Cosimo I – Dux Etruriae August 27th 1569

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By Eugenio Giani – President of the Regional Council of Tuscany

Le antichità etrusche nel corso del Quattro e Cinquecento esercitarono un’influenza significativa sul pensiero
e sulle arti dei principali protagonisti del Rinascimento e dell’Umanesimo toscano

Cosimo I is the first one to acquire the epithet of Dux Etruriae (Duke of Tuscany), title conferred through a stamp issued by Pope Pio V on August 27th, 1569: in fact, along with it, the tendency of making the Medici dominion boundaries coincide with those of ancient Etruria, a tendency that had already begun with Lorenzo the Magnificent, is strengthened. The moral heritage is translated through the material one and the Etruscans become the founders of a dynasty that wants to expand its boundaries far beyond the Florentine limits. The political and cultural intent feed each other and thus the science of Etruscology is born. The Etruscan artifacts from the fifteenth and sixteenth centuries exerted a significant influence on the thoughts and the arts of the main protagonists of the Renaissance and Tuscan Humanism.

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This is the reason for which 27th of August is an anniversary to be celebrated and represents a big part of the Regional cultural heritage. This year, for the first time, Tuscany’s Regional Council will dedicate the day of 27th August to the memory of that important title received by Cosimo I and to the great influence that it had on the entire history of Tuscany. We couldn’t celebrate better than by exposing for the first time the pillar, recently found by a research group in Mugello – Valley Archeological Project – a pillar that bears Etruscan writing on it. The discovery was made on the site from Poggio Colla in Toscana, and the stone, which weights 227 kilograms and is just over a meter high, was part of a sacred temple, demolished 2500 years ago in order to make space for a larger one. This pillar, that we’ll have the honor to present to the public for the first time, holds 70 legible letters and punctuation marks, characteristics that make it one of the longest Etruscan writing samples ever to be found. Scientists are convinced that the words and the concepts written on the pillar are a rare testimony of this civilization, considering that until now our knowledge about the Etruscans are solely tied to funerary objects and tombs. The translation of the text will be entrusted to the University of Massachusetts, Amherst. These discoveries, which led further to the creation of the beautiful, ample Museum of Dicomano, together with the pillars constitute an essential point of reference. It is important to continue the work of recovery of this wonderful civilization with the help of the network of all Tuscan towns that have strong testimonies, from Cortona to Chiusi, from Sarteano a Pienza, from Bacchereto to Artimino and moreover Volterra, Fiesole until the discovery of Gonfieti in Prato.

Italiano
Cosimo I è il primo ad aggiudicarsi l’epiteto di Dux Etruriae, titolo conferitogli con la bolla emessa da Papa Pio V il 27 agosto 1569: con lui si consolida, infatti, una tendenza che era cominciata già con Lorenzo il Magnifico, quella di far coincidere i confini della signoria medicea con quelli dell’antica Etruria. L’eredità morale si traduce in eredità materiale e gli Etruschi diventano i capostipiti di una dinastia che vuole ampliare i propri confini ben al di là dei limiti fiorentini. L’intento politico e quello culturale si alimentano a vicenda e viene così segnata la nascita dell’etruscologia. Le antichità etrusche nel corso del Quattro e Cinquecento esercitarono un’influenza significativa sul pensiero e sulle arti dei principali protagonisti del Rinascimento e dell’Umanesimo toscano.

Ecco perché la data del 27 agosto è un anniversario da festeggiare e a pieno titolo parte del bagaglio culturale della nostra Regione. Quest’anno, per la prima volta, il Consiglio regionale della Toscana dedicherà la giornata del 27 agosto alla memoria di quel titolo importante ricevuto da Cosimo I e che grande influenza ha avuto su tutta la storia della Toscana. Non potevamo farlo in maniera migliore che esponendo per la prima volta la stele da poco ritrovata da un gruppo di ricercatori del Mugello – Valley Archeological Project – e riportante una scrittura etrusca. La scoperta è stata fatta nel sito di Poggio Colla in Toscana e la pietra, che pesa 227 chili ed è alta poco più di un metro, faceva parte di un tempio sacro che 2500 anni fa venne demolito per far spazio ad uno più grande. Questa stele, che avremo per primi l’onore di esporre al pubblico, contiene 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura, caratteristiche che la rendono uno dei più lunghi esempi di scrittura etrusca mai ritrovati fino ad ora. Gli scienziati sono convinti che le parole e i concetti sulla stele siano una rarissima testimonianza di questa civiltà, considerando che finora le nostre conoscenze sugli etruschi sono legate unicamente a necropoli, tombe e oggetti funerari. La traduzione del testo sarà affidata all’Università del Massachusetts di Amherst. Queste scoperte, che hanno portato poi alla realizzazione del bellissimo Museo comprensoriale di Dicomano, trovano con la stele un punto di riferimento essenziale. È importante continuare il lavoro di recupero di questa meravigliosa civiltà con l’aiuto e la rete di tutti i comuni toscani che hanno forti testimonianze, da Cortona a Chiusi, da Sarteano a Pienza, da Bacchereto ad Artimino e ancora Volterra, Fiesole fino al ritrovamento di Gonfienti a Prato.

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