George Miller President of the jury at the Cannes Film Festival

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By Viviana del Bianco – Journalist and Director of N.I.C.E. new italian cinema events

After Jane Campion, another Australian is appointed as the President of the jury at Cannes. Despite him just turning seventy-one years old (on the last 3rd of March) Miller preserves his charm, with a class that can conquer anyone from the very first encounter and an eclectic personality that has made him famous as the director capable to treat with success any film genre, crossing easily from drama to comedy, from noir to cartoons.

George Miller
George Miller

His debut behind the camera was random and it’s interesting to retrace the story of his life: his parents immigrated to Australia from a Greek island and had four sons, the first two, twins, George and John, followed by Chris and Bill. Together with his twin brother, George chose to study medicine because he felt that was his path and completed his studies at the Sidney hospital, then started to exercise his medical profession, at the same time cultivating his passion for cinema, shared with his younger brother Chris. He began studying cinema, enrolling at the Film Workshop of Melbourne University, and to shoot short experimental films, but he surely didn’t think that that will become his profession. After winning a competition for amateur filmmakers, thanks to his production company, he managed to fulfill the dream that had been arising: a script set in a post-apocalyptical world. In the year 1979 he shot with a small budget (just 300 thousand Australian dollars) the first film from the trilogy Mad Max with which he cashed 100 million dollars; he became a worldwide successful director and made possible for an unknown actor, a certain Mel Gibson, in the role of Max Rockatansky, to become a star. Versatile filmmaker, he directed the black comedy The witches of Eastwick starring Jack Nicholson, Michelle Pfeiffer, Susan Sarandon and Cher, followed by the drama Lorenzo’s oil, based on the true story of two parents in desperate search for a cure for their very ill son. The fact that he had been a doctor before becoming a director helped him a lot in telling such a painful and emotional story and the film had a great success among audiences and critics, so much that it brought him two Oscar nominations. Besides directing he dedicated himself to the production of highly successful miniseries for the Australian television. Warner Bros showed much interest in such a versatile director and in 1993 they proposed him to direct the movie Contact, but during the shootings Miller abandoned the project because he wanted an approach more similar to his style, thus the film was trusted under the direction of Robert Zemeckis. Everything happened by mutual agreement and the relationship with Warner Bros remained intact. George Miller is the father of a daughter he had from his first marriage and two sons from his second wife and together with his children, like any good father, he continuously watched cartoons and animations, becoming interested in this genre. Thus, in 1995, is born the co-produced and co-written Babe and in 1998 Babe: Pig in the city. But it was in 2006, when, produced by Warner Bros, he directed Happy Feet, an epic musical about the life of penguins in Antarctica that earned him his third Oscar nomination and won the award in 2007 for Best Animation Film. Miller’s great comeback on the international scene was on the very scene of Cannes in 2015 when, outside the competition, he presented Mad Max – Fury Road, for which he obtained ten Oscar nominations and had a tremendous success. The task of chairing the jury at Cannes is the best thing that can happen to a versatile director as himself, in fact, as soon as he learned about the nomination, he expressed his satisfaction by stating “I am delighted to have the opportunity to spend time and discuss passionately with other members of the jury about the films presented, produced worldwide. For me it is a great honor and I can’t wait to be there!”

Italiano

Dopo Jane Campion, un altro australiano come Presidente della giuria a Cannes. Nonostante i suoi settantuno anni appena compiuti (il 3 marzo scorso) Miller mantiene il suo charme, una classe che conquista tutti al primo incontro e una personalità eclettica che lo ha reso famoso come il regista capace di trattare con successo ogni genere di film passando con disinvoltura dal dramma, alla commedia, al noir, ai cartoon. Il suo esordio dietro la macchina da presa fu del tutto casuale: i genitori emigrarono in Australia da un’isoletta della Grecia ed ebbero quattro figli maschi, i primi due erano i gemelli George e John, ai quali seguirono Chris e Bill. Fu con il fratello gemello che George scelse di studiare medicina perché gli sembrava dovesse essere la sua strada e completò i suoi studi presso l’ospedale di Sidney e iniziò ad esercitare la professione di medico coltivando, allo stesso tempo, la passione per il cinema, condivisa con il fratello minore Chris. Cominciò a studiare cinema, iscrivendosi al Film Workshop della Melbourne University ed a girare brevi film sperimentali, ma non pensava di certo che quella sarebbe divenuta la sua professione. Dopo aver vinto un concorso per cineasti dilettanti, grazie alla sua casa di produzione, riuscì a realizzare il sogno che era andato maturando: una sceneggiatura ambientata in un mondo post-apocalittico. Era il 1979 quando girò con un piccolo budget (appena 300mila dollari australiani) il primo film della trilogia di Mad Max con il quale incassò ben 100 milioni di dollari, venne consacrato regista di successo in tutto il mondo e rese possibile che uno sconosciuto attore, un certo Mel Gibson, nel ruolo di Max Rockatansky, divenisse una star. Diresse la commedia noir Le streghe di Eastwick con Jack Nicholson, Michelle Pfeiffer, Susan Sarandon e Cher, seguito dal film drammatico L’olio di Lorenzo, tratto dalla vera storia di due genitori alla disperata ricerca di una cura per il figlio gravemente malato. Il fatto di essere stato medico, prima che regista, lo aiutò molto nel raccontare una vicenda così dolorosa ed emozionante ed il film ebbe gran successo di pubblico e critica tanto che ottenne due nomination all’Oscar. Oltre che alla regia si dedicò alla produzione di miniserie di grande successo per la televisione australiana. La Warner Bros mostrò molto interesse per un regista così versatile e nel 1993 gli propose di dirigere il film Contact ma durante la lavorazione Miller abbandonò il progetto perchè avrebbe voluto soluzioni più congeniali al suo stile ed il film fu poi affidato alla regia di Robert Zemeckis.
Tutto avvenne comunque di comune accordo e il rapporto con la Warner Bros rimase inalterato. George Miller era padre di una bambina avuta dalla prima moglie e di due maschi dalla seconda moglie e insieme ai suoi figli, come ogni bravo papà, vedeva ripetutamente cartoni animati e film d’animazione e si appassionò a questo genere. Nacque così nel 1995, co-prodotto e co-sceneggiato, Babe, maialino coraggioso e nel 1998 Babe va in città. Ma fu nel 2006 che, prodotto dalla Warner Bros, diresse Happy Feet un epico musical sulla vita dei pinguini in Antartide che gli valse la sua terza nomination all’Oscar e ottenne l’ambito premio nel 2007 come Miglior Film di Animazione. Il grande ritorno di Miller sulla scena internazionale è avvenuto proprio a Cannes nel 2015 quando, fuori concorso, ha presentato Mad Max-Fury Road per il quale ha ottenuto ben 10 nomination all’Oscar e che ha avuto grande successo. L’incarico di presiedere la giuria a Cannes è quanto di meglio possa capitare ad un regista eclettico come lui, infatti, non appena ha saputo della sua nomina, ha espresso la sua soddisfazione affermando “Sono felicissimo di avere l’opportunità di passare il tempo a discutere appassionatamente con gli altri membri della giuria sui film presentati che sono quanto di meglio viene prodotto in tutto il mondo. Per me è un grande onore e non vedo l’ora di essere lì!”.

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