the fiscal pressure, the relationship between the State and the Church. Of particular interest, the emancipation of women. Already from the first issue, in January 1866, Cristina di Belgiojoso, recalled the attention of the readers on the “present condition of women and their future”. A special attention is granted to Florence, capital of the Kingdom “despite its wishes”, or to the issues that Florentines talk about, already controversial topics by their nature: the “invasion” of the Piedmontese, high prices and the necessity of new homes; the explosive urban plan to accommodate the State apparatus, the expansion of the city with the demolition of the walls as part of the overall work of Giuseppe Poggi.

The magazine confronts fundamental choices such as the conservation throughout the centuries of Michelangelo’s David, and the opportunity of its transfer from Piazza della Signoria: a few years later, the masterpiece was transferred to the Academy Gallery. “We have to always remember that we, the nation, must be responsible for the national treasures”: this is the warning that rises from the pages of the magazine. From the pages of the “Nuova Antologia” also rises the debate over the façade of Santa Maria del Fiore, which was concluded in the mid-eighties, after repeated arguments and afterthoughts. In 1871 the capital leaves Florence and it’s transferred to Rome. In “Nuova Antologia” Giuseppe Guerzoni traces an overall budget: Renovated Florence. The city has given a fundamental contribution to the national unification process, beginning with a common language, that of the “well spoken” Florentine, invoked by Alessandro Manzoni in the famous article Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla (About the unity of language and means to protect it).

On the other hand, Florence has become less provincial, preserving its ancient greatness. “Florence will always be the most sacred city within cities, a continuous pilgrimage of generations will knock on its gates; the flower of nations will accept it as one of the metropolis of human thought, millions of hearts will throb at its name, and a great nation will always inhabit its walls and make it immortal” are the closing words of Guerzoni.

Italiano

Una rivista, una città. Nuova Antologia negli anni di Firenze capitale 1866-1871. È il tema di una suggestiva mostra storico-documentaria allestita negli ambienti della Biblioteca Spadolini Nuova Antologia sulla collina di Arcetri (via Pian dei Giullari 36/a), che resterà aperta fino al 30 giugno con ingresso libero e visite guidate.

Dipinti, stampe, incisioni, disegni caricaturali, documenti, opuscoli e soprattutto i preziosi volumi di “Nuova Antologia”, la rassegna che ha fatto gli italiani, giunta con l’ultimo fascicolo speciale a 150 anni di pubblicazioni ininterrotte. POL_8404La rivista affronta in quegli anni i grandi temi e problemi del paese, quali la scuola e l’istruzione per tutti; la necessità di una lingua nazionale; la scienza (con la coraggiosa difesa delle teorie di Darwin sull’origine della specie e la derivazione dell’uomo dalle scimmie); il valore delle musiche patriottiche; la tutela delle opere d’arte dall’incuria e dal commercio indiscriminato con l’estero; le questioni relative ai diritti umani, in primis la tratta dei fanciulli e l’abolizione della pena di morte; la pressione fiscale, i rapporti fra lo Stato e la Chiesa. Di particolare attualità la questione dell’emancipazione femminile. Già nel numero di apertura del gennaio 1866 Cristina di Belgiojoso richiamava l’attenzione dei lettori sulla “presente condizione delle donne e sul loro avvenire”. Specifica attenzione è rivolta a Firenze, capitale del Regno “suo malgrado”, ovvero alle questioni che fanno discutere i fiorentini, già di per sé polemici per natura: l’“invasione” dei piemontesi, il rincaro dei prezzi e la necessità di nuove abitazioni; il dirompente piano urbanistico volto ad accogliere l’apparato dello Stato, l’ampliamento della città con l’abbattimento delle mura nel quadro della complessiva opera di Giuseppe Poggi. Ci si confronta su scelte basilari quali la conservazione nei secoli della statua del David di Michelangelo e sull’opportuno trasferimento da Piazza della Signoria: pochi anni più tardi il capolavoro verrà trasferito alla Galleria dell’Accademia. “Rammentiamo sempre che de’ tesori nazionali dobbiamo rispondere alla nazione”: è il monito che si leva dalle pagine della rivista. Inizia nei fascicoli della “Nuova Antologia” anche il dibattito sulla facciata di Santa Maria del Fiore, che si concluderà alla metà degli anni Ottanta, dopo reiterate dispute e ripensamenti. Nel 1871 la capitale lascia Firenze e si trasferisce a Roma. Nella “Nuova Antologia” Giuseppe Guerzoni traccia un bilancio complessivo: Firenze rinnovata. La città ha dato un contributo fondamentale al processo di unificazione nazionale, a cominciare dalla lingua comune, quella del “ben parlante” fiorentino invocata da Alessandro Manzoni nel celebre articolo Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla. Firenze dal canto suo si è sprovincializzata, pur conservando intatta la sua antica grandezza. “Firenze sarà sempre la città sacra delle città, un pellegrinaggio perpetuo di generazioni batterà alle sue porte; il fiore delle nazioni l’accetterà come una delle metropoli del pensiero umano, milioni di cuori palpiteranno al suo nome, e un’immensa cittadinanza di spiriti abiterà di continuo le sue mura e la renderà immortale” sono le parole conclusive di Guerzoni.

La mostra è visitabile da lunedì a giovedì dalle ore 9,30 alle ore 17,00.
Ingresso libero
Autobus 38 da Porta Romana
fondazione@nuovaantologia.it
www.nuovaantologia.it

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