A few words with Cristina Acidini

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Pressphoto,Firenze laboratorio di restauro dell'Opificio delle pietre dure fortezza da basso lavori di restauro dell'Adorazione dei Magi di L. da Vinci. Nella foto Cristina Acidini sovrintendente polo museale fiorentino Foto Moggi Gianluca/NEWPRESSPHOTO

by Anna Balzani – Editor-in-chief –
Twitter: @AnnaBalzani –

Cristina Acidini, former Superintended of Florence’s State Museums, is the new President of the Accademia delle Arti del Disegno (Arts of Design Academy) and the first woman in history to lead the illustrious institution that has its origins from the Compagnia di San Luca (Company of San Luca), founded in 1339, of which many illustrious artists were part of from Benozzo Gozzoli to Donatello, from Lorenzo Ghiberti to Leonardo da Vinci and Michelangelo Buonarroti.

Photo credits Luca Moggi, New Press Photo
Photo credits Luca Moggi, New Press Photo

It is thanks to Giorgio Vasari, states Acidini “the idea to form a new Academy, inaugurated in 1563, that would guaranty the intellectual value of artistic activity. The type of artistic Academy established in Florence has incorporated subsidiaries in Italy and Europe, where the model spread, and generated over time for The Fine Arts Academy to have educational purposes; the one in Florence was founded in 1784.

The premise of the Accademia delle Arti del Disegno, represents the coexistence and dialogue between artists and literates (in a single word), according to a grand humanist concept”. We meet in the fourteenth century Palazzo dell’Arte dei Beccai in Via Orsanmichele 4, surrounded by portraits, Medici tapestries, ancient and Renaissance statues, same as in an aristocratic private residence. Starting from the external façade, the three interlocking circles, the symbol of the Academy, represent the three major arts, Architecture, Painting and Sculpture, that have their common foundation in Design that is “planning, the intellectual premises of creative activity”.

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What does this new assignment mean for you?
For me it represents an emotional shift of my commitment for artistic culture that started decades ago. I have always dedicated myself mainly to ancient art history and this is the place where the arts are practiced. As I said, an extraordinary prerogative of the Academy is that it reunites painters, sculptors, writers, scientists, art historians and architects, who cooperate to express the different ways of interacting with art, thus succeeding to create discussion opportunities and mutual support. This antique setting is theoretically and practically all the more relevant today, while efforts are being made to recover the unity of knowledge – artistic and literary-scientific, theoretical and practical – which was disrupted by the specialized knowledge of the last century.

What do you believe to be the present and future role of the Accademia delle Arti del Disegno, which historically is the “mother” of all artistic institutions?
The Academy can play an important role for Florence and Tuscany, by taking a critical reference position towards different disciplines, protagonist of cultural life, not only local but also national and international. However it offers a “neutral” venue as it’s not politically involved: here, academics or not, coming from all over the world can dialogue and express themselves. The Arts of Design Academy also has as one of its mission, to support art and contemporary artists. To give an example, the Chinese central Ministry, heavily invests to promote its artists abroad, while I don’t think Italy has an investment plan to make Italian artists known outside of the country. We promote so many excellences of Made in Italy, why not follow the same route for our Italian contemporary artists? In this regard I also intend to encourage projects of mutual valorization between arts and disciplines.

Who supports the activities of the Academy and what can the contribution of private entities be?
We are supported by the Ministry of Cultural Heritage, the Tuscan Region, the City of Florence and Casa di Risparmio of Florence, either for ordinary or extraordinary needs or for exhibitions and cultural projects. I believe there are also private entities interested to contribute, using for example Art Bonus, thus associating their name or brand to an institution from ancient, illustrious times. The opening hours for the premises in via Orsanmichele should be more frequent, to make the palace known with all the artistic and historical heritage that it holds; besides conventions and conferences, until today, the openings were made possible by the volunteers from Amici dei Musei, who generously dedicate and commit themselves, but who can only ensure the openings of only two times a week. The premises from Piazza San Marco also hosts temporary exhibits. I am sure that the commitment of the Presidency Office, which includes president emeritus Luigi Zangheri, General Secretary Domenico Viggiano, treasurer and bursar Giorgio Fiorenza and archivist Enrico Sartoni and of all Classes, the opportunities for visitation will increase, spreading the knowledge and – hopefully – the constructive closeness to a cultural institution that wears its more than 450 years very well.

Via Orsanmichele 4
50123 Firenze
055 219642
info@aadfi.it
www.aadfi.it

Italiano

Cristina Acidini, già Soprintendente al Polo Museale Fiorentino è il nuovo Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno ed è la prima donna nella storia alla guida dell’illustre istituzione che ha origine dalla Compagnia di San Luca formatasi nel 1339 e di cui hanno fatto parte gli artisti più illustri, da Benozzo Gozzoli a Donatello, da Lorenzo Ghiberti a Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Si deve a Giorgio Vasari, afferma Acidini “l’idea di formare una nuova Accademia, inaugurata nel 1563, che garantisse il valore intellettuale dell’attività artistica. Il tipo di Accademia artistica istituito a Firenze ebbe filiazioni in Italia ed in Europa, dove il modello si diffuse generando nel tempo l’Accademia di Belle Arti a scopo formativo; quella di Firenze fu istituita nel 1784. Il presupposto dell’Accademia delle Arti del Disegno è la compresenza e il dialogo fra artisti e letterati (per dirla con una parola sola), secondo un grandioso concetto umanistico”. Ci incontriamo nel trecentesco Palazzo dell’Arte dei Beccai in Via Orsanmichele 4, circondati da ritratti, arazzi medicei, statuaria antica e rinascimentale, alla stregua di una nobile dimora privata. Sin dalla facciata esterna, i tre cerchi intrecciati, simbolo dell’Accademia, rappresentano le tre arti maggiori, Architettura, Pittura e Scultura, che hanno il loro comune fondamento nel Disegno ovvero “la progettualità, che è la premessa intellettuale dell’attività creativa”.

Cosa significa per Lei il nuovo incarico?
Per me rappresenta un emozionante spostamento del mio impegno, iniziato tanti decenni fa, per la cultura artistica. Mi sono sempre dedicata principalmente alla storia dell’arte antica, e questo è il luogo dove invece le arti si praticano. Come dicevo, una prerogativa straordinaria dell’Accademia è che riunisce pittori, scultori, letterati, scienziati, storici dell’arte e architetti che sinergicamente esprimono le diverse modalità di rapportarsi con l’arte, creando in questo modo occasioni di confronto e sostegno reciproco. Questa impostazione antica è quanto mai attuale oggi, mentre si cerca di recuperare quell’unità dei saperi – artistico e letterario-scientifico, teorico e pratico – che lo specialismo dell’ultimo secolo ha disgregato.

Quale ritiene che sia il ruolo presente e futuro dell’Accademia delle Arti del Disegno che è storicamente la “madre” di tutte le istituzioni artistiche fiorentine?
L’Accademia può svolgere un importante ruolo per Firenze e per la Toscana, assumendo una posizione di riferimento critico nei confronti di diverse discipline, protagonista della vita culturale non solo locale, ma anche nazionale e internazionale. A qualsiasi dibattito offre una sede “neutrale”, in quanto non impegnata politicamente: qui accademici e non, provenienti da tutto il mondo, possono dialogare ed esprimersi. L’Accademia delle Arti del Disegno, inoltre, ha nella sua missione il supporto all’arte e agli artisti della contemporaneità. Per fare solo un esempio, il Ministero centrale cinese investe molto nella promozione dei propri artisti fuori alla Cina, mentre non mi risulta che da parte dell’Italia si attuino investimenti per far conoscere gli artisti italiani all’estero. Promuoviamo tante eccellenze del Made in Italy, perché non tentare la stessa strada per gli artisti italiani contemporanei? Ed è anche in tal senso che mi propongo di incentivare progetti di reciproca valorizzazione tra le arti e le discipline.

Chi sostiene le attività dell’Accademia e quale può essere il contributo da parte dei privati?
Il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Toscana, il Comune di Firenze e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze sono i principali finanziatori, sia per le necessità ordinarie e straordinarie, sia per i progetti espositivi e culturali. Penso anche che ci siano soggetti privati interessati a contribuire, utilizzando, per esempio, l’Art Bonus, e così associando il proprio nome o marchio ad un’istituzione dalla storia antica e illustre. L’apertura al pubblico della sede in via Orsanmichele dovrebbe esser più frequente, per far conoscere il palazzo e il patrimonio artistico e storico che contiene; oltre naturalmente a convegni e conferenze, ad oggi l’apertura è resa possibile dai volontari degli Amici dei Musei, che vi si dedicano col consueto generoso impegno, ma che possono assicurare l’apertura due sole volte alla settimana. E la sede in piazza San Marco ospita mostre temporanee. Sono certa che con l’impegno dell’Ufficio di Presidenza, di cui fanno parte il presidente emerito Luigi Zangheri, il Segretario Generale Domenico Viggiano, il tesoriere ed economo Giorgio Fiorenza e l’archivista Enrico Sartoni, e delle Classi tutte, le opportunità di visita andranno ad aumentare, diffondendo la conoscenza e – si spera – la costruttiva vicinanza a un’istituzione culturale che porta bene i suoi 450 anni e passa.

1 COMMENT

  1. Credo che Cristina Acidini sia una delle più sopraffine storiche e critiche dell’arte. Io l’ho scoperta, particolarmente, nel suo libro “La primavera perfetta” nel quale la Dottoressa partendo da un fiore ha imbastito tutto un discorso, un “fil-rouge” come lo chiama Lei, che lega tutte le opere dei maggiori artisti del Rinascimento e non solo. Ci vuole la femminilità, l’estro, l’intelligenza per ‘raccontare’ cosa è un fiore, ad esempio ad un uomo, che di fiori se ne intendono poco (con le dovute eccezioni). Inutile essere retorici, mi preme solo dire che Cristina Acidini, in questo suo ‘testamento’ (nel senso buono della parola) ci racconta o meglio ci accenna a quella che è stata la sua ‘primavera’…..

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