The Teatro Niccolini The reopening of one of most beloved theaters in Florence

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By Niccolò Lucarelli – Journalist

Inaugurazione Niccolini - pubblico_ ph. Filippo Manzini
ph. Filippo Manzini

After being abandoned for twenty years, a fate that is not escaped by many other historical and architectural buildings of Italy, the historical Niccolini Theater from via Ricasoli, former Cocomero Theater, back in the days when the street was still named “del Cocomero”, has been restored to the Blossoming City. Loved by the Florentines from the beginning, who were gathering in large numbers on representation evenings, surely motivated by artistic interests, but also by curiosity, to see and be seen, making the audience an ideal “theater within theater”, where a social comedy in its purest form came in play.
The impressive and time consuming restoration has been financed by the new owner, the entrepreneur Mauro Pagliai, who took over the property from the Ghezzi family, family who bought the building in 1934 when The Infuocati Academy dissolved. In fact this was the reason in the distant 1658, still in the Medici era, which led to the inauguration of the Cocomero Theatre, with Podestà di Cognole, a melodrama by Andrea Moniglia.
A beginning due to a division, to which Florence doesn’t know how to renounce even after centuries from the Guelfi and the Ghibellini times; in 1651 the Immobili Academy was divided into two groups, one of which was the one of the Infuocati, that reveals the fervor of their intentions only by their title. It wasn’t a coincidence that the Academy managed the theater for three centuries, enlarging and embellishing it over time, building the Royal platform in the eighteen century, the third and the fourth row in the order of the platform, even adding a ballroom and a foyer that unfortunately no longer exist.
Named after the playwright Giovanni Battista Niccolini from Livorno in 1860, in 1888 it became the first electrical illuminated Tuscan theater. For its welcoming and elegant spaces, the quality of the performances, plays as well as classical music performances, the Niccolini soon becomes a place of choice for the cultural context in Florence, also immortalized by Carlo Collodi in Occhi e nasi. Music has also had its own audience, in some cases one of the highly prestigious ones, such as on December 16, 1838 when Franz Liszt performed on stage; a legendary evening with an aura that still glows somehow today in the revived theater.
Until the eighties from the twentieth century, Niccolini has been a privileged center for drama, hosting artists such as Vittorio Gassman, Carlo Cecchi and Carmelo Bene, before being closed and abandoned in neglect. The artistic season will be organized by the Pergola Theater.
It is considered to be a project that will make Niccolini a place dedicated to culture in all its various forms, from drama to art exhibitions and book presentations. An important presence in the city’s cultural landscape, a presence that wants to “speak” to other places of interest: the Opera of Santa Maria del Fiore has included Niccolini in a special touristic tour, which may interest visitors from all around the world.

Italiano

Dopo vent’anni di abbandono, sorte cui purtroppo non sfuggono tanti altri beni storico-architettonici d’Italia, è stato restituito alla città del Fiore lo storico Teatro Niccolini di via Ricasoli, già Teatro del Cocomero, quando ancora la via si chiamava appunto “del Cocomero”. Da subito molto amato dai fiorentini, che vi accorrevano numerosi nelle sere di rappresentazione, mossi certamente da interessi artistici, ma anche dalla curiosità, tutta fiorentina, di guardare ed essere guardati, facendo della platea un ideale “teatro nel teatro”, dove va in scena una commedia sociale allo stato puro.
L’imponente e lungo restauro è stato finanziato dal nuovo proprietario, l’imprenditore Mauro Pagliai, che ha rilevato l’immobile dalla famiglia Ghezzi, alla quale era passato nel 1934, quando si sciolse l’Accademia degli Infuocati. Fu questa, infatti, nel lontano 1658, ancora in età medicea, a inaugurare l’allora Teatro del Cocomero, con il Podestà di Cognole, melodramma di Andrea Moniglia. Una nascita dovuta a una divisione, cui Firenze non sa rinunciare nemmeno a distanza di secoli dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini: l’Accademia degli Immobili, nel 1651, si scisse in due gruppi, uno dei quali fu quello degli Infuocati, che già nel nome contengono l’ardore dei propri propositi. Non fu quello un fuoco di paglia, poiché l’Accademia gestì il Teatro per tre secoli, ampliandolo e abbellendolo nel tempo, realizzandovi nel Settecento il palco Reale, il terzo e quarto ordine dei palchi, e aggiungendovi persino una sala da ballo e un ridotto, oggi purtroppo scomparsi. Intitolato al drammaturgo livornese Giovanni Battista Niccolini nel 1860, fu, nel 1888, il primo teatro toscano dotato di illuminazione elettrica. Per i suoi spazi accoglienti ed eleganti, e la buona qualità degli spettacoli, sia teatrali sia di musica classica, il Niccolini divenne ben presto un luogo d’elezione per la Firenze culturale dell’epoca, immortalato anche da Carlo Collodi in Occhi e nasi. Ma anche la musica vi aveva la sua platea, in certi casi anche di altissimo prestigio come quando il 16 dicembre 1838 vi si esibì Franz Liszt; una serata leggendaria, la cui aura, in un certo senso, ancora oggi risplende idealmente nel teatro tornato a nuova vita. Fino agli Ottanta del Novecento il Niccolini è stato centro privilegiato per la prosa, ospitando artisti come Vittorio Gassman, Carlo Cecchi e Carmelo Bene, prima di essere chiuso e abbandonato all’incuria.
La stagione artistica sarà organizzata dal Teatro della Pergola. È allo studio un progetto per fare del Niccolini un luogo dedicato alla cultura nelle sue varie manifestazioni, dalla drammaturgia alle mostre d’arte, alle presentazioni editoriali. Una presenza importante nel panorama culturale cittadino, una presenza che si vuole far “dialogare” anche con altri luoghi d’interesse: in quest’ottica, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha incluso il Niccolini in uno speciale percorso turistico, che interessa i visitatori provenienti da tutto il mondo.

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