Villa Bardini’s garden In whatever season you might decide to visit, it will surprise you

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By Ludovica Ginanneschi – Writer

Today the name Villa Bardini refers to the properties located since medieval times on the Montecuccoli hill, a name unknown to the most of Florentines, but which refers to the steep slope descending from San Leonardo street towards Alle Grazie bridge. This piece of land, in spite of being right in the heart of the city, miraculously maintained for centuries its rural function. Between the seventeenth and the nineteenth century, going through many vicissitudes, the hill has become the park of a villa, actually of two villas, and has recently found a new life as one of the most beautiful gardens of Florence.

​Photo credits ​www.bardinipeyron.it
​Photo credits ​www.bardinipeyron.it

The present name comes from the last owner of the property, the indefatigable and cultivated collector, Stefano Bardini, the most important Italian antique dealer of the time, who decided to buy it in 1913 and to use the building as his own gallery. Since little more than ten years the villa’s garden has been opened to the public, after a long and difficult restoration. There are at least three good reasons to pay it a visit. First of all, it is a very peculiar garden, with its own eclectic style, called for this reason “the garden of the three gardens”. Strolling through it is like retracing at full speed the last seven hundred years of Florence’s history along a route which, with its variety of views and garden rooms, greatly amplifies the visit experience.

From the fourteenth century rural area, on the east, we climb up the steep Baroque staircase, placed along the central axis of the area to an extremely rare Anglo-Chinese garden with the Dragon Canal and its system of small waterfalls and waterways. In the second place, the Belvedere is without any doubts the terrace with the most amazing view on Florence and its hills. The one-hundred-meters drop that separates the terrace from the bottom of the garden makes it like a floating object in the surrounding landscape. It is like entering into a 3D picture becoming, at the same time, astonished spectators and unexpected actors.

Finally, the garden is of a considerable botanical interest. In May, a scented cascade of wisteria flowers covers the long arched pergola which connects the superior loggia to the orchard, planted with a collection of ancient varieties of Tuscan fruit trees. In the summer, more than sixty varieties of hydrangeas bloom in their wide containers underneath the pergola, a collection of camellia can be found along the ancient urban wall and in April it is the turn of the azaleas to show off their flowers in the lawn around the Dragon Canal.

Italiano

Con il nome di Villa Bardini si indicano oggi le proprietà che sorgono fin dal medioevo sulla collina di Montecuccoli, toponimo ignoto alla maggior parte dei fiorentini, ma che comprende l’erto pendio che scende da via San Leonardo quasi fin Ponte alle Grazie. Questo scampolo di terreno, pur essendo nel cuore della città, è miracolosamente rimasto per secoli fedele alla sua destinazione agricola.

Tra il 1600 e il 1800 è diventato con varie vicissitudini il parco di una villa, anzi di due, ed è rinato recentemente come uno dei più bei giardini di Firenze. Il nome attuale lo deve a chi ne acquistò la proprietà nel 1913, Stefano Bardini, instancabile collezionista di bellezza e antiquario accorto e senza fronzoli che, divenuto ben presto il commerciante d’arte più importante d’Italia, la acquistò per ospitarvi la propria galleria.

Da poco più di dieci anni il giardino della villa è stato aperto al pubblico dopo una lunga operazione di recupero e di restauro. Di buoni motivi per visitarlo ce ne sono almeno tre. Innanzitutto, è un giardino particolare, dallo stile eclettico, tant’è che è stato definito “il giardino dei tre giardini”. Passeggiarvi è come ripercorrere a tutta velocità gli ultimi settecento anni di storia fiorentina in un itinerario che con la sua molteplicità di vedute e di ambienti amplifica a dismisura l’esperienza di visita. Dalla trecentesca area agricola si sale la ripidissima scalinata barocca posta lungo l’asse centrale fino a giungere ad un raro giardino anglo-cinese ottocentesco che ospita il Canale del Drago con il suo sistema di cascatelle e canali.
In secondo luogo, il Belvedere è senza dubbio la terrazza che regala la più bella vista su Firenze e le sue colline. Il dislivello di quasi cento metri che la separa dal fondo del giardino fa sì che essa sembri galleggiare sul paesaggio circostante. È come entrare in un quadro a tre dimensioni di cui si diventa spettatori increduli e protagonisti inaspettati. Infine, il giardino è di notevole interesse botanico. A maggio, una cascata profumatissima di fiori di glicine ricopre il lungo pergolato ad arco che collega la loggia superiore con il frutteto, il quale accoglie adesso una bella collezione di antiche varietà di alberi da frutto toscani. Nei grandi vasi posti al riparo della pergola, in estate, si possono ammirare in fiore più di sessanta varietà di ortensie, una collezione di camelie è stata sistemata lungo le antiche mura urbane, mentre ad aprile è possibile assistere alla fioritura delle azalee poste nel prato del Canale del Drago.

L’ingresso è a pagamento ma è il biglietto è ridotto per chi ha acquistato anche quello per il giardino di Boboli.
Discounted entrance if you have the ticket to Boboli Garden.

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