This year Easter and the Florentine New Year almost overlap Between history, folklore and culture, Florence offers a great show

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By Pasquale Ielo –

“Happy New Year!” is said twice in Florence. Obviously on the 1st of January, but also on March 25th. On this latter date we celebrate the “Florentine New Year”. Why? And what is this historical reoccurrence reintroduced among the official celebration of the city since the year of 2000? In order to find out we must go back in time, in the pre-Christian era. The ancient Roman calendar set the beginning of the year according to the spring equinox, that took place precisely on March 25th.

Photo credits Cristiano Imperiali
Photo credits Cristiano Imperiali

Later on, the reform of Giulio Cesare brought the beginning of the year on the 1st of March, but the Christian community preserved the 25th as the Annunciation of Mary, precisely 9 months before Christmas. When in 1582, Pope Gregorio XIII moved the beginning of the year on January 1st, rearranging the calendar with the astronomic reality, many states adapted, but Tuscany did not. It was only in 1749 that the Grand Duke Francesco II decided to also integrate the Gregorian calendar in Tuscany. But the Florentines, very much attached to their traditions, continued then and still do now to celebrate “their own” spring new year, with a celebration that has its roots in the Basilica of SS. Annunziata. A curiosity: when the first stone was placed at the foundation of the Basilica, on March 25th, 1250, it was Good Friday, same as this year.

Two days after the “Florentine New Year” another spectacular moment of celebration will take place, one particularly dear to the Florentines: the “Scoppio del Carro” (Explosion of the cart). Few are the ones that know its origins, also ancient, dating back to the First Crusade. The legend says that Florentine Pazzino dei Pazzi, leader of 2,500 soldiers, was the first one to climb the walls of Jerusalem. Thus he was rewarded by Goffredo di Buglione with three shards from the Holy Sepulcher stone. With the triumphing return of Pazzino in 1101, in Florence was established the custom of lighting the “holy fire” by scraping those stones and then distributing it to the population. Later on, it was decided for a cart to be built to deliver the fire and further on to “arm it” with gunpowder. The current cart affectionately called “Brindellone”, dates back from approximately two centuries ago. The cart is pulled by four white oxen on Easter morning, escorted by the historical procession of the Florentine Republic, stopping between the Baptistery and the square of the Cathedral. Meanwhile, the holy fire lit with Pazzino’s stones, still kept by the Church of SS. Apostoli, is brought to Duomo. At 11 pm, at the end of the Mass, the Colombina, propelled by a flare lit with the holy fire, is guided seven meters in the air by a cable, part of the main altar, crosses the center isle and after 120 meters high “flight” in 12 seconds, hits the trigger of Brindellone. The show begins. Overcome by bright sparks, a multicolored smoke with pink, purple and blue shades envelops the Cart and spreads around it. The “holy fire” is symbolically distributed and the ritual is complete.

What about the Colombina? If it returns to the starting point, Florence will have a good year, otherwise some negative events might occur. You can believe it or not. But, in 1966, the year of the great flood, the Colombina stopped even before lighting the Cart. All that is left to do is for us to cross our fingers…

Italiano

A Firenze “Buon Anno” si dice due volte. Il 1º gennaio, ovviamente, ma anche il 25 marzo. È in quest’ultima data che si celebra il “Capodanno Fiorentino”. Come mai? E cos’è questa storica ricorrenza reintrodotta dal 2000 tra le celebrazioni ufficiali della città? Per saperlo occorre andare molto indietro nel tempo, in epoca pre-cristiana. L’antico calendario romano fissava l’inizio dell’anno in corrispondenza dell’equinozio di primavera, allora collocato appunto il 25 marzo. La riforma di Giulio Cesare portò poi l’inizio dell’anno al 1º marzo, ma la comunità cristiana conservò il 25 come data dell’Annunciazione a Maria, esattamente 9 mesi prima del Natale.

Quando, nel 1582, papa Gregorio XIII spostò l’inizio dell’anno al 1º gennaio riallineando il calendario con la realtà astronomica, molti Stati si adeguarono ma non la Toscana. Fu solo nel 1749 che il granduca Francesco II decise di adottare il calendario gregoriano anche in Toscana. Ma i Fiorentini, fortemente attaccati alle proprie tradizioni, continuarono e continuano tuttora a celebrare il “loro” capodanno di primavera con una festa che ha il suo fulcro nella Basilica della SS. Annunziata. Una curiosità: quando fu posta la prima pietra della Basilica, il 25 marzo 1250, era Venerdì di Pasqua, esattamente come quest’anno. Due giorni dopo il “Capodanno Fiorentino” sarà il momento di un’altra spettacolare cerimonia, particolarmente cara ai Fiorentini: lo “Scoppio del Carro”. Pochi conoscono le sue origini, anche queste antichissime, risalenti addirittura alla prima Crociata.

La tradizione storica racconta che il fiorentino Pazzino dei Pazzi, alla guida di 2.500 soldati, salì per primo sulle mura di Gerusalemme. Fu perciò ricompensato da Goffredo di Buglione con tre schegge di pietra del Santo Sepolcro. Con il ritorno trionfale di Pazzino nel 1101, fu instaurata a Firenze l’usanza di accendere il “fuoco santo” sfregando quelle pietre, per poi distribuirlo alla popolazione. Si pensò poi di costruire un carro per trasportare il fuoco e successivamente di “armarlo” con polveri piriche. Il carro attuale, detto affettuosamente “Brindellone”, risale a circa due secoli fa. La mattina di Pasqua viene trascinato da quattro bianchissimi buoi della Valdichiana e, scortato dal corteo storico della Repubblica Fiorentina, raggiunge lo spazio tra il Battistero e il sagrato della Cattedrale. Nel frattempo il fuoco santo, acceso con le pietre di Pazzino, tuttora custodite presso la Chiesa dei SS.Apostoli, viene portato in Duomo.

Alle 11.00, a conclusione della Messa, la Colombina, spinta da un razzo acceso col fuoco benedetto e guidata da un cavo a sette metri d’altezza, parte dall’altare maggiore, percorre la navata centrale e dopo un “volo” di 120 metri in 12 secondi va a colpire l’innesco sul Brindellone. Il “fuoco sacro” è stato simbolicamente distribuito, il rito è compiuto. E la Colombina? Se è tornata al punto di partenza l’anno per Firenze sarà buono, altrimenti c’è da temere qualche evento negativo. Si può crederci o meno. Però nel 1966, l’anno della grande alluvione, la Colombina si fermò ancor prima di incendiare il Carro. Non ci resta che incrociare le dita…

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