1946 – 2016 Seventy years of the Italian Republic and women’s right to vote

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By Maria Federica Giuliani – President of the Culture Council Committee for the City of Florence

This year we celebrate the 70th anniversary of the birth of the Italian Republic but not only. On June 2nd, 1946, the referendum called Italians in to choose between a monarchy and a republic and to elect the Constituent Assembly. Yet 1946 marked another historic event to democracy: women’s right to vote and therefore universal suffrage. After the fall of fascism and the end of World War II, Italy finally turned the page. The first election date was for local elections; two thousand candidates were elected to the municipal councils, the majority from the left parties. The percentage of women participating in the vote was very high, 89%, thus disproving the negative predictions, dictated by the lack of confidence of some exponent politicians, on the interest Italian women would take on institutional issues. With the June referendum, the Italian Republic was born and twenty-one deputies were elected for the first time, out of five hundred and six members of the Constituent Assembly.

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Although women were present and very active in the struggle of resistance against Nazi-Fascism, (something like 35,000 partisans according to the PNA data and at least two million women involved in the partisan struggle), too little is spoken of them, leaving them absent from history even if they have accomplished extraordinary actions. Women from different social classes, different political views, and cultural backgrounds but with a shared civic passion and the belief that it was worth fighting for democracy and freedom. It is, therefore, important to emphasize, today, their strong contribution. The Italian Republic, born after the war, is the result of the courage and commitment of admirable men and of, not mentioning the times, the many women who were engaged in the first person and to which we owe our freedom.
Courageous, intelligent and fearless women that not only actively participated in the resistance but have made their contribution in the drafting of the Constitution, in fact, five of them were elected to the Commissione dei Settantacinque (Commission of the Seventy-five) in charge of writing the new Constitution which entered into force on the 1st of January 1948, working to make sure it included and sanctioned women’s rights. On the occasion of this important anniversary, the first woman minister in Italy, Tina Anselmi was celebrated with a stamp, exceptionally as for the first time, one has been devoted to a living person. Former partisan and then a leading authority for the Christian Democrats; this June 2nd Tina Anselmi has received a major award, good news she, unfortunately, is unable to enjoy due to a serious degenerative disease. Tina Anselmi is 89 years old and in addition to being the first woman minister, appointed in 1976, she was head of the commission of inquiry on the P2. To her and to all the brave women who have fought for a truly representative and inclusive democracy that respects the rights of all, thank you.

Italiano

Quest’anno celebriamo il 70° anniversario della nascita della Repubblica Italiana ma non solo. Il 2 giugno 1946, il referendum chiamava gli italiani a scegliere fra monarchia e repubblica e ad eleggere l’Assemblea Costituente.
Ma il 1946 ha segnato un ulteriore appuntamento storico verso la democrazia: il voto alle donne e quindi il suffragio universale. Dopo la caduta del fascismo e la fine della seconda guerra mondiale, l’Italia voltava finalmente pagina. Il primo appuntamento elettorale fu quello delle elezioni amministrative; duemila candidate vennero elette nei consigli comunali, la maggioranza nelle liste di sinistra. La percentuale delle donne partecipanti al voto fu altissima, l’89%, smentendo così le previsioni negative dettate dalla scarsa fiducia di alcuni esponenti politici nell’interesse da parte delle donne italiane verso le questioni istituzionali. Con il referendum di giugno nasceva la Repubblica Italiana e venivano elette per la prima volta ventuno deputate, su cinquecentosei componenti, dell’Assemblea Costituente. Nonostante le donne siano state presenti e molto attive nella lotta di Resistenza contro il nazi-fascismo, (si parla di circa 35.000 partigiane combattenti secondo i dati dell’Anpi e almeno di due milioni di donne coinvolte della lotta partigiana), di loro si parla troppo poco e sono assenti dalla storia, anche se hanno compiuto azioni straordinarie. Donne di estrazione sociale, politica e culturale diversa ma tutte avevano grande passione civile e credevano nella lotta per la democrazia e la libertà. Per questo è importante sottolinearne oggi il loro determinante contributo.
La Repubblica Italiana, nata nel dopoguerra, è il frutto del coraggio e dell’impegno di uomini ammirevoli e di quello, non scontato considerato i tempi, delle tante donne che si impegnarono in prima persona e a cui dobbiamo la libertà. Coraggiose, intelligenti e intrepide che non solo hanno partecipato attivamente alla Resistenza ma hanno dato il loro contributo nella redazione della Costituzione, infatti cinque di loro vennero elette nella Commissione dei Settantacinque incaricata di scrivere la nuova Costituzione che entrò in vigore il 1°gennaio 1948, lavorando affinché contenesse e sancisse i diritti delle donne. In occasione di questo importante anniversario, la prima donna ministra in Italia, Tina Anselmi è stata celebrata con un francobollo, caso eccezionale essendo per la prima volta dedicato ad una persona vivente. Ex partigiana e poi esponente di primo piano per la Democrazia Cristiana, questo 2 giugno ha ricevuto un importante riconoscimento nonostante non possa godere della bella notizia in quanto affetta da una grave malattia degenerativa. Tina Anselmi ha 89 anni ed oltre ad essere stata la prima donna ministra, nominata nel 1976, fu a capo della commissione d’inchiesta sulla P2. A lei e a tutte le donne coraggiose che si sono battute per una democrazia davvero rappresentativa ed inclusiva, rispettosa dei diritti di tutti, grazie.

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