Helidon Xhixha Shining Rock | The great exhibition in Pietrasanta and the London Design Biennale

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Helidon Xhixha, rendering of his installation for London Design Biennale

When you see the word rock written, you think of something very powerful. A sound, more than anything, because the word is particularly linked to music. But above all rock is also a stone. Mountains. Boulder. Raise your eyes in front of you above the square of Pietrasanta and you will see the Apian Alps overlooking the Romanesque-Gothic architectural style of the church and bell tower. White stretches that seem to be covered by everlasting snow when, in fact, they are slabs of marble worked on by man for centuries. Because of this characteristic, it is considered a unique place in the world. Every time an artist arrives in Pietrasanta they are called to confront with the evocative power of the stone. It is impossible to try and escape such fascination and to not accept the challenge, well aware of the fact that it wouldn’t be so easy to bend such a tenacious and proud material under domination, a material so indispensable to art nowadays.

Helidon Xhixha in his studio, preparing the sketch for London Design Biennale
Helidon Xhixha in his studio, preparing the sketch for London Design Biennale

Helidon Xhixha is certainly one of the most interesting sculptors on the contemporary scene today and during the last few years its work has established itself for the originality of the sign and the processing of the material. He mostly used steal which he bent, modeled, enjoying its mirroring surface that absorbs everything that surrounds it until it divides, multiplies every image that comes into its way. He placed his large sculptures in the historical center of Matera, on the San Servolo Island in the Venetian lagoon, at Madama Palace in Turin, and recently he faced an international audience in London where he was widely appreciated. This is what they call emerging, highly appreciated by the critics. It wouldn’t have been difficult to simply choose an anthology of the most famous and beautiful works to place in one of the most beautiful squares in Italy. But Helidon is a man who loves challenges, something that can also be seen in his biography as a struggling artist, used to always be questioned.

I met him in Pietrasanta while he was working on his new pieces. We entered the belly of Henraux together, where the marbles he had chosen appeared as if relaxed, almost defenseless and fragile – something incredible for a block weighing several tones – awaiting for the machines to forge the artist’s will and to help translate his thoughts. From this place I came up with the title for this article, The Rock, because the power expressed by the naked rock has no equivalent; it corners you, it prevents you from finding shortcuts or refuge. At least in the beginning it’s more powerful than you. To be able to fight this battle there is need for muscles and brains, intelligence and power, not being afraid to take risks or to plunge in.
Nowadays the role that the sculpture plays on the scene of the contemporary art needs to be clarified theoretically. What needs to be mentioned first of all is that the maturing process of a sculptor is long and complex. There is no place for improvising here, it is a journey with different milestones to reach, and one needs to understand the language, the forms and the materials. Compared to other fields, whether it is painting or conceptual art, the path is longer, and for this reason sculpture needs more complex and articulated times. Sculpture is coexistent with continuity, with the reflection over the classic, and the break from the old ways, abandoning tradition, descending from the pedestal and attempting to always retrace new semantic imbalances.

More than any other artistic genre, in order to last, sculpture needed to modify itself genetically, becoming a hybrid between the ancient essence, the object, the installation, the urban intervention until reaching Land Art and Earth Art.
If in 1946 Arturo Martini – provocatively – called sculpture “the dead language”, he certainly didn’t have in mind how many more revolutions would be achieved in the second part of the twentieth century. When standing before the works of Xhixha, realized out of marble, bronze, but also with tested steels, you can feel the vitality coming out from every bent form. His works are monumental excerpts that enchant, play between cold and hot, reveal a vision of the world and of an art that is entirely contemporary.

The London Design Biennale will be held between September 7th and September 27th, 2016. Helidon Xhixha will participate at this first edition where the main theme is the utopia through design, representing his country of origin, Albany, with an installation that is inspired from the ideal city of Plato. The installation of Helidon is exhibited in the Somerset House square together with two other countries, United Kingdom and Nigeria.

www.helidonxhixha.com
www.continiartuk.com
www.comune.pietrasanta.lu.it
www.laversilianafestival.it

Italiano

Scrivi rock e pensi a qualcosa di molto potente. Un suono, soprattutto, visto che la parola si lega in particolare al mondo della musica. Ma rock è anche, e soprattutto, roccia. Montagna. Masso. Alzi gli occhi davanti a te, sopra la piazza di Pietrasanta e vedi le Alpi Apuane che sovrastano l’architettura in stile romanico-gotico della chiesa e del campanile. Distese bianche che sembrano di neve perenne e invece sono lastre di marmo sulle quali l’uomo ha lavorato da secoli. Per questa caratteristica, si tratta di un posto unico al mondo. Ogni volta che un artista arriva a Pietrasanta è chiamato a confrontarsi con il potere evocativo della pietra. Impossibile tentare di fuggire da tale fascino e non accettare la sfida, ben consapevoli che non sarà facile piegare un materiale così tenace e orgoglioso al dominio del progetto, indispensabile all’arte di oggi.

Helidon Xhixha exhibition on the main square of Pietrasanta, credits continiartuk
Helidon Xhixha exhibition on the main square of Pietrasanta, credits continiartuk

Helidon Xhixha è certamente uno degli scultori più interessanti nel panorama contemporaneo e il suo lavoro è stato capace di imporsi, in questi ultimi anni, per l’originalità del segno e l’elaborazione sul materiale. Ha utilizzato soprattutto l’acciaio che ha piegato, modellato, sfruttando la sua superficie specchiante che assorbe tutto ciò che lo circonda fino a sdoppiare, moltiplicare, ogni immagine che incontra nel cammino. Ha collocato le sue grandi sculture nel centro storico di Matera, all’Isola di San Servolo nella laguna veneziana, al Palazzo Madama di Torino, di recente si è misurato con il pubblico internazionale di Londra ottenendo ampi consensi. È quel che si dice un emergente, molto apprezzato anche dalla critica. Non gli sarebbe stato difficile limitarsi a scegliere un florilegio delle opere più belle e conosciute per collocarle in una delle piazze più belle d’Italia. Ma Helidon è uomo che ama le sfide, fatto che si può evincere dalla sua biografia di artista combattivo, abituato sempre a mettersi in discussione.

Helidon Xhixha and his wife Mara
Helidon Xhixha and his wife Mara

L’ho raggiunto a Pietrasanta durante la lavorazione delle nuove opere. Siamo entrati insieme nella pancia della Henraux, dove i marmi che ha scelto apparivano alla vista distesi, quasi inermi e fragili – incredibile a dirsi per un blocco che pesa diverse tonnellate – in attesa che le macchine forgiassero ciò che l’artista ha in mente e lo aiutassero a tradurne il pensiero. Da qui mi è venuto il titolo per questo testo, The Rock, perché la potenza che esprime la nuda pietra non ha uguali; ti mette all’angolo, ti impedisce di trovare scorciatoie o sotterfugi. Almeno all’inizio è più forte di te. Per giocarsi questa battaglia ci vogliono testa e muscoli, intelligenza e potenza, non avere paura del rischio e della scommessa.
Dal punto di vista teorico, si tratta di chiarire quale sia, oggi, il posto che occupa la scultura nell’ambito dell’arte contemporanea. Va detto, innanzitutto, che il processo di maturazione di uno scultore è lungo e complesso. Qui non ci si può improvvisare, c’è da compiere un percorso a tappe, bisogna conoscere il linguaggio, le forme e i materiali. Rispetto ad altri ambiti, che si tratti di pittura o di arte concettuale, la decantazione è più lunga, per questo la scultura si prende dei tempi complessi e articolati. La scultura è sempre coesistenza tra la continuità, la riflessione sul classico, e la rottura con i vecchi schemi, abbandono della tradizione, discesa dal piedistallo e tentativo di rintracciare sempre nuovi sbilanciamenti semantici.
Più di ogni altro genere artistico, la scultura per resistere si è dovuta modificare geneticamente, diventando un ibrido tra l’antica essenza, l’oggetto, l’installazione, l’intervento urbano fino alla Land Art e alla Earth Art.
Se nel 1946 Arturo Martini definiva – provocatoriamente – la scultura “lingua morta”, non aveva certo in mente quali altre rivoluzioni si sarebbero compiute nella seconda parte del XX secolo. Di fronte alle opere di Xhixha, di marmo, di bronzo, ma anche i più collaudati acciai, la vitalità sprizza da ogni piega. Sono stralci monumentali che incantano, giocano tra freddo e caldo, rivelano una visione del mondo e dell’arte pienamente contemporanea.

La London Design Biennale si terrà dal 7 al 27 Settembre 2016.
Helidon Xhixha partecipa a questa prima edizione il cui tema centrale è l’utopia attraverso il design, rappresentando il suo paese di origine, l’Albania, con un’installazione che si inspira alla città ideale di Platone. L’installazione di Helidon, è esposta nella piazza di Somerset House insieme ad altri due paesi, Uk e Nigeria.

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