A Journey from Costume to Fashion and Street Style between Japan and Italy

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By Costanza Menchi – Fashion Studies Professor, Consultant and Researcher, organizes worldwide workshops and seminars
www.costanzamenchi.it
www.facebook.com/costanza.menchi

Travelling the world we keep our eyes open, growing and enriching our creativity with new inputs, and free ideas. When returning to our daily lives we are new people, enriched inside. Nowadays our journeys help us in confronting with different cultures, apparently very distant from each others, but in which, if we stop with a closer look, we can find surprising similarities. During my last trip I discovered costumes and fashion trends between Japan and Italy, among Kyoto’s tradition and Tokyo’s hectic contemporaneity projected to the future.

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Young people in Traditional Kimono, photo by Leandro Antonucci

The first stop was Kyoto, that has been for more that a millennium the capital of Japan, for over fifty years twinned with Florence, known as “The City of Thousand Temples”, with its famous wooden temple Kinkakuji completely covered with golden leaf, the century-old park of giant bamboo, and the Nijo castle. Here I had the privilege of visiting the prestigious The Kyoto Costume Institute – KCI, and I have also discovered the traditional fabrics at the Nishijin Textile Center. At the KCI (www.kci.or.jp) the Curator Rie NII, together with the Keeper Kumiko Tomonari opened for me the doors of the professionally preserved collection, including approximately 13,000 items between clothing, accessories and printed materials, portraying the Western costume history from the early seventeenth century until nowadays. Since from its foundation in 1978, the KCI has organized exhibitions all over the world, promoting researches, publishing catalogues and scientific insights that have been Internationally recognized for their accurate academic contents, and for their commitment in getting even a wider audience to appreciate fashion though a more conscious approach.The seventeenth century iron corset with embroidered bodice, worn in Elizabethan times, represents the oldest treasure of the collection, carefully guarded together with unique items that have been Taschen’s publications protagonists in the past, and will be also in the future, representing an authoritative reference point for anyone studying Western fashion based on a critical approach. Donations and acquisitions make regularly growing the costumes’ collection, until the present focus on International and Japanese designers famous all over the world, such as Yohji Yamamoto, Issey Miyake, and Comme des Garçonne. The KCI archive’s items are shown in Japan and abroad, on exhibitions curated directly by KCI or organized by the most renowned museums in the world. At the moment some items are on display inside the Salvatore Ferragamo Museum, in the interesting exhibition Tra moda e Arte, exploring the relationship between these two creative worlds (www.ferragamo.com/museo/it).

Italiano

Viaggiando e aprendo gli occhi curiosi al mondo cresciamo e la nostra creatività si arricchisce di nuovi stimoli, consapevolezze e idee in libertà, nel ritorno alla nostra quotidianità rielaboriamo il vissuto, siamo persone nuove e più ricche sotto molti aspetti. Viaggiare ci aiuta a confrontarci con culture diverse, spesso apparentemente lontanissime tra loro, ma nelle quali, se abbiamo la volontà di soffermarci con sguardo attento, troviamo sorprendenti similitudini e connessioni.

Il mio ultimo viaggio mi ha portata alla scoperta dei costumi e delle mode sospese tra Giappone ed Italia, tra la tradizione di Kyoto e la contemporaneità di Tokyo, città frenetica e proiettata verso le tendenze del futuro. A Kyoto, per oltre un millennio capitale del Giappone, da più di cinquant’anni gemellata con Firenze, detta “la città dei mille templi”, con il suo famoso tempio Kinkakuji in legno completamente decorato con foglia d’oro, il secolare parco di giganteschi bambù ed il castello Nijo, ho avuto il privilegio di far visita al prestigioso The Kyoto Costume Institute – KCI e di scoprire i tessuti tradizionali presso il Nishijin Textile Center. Presso il KCI (www.kci.or.jp) la Curatrice Rie NII insieme alla Custode d’Archivio Kumiko Tomonari, mi hanno dischiuso le porte della collezione che custodisce con grande professionalità circa 13.000 pezzi tra abiti, accessori e stampe che raccontano la Storia del Costume occidentale dall’inizio del 1600 fino ad oggi. Fin dalla sua fondazione nel 1978 il KCI ha organizzato mostre in tutto il mondo, promosso ricerche, pubblicato cataloghi ed approfondimenti scientifici riconosciuti internazionalmente sia per il loro contenuto accademico accurato che per l’impegno nel far apprezzare la moda ad un pubblico sempre più vasto, attraverso un approccio consapevole.

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Kimono Fashion Show at the Nishijin Textile Center, photo by Leandro Antonucci

Il corsetto di metallo del XVII secolo con busto ricamato risalente al periodo elisabettiano rappresenta il tesoro più antico della collezione, sapientemente custodito insieme a numerosi pezzi unici che sono stati e saranno i protagonisti di pubblicazioni Taschen che il KCI cura da anni, rappresentando un punto di riferimento autorevole per chiunque si dedichi allo studio critico della moda occidentale. La collezione è cresciuta attraverso donazioni ed acquisizioni, fino ad arrivare oggi a concentrarsi sul lavoro di stilisti contemporanei internazionali e giapponesi famosi in tutto il mondo, quali Yohji Yamamoto, Issey Miyake, Comme des Garçonne. I pezzi d’archivio sono periodicamente esposti in Giappone ed all’estero all’interno di mostre curate direttamente dal KCI, oppure organizzate dai musei più prestigiosi del mondo.

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The seventeenth century iron corset with embroidered bodice, Courtesy of The KCI

In questo momento alcuni pezzi del KCI sono visibili all’interno del Museo Salvatore Ferragamo, nell’interessante mostra Tra moda e Arte  che esplora le relazioni tra questi due mondi creativi (www.ferragamo.com/museo/it).

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