A few words with Monika Antes Giovanni Boccaccio: revolutionary connoisseur of the female psychology

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By Gabriele ParentiJournalist –

Giovanni Boccaccio – as revealed by the German writer Monika Antes in her latest book Giovanni Boccaccio and women (translated in Italian by Riccardo Nanini) – has often been considered as a bawdy writer, even immoral. In reality he escaped the philosophic vision of the angelic woman to study the female psychology in depth.

L'illustrazione è realizzata da Donatella Isola | Phone: +39 328 466 2700 | Email info@donatellaisola.it |www.donatellaisolafirenze.it
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The book is divided between the biography of the great man from Certaldo through the detailed analysis of some of his works in the first part, and an analysis of the Tuscan society of the fourteenth century where the married woman (marriages that were usually arranged by their parents) basically lived imprisoned in dark homes, without entertainment and social life, dedicated to a domestic life and to her children. But some of them knew how to fight back and become the protagonists of love affairs, business affairs and social relationships, and Monika Antes underlines that in the Decameron, Boccaccio depicts emancipated women “who fulfill their own desires according to their will, taking initiative and taking themselves out of the norms of the fourteenth century society: shortly, a notable literary challenge”. Monika Antes examines closely The Elegy of Lady Fiammetta, Corbaccio and The Decameron, while throughout Boccaccio’s biography reveals the complexity of his relationship with women, where admiration and respect are sometimes alternated with radical misogyny tips.
The essay also explores how were considered the relationship between sexes in the Florentine society of the fourteenth century. In Boccaccio’s works we can find love, overwhelming passion and bitter disappointments, feelings that could lead to despair. And the women, some of them smart, fearless, others submissive, deceived, are the protagonists of this painting that for the first time in the history of Italian literature makes room for the feminine subjectivity.
Monika Antes, one of the most influential scholars of Dino Campana and of Italian literature between the nineteen and twentieth centuries, also took interest in some important female figures describing them in essays such as Tullia d’Aragona: cortigiana e filosofa and “Amo, dunque sono”. Sibilla Aleramo, pioniera del femminismo in Italia.
We asked her why in her recent book she has considered Boccaccio to be a “revolutionary” in the matter of female psychology. “Boccaccio”, state Monika Antes “has described without moral limits, the desires of women, as opposed to Dante (with Beatrice) and Petrarca (with Laura) who have dedicated their works to an idealized and unreachable woman. Instead, Boccaccio speaks about an emancipated woman, who, such as Fiammetta, has a very open relationship with her husband confessing that she has a lover whom he accepts without problems.” About why The Decameron had been dedicated to women, the German writer notes that “in the preface of the book, Boccaccio explicitly tells the reader who are the beneficiaries of his book: it is a book written for women that love and keep hidden amorous flames, whom, unlike men, can’t be distracted by riding horses or fishing because outside activities are forbidden to women”.
Monika Antes believes that Boccaccio’s works are closer to contemporary ones than medieval. “From my point of view – specifies the writer – Boccaccio can be seen as a journalist for the gossip press nowadays, because he doesn’t comply to any taboo in his descriptions and talks about things such as in his first story from the third day: Masetto da Lamporecchio “pretends to be dumb and becomes a gardener in a monastery of nuns, all of them competing to sleep with him”.

Italiano

Giovanni Boccaccio – ha rilevato la scrittrice tedesca Monika Antes nel suo recente libro Giovanni Boccaccio e le donne (tradotto in italiano da Riccardo Nanini) – è stato spesso considerato scrittore licenzioso, perfino immorale. In realtà egli uscì dalla visione filosofica della donna angelicata per studiare a fondo la psicologia femminile. Il libro si articola in una biografia del grande certaldese, in un’analisi dettagliata di alcune opere e, nella prima parte, in un’analisi della società toscana del Trecento nella quale la donna sposata (di solito con matrimoni combinati dai genitori) viveva praticamente segregata in case buie senza svaghi e vita sociale, dedita alla vita domestica e ai bambini. Ma alcune di esse sapevano reagire e divenivano protagoniste di avventure galanti, di affari, di relazioni sociali e nel Decamerone, sottolinea Monika Antes, Boccaccio mostra donne emancipate “che realizzano i propri desideri secondo la loro volontà prendendo l’iniziativa e ponendosi fuori delle norme della società e nel XIV secolo: insomma una notevole provocazione letteraria”. Monika Antes prende in esame, in particolare, l’Elegia di Madonna Fiammetta, il Corbaccio e lo stesso Decamerone, mentre, attraverso la biografia di Boccaccio, fa emergere la complessità del suo rapporto con le donne, nel quale ammirazione e rispetto si alternano talvolta a punte di radicale misoginia. Il saggio approfondisce anche come fossero considerati i rapporti fra i sessi nella società fiorentina del Trecento. Nelle opere di Boccaccio troviamo amore, passioni travolgenti e cocenti delusioni, sentimenti che portano alla disperazione. E le donne, alcune astute, intrepide, altre sottomesse, ingannate, sono le protagoniste di questo affresco che per la prima volta nella letteratura italiana dà spazio alla soggettività femminile. Monika Antes, una delle più autorevoli studiose di Dino Campana e della letteratura italiana fra Ottocento e Novecento, si è interessata anche di importanti figure femminili nei saggi Tullia d’Aragona: cortigiana e filosofa e “Amo, dunque sono”. Sibilla Aleramo, pioniera del femminismo in Italia. Le abbiamo chiesto perché nel suo recente libro abbia considerato Boccaccio un “rivoluzionario” in materia di psicologia femminile. “Boccaccio”, afferma Monika Antes, “ha descritto senza limiti morali i desideri della donna, al contrario di Dante (con Beatrice) e Petrarca ( con Laura) che avevano dedicato le loro opere ad una  donna idealizzata e non raggiungibile. Boccaccio invece parla di una donna emancipata che, come Fiammetta, ha un rapporto molto aperto con suo marito dicendole che ha un amante che l’accetta senza problemi”.
Sul perché il Decamerone è stato dedicato alle donne, la scrittrice tedesca rileva che “nel proemio Boccaccio dice esplicitamente al lettore chi sono i fruitori del suo libro: è un libro scritto per le donne,  e cioè per le donne che amano e tengono l’amorose fiamme nascoste, le quali, a differenza degli uomini, non possono distrarsi andando a cavallo o a pesca perché le attività fuori della casa sono vietate per le donne”. Monika Antes ritiene le opere di Boccaccio più vicine a quelle contemporanee piuttosto che a quelle medievali. “Secondo me – ha precisato la scrittrice – Boccaccio può essere visto come un giornalista della stampa gossip di oggi perché non rispetta nessun tabù nelle sue descrizioni e parla delle cose come sono: nella sua novella della terza giornata, novella prima: Masetto da Lamporecchio “si fa mutolo e diviene ortolano di uno monastero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui”.

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