Herbert Percy Horne and the dream of Renaissance in Florence

0

By Samuele Magri – Art Historian and Tourist Guide in Florence | samuele.magri3@gmail.com | Phone: 340 5278209 –

The meeting between Herbert Percy Horne (1864 – 1916) and Florence was so astonishing that it made him to move to the city permanently in 1905. In the eighteen century, the city already had a significant English community and the English love for Florence strengthened again in the nineteenth century with even Queen Victoria visiting it a few times. Here resided many British citizens: without a doubt the most famous of which was the wealthy Frederick Stibbert who filled his house with illustrious collections of military weapons from all over the world and objects of decorative art.

horne-ritratto-di-henry-harris-brown-1908

In its turn, Stibbert house became an important Florentine museum. Similarly, Horne, although not possessing the means of Stibbert, wanted to realize his dream of recreating a Renaissance palace. To do this, in 1911 he bought Corsi Palace near Santa Croce, quickly accommodating it with important works in the hopes of restoring the appearance of the fifteenth century. Moreover, he started to collect furniture, objects and the works of art from the same era to recreate the furnishings of the past. His collection included the masterpieces of Giotto, Piero di Cosimo, Giambologna to only mention a few most notable ones. To finance these substantial expenses, Horne worked in the market of antique art, also collaborating with the famous scholar Bernard Berenson, finding works of art for collectors and American museums, one of which was the Metropolitan Museum of New York. This activity had a solid foundation in art history studies, carried out by Horne himself, in the field of Florence Renaissance: he studied Paolo Uccello, Piero di Cosimo, Leonardo, Andrea del Castagno and even to this day his writings on Botticelli dating from 1908 remains the basis of all the studies on this artist. Unfortunately, Horne did not see the completion of the palace, unexpectedly dying from tuberculosis in 1916, two days after writing his last will in testament which gave birth to the current Horne Foundation. It opened its doors as a museum in 1921. On 12th of April 1916, Stibbert in his will donated his impressive collection of antique art to the Italian state, which is kept in Florence to this day.

Translated by Jurgita Tuzikaite

 
Italiano

L’incontro tra Herbert Percy Horne (1864 – 1916) e Firenze sarà tanto folgorante da costringerlo a trasferirsi definitivamente qui nel 1905. La città aveva già nel diciottesimo secolo una importante comunità inglese e l’amore degli Inglesi per Firenze sì rafforzò ancora di più nell’Ottocento tanto che anche la regina Vittoria la visitò più volte. Qui risiedevano molti sudditi britannici: uno dei più famosi era senza dubbio il ricchissimo Frederick Stibbert, che realizzò nella sua casa una delle più imponenti collezioni al mondo di armi e oggetti di arte decorativa. Casa Stibbert è diventata a sua volta un importante museo fiorentino. Anche Horne pur non possedendo i mezzi di Stibbert volle dare forma ad un suo sogno, quello cioè di ridare vita ad un palazzo del Rinascimento. Per fare questo nel 1911 acquistò il Palazzo Corsi nei pressi di Santa Croce sottoponendolo da subito ad importanti lavori di ripristino volti a riportare in luce le tracce del passato quattrocentesco e inoltre iniziò a collezionare mobili, oggetti e opere d’arte dello stesso periodo per poterne ricreare l’arredo. Nella sua collezione entrarono così importanti oggetti e opere d’arte di Giotto, Piero di Cosimo, Giambologna, solo per citare alcune tra le opere più note del museo. Per finanziare queste ingenti spese Horne lavorava nel mondo del mercato dell’arte antica, collaborando con il celebre studioso Bernard Berenson e trovando opere per collezionisti e musei americani tra cui il Metropolitan Museum di New York. Questa attività aveva un solido fondamento negli studi storico-artistici attuati dallo stesso Horne nel campo del Rinascimento fiorentino: egli si occupò infatti di Paolo Uccello, Piero di Cosimo, Leonardo, Andrea del Castagno e ancora oggi il suo volume del 1908 su Botticelli resta alla base di tutti gli studi su questo artista. Purtroppo però Horne non riuscì a vedere conclusa la sistemazione del suo palazzo, morendo improvvisamente di tubercolosi nel 1916, due giorni dopo la stesura del testamento che diede vita alla attuale Fondazione Horne, aperta come museo nel 1921. Il 12 Aprile 1916 aveva fatto testamento donando allo Stato italiano tutta la sua impressionante collezione di arte antica, ancora oggi a Firenze.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.