Sonia Bergamasco Godmother of the 73rd edition of Venice International Film Festival

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Alessandro Schinco photographer
Alessandro Schinco photographer

At fifty years old, Sonia Bergamasco is one of the most eclectic and versatile Italian actresses with a remarkable ability to act. She will be the godmother of the opening and closing nights of the 73rd edition of the International Film Festival in Venice 2016, directed by Alberto Barbera that will take place in Lido from August 31st to September 10th 2016.

From Milan, graduated from the Giuseppe Verdi Conservatory, with a major in piano and one in reciting from the Piccolo Teatro School in Milan, she is shy and has an amazing personality. Tall, slim, blonde, looking much younger than her age and always with a bright smile on her face, she is known to the general audience who has appreciated her in theaters both through her intense film and theater characters.

Not only an actress, musician, wife of Fabrizio Gifuni, but also mother of two girls…
“I am just like other millions of women around the world who manage to make miracles happen. Moreover, I have the privilege to have a job that I love and this helps me a lot, it always fills me with energy. A beautiful craft that is also very difficult and hard. Often we can only see its frivolous side, but in truth it is a complicated, delicate and exhausting work. From my point of view, I admit that I like it”.

Actress and musician makes her debut with Giorgio Strehler.
“Coming from the Conservatory in Milan and the Piccolo school was my start, the discovery of a world that I didn’t know in reality. My participations were exclusively in concerts assisting or singing. Never for theater or cinema. Everything started by chance. Meeting Strehler was great because I got accepted by chance in a historical house of the Italian theater. I studied for three years then I left and started working immediately. It left a powerful imprint on me”.

You worked with Carmelo Bene, Theodoros Terzopoulos and Massimo Castri and you are the directress and actress of performances where the musical experience profoundly intertwines with theater. In cinema and TV you worked with Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci and Marco Tullio Giordana.
“I started performing in non-commercial films, works of young directors, small roles in films that had a cultural imprint. Very different than theater”.

But you also have an infinite passion for the stage and music…
“Music represents all of them together. I couldn’t live without it and theater is definitely a source of great joy when it is done well. I started performing thinking that I will only do theater; perhaps this is the nineteen century side of me. I imagined to be an actress only on the theater stage and then everything else followed: cinema, TV, communication means that use completely different tools and venues. But I feel that despite the different language and stylistic choices used, I am the actress I imagined to be when I thought about becoming an actress. The tools can change but the heart is always the same”.

I know you since the beginning of your career but seeing you on set is an exciting experience both because of your concentration before shooting and also for your skills during every take. A career built on choices and well interpreted roles and often you interpret strong and fragile female roles such as Anna Karenina, the Red Brigade in the “La meglio gioventu” by Marco Tullio Giordana and many others…
“Maybe I was wrong when making some of the choices and maybe I will be wrong again in the future. I am like everyone else: a person, also fragile, that can make mistakes…”
But she also chose different stories that touch various genres: the young, the old, the popular, the banal and the artistic. In 2016 she wins the David of Donatello and the Golden Ciak Award for the best protagonist actress in “Qua vado”.

After the great success with the Checco Zalone film and with the TV series of Montalbano Inspector, when do you have time to relax in your day to day life?
“With family and small private engagements, realizing that the true relaxation comes from things that you are doing for yourself, maybe in the challenges of small things, allowing yourself the luxury to engage in activities that have nothing to do with your work. I found that I relax most when I making homemade bread and pasta. It unwinds and calms me”.

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Italiano

A cinquant’anni compiuti, Sonia Bergamasco è una delle attrici italiane più eclettiche e poliedriche, con una capacità interpretativa notevole. Sarà la madrina delle serate di apertura e di chiusura della 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2016, diretta da Alberto Barbera, che si svolgerà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2016.

Milanese, diplomata in pianoforte presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, ha un carattere schivo e poco mondano. Alta, magra, bionda, più giovane dei suoi anni e sempre con sorriso luminoso, è ormai nota al grande pubblico che l’ha apprezzata al cinema con personaggi intensi in film d’autore, oltre che in teatro.

Non solo attrice, musicista, moglie di Fabrizio Gifuni, ma anche madre di due bambine…
“Sono come tanti milioni di donne nel mondo che riescono a fare miracoli. Ho solo la fortuna di fare, in più, un lavoro che amo e questo mi aiuta, mi dà sempre energie nuove. Un mestiere bello ma che è anche molto difficile e duro. Spesso lo si immagina nel suo lato più frivolo, ma in verità è un lavoro complicato, delicato e faticoso. Dalla mia parte ho proprio che mi piace”.

Attrice e musicista, debutta con Giorgio Strehler.
“Venivo dal conservatorio di Milano e la scuola del Piccolo è stata il mio inizio, la scoperta di un mondo che proprio non conoscevo, in modo assoluto. Le mie frequentazioni erano esclusivamente da concerto, per assistere o per suonare. Non per il teatro e neanche per il cinema. Tutto è incominciato per caso. L’incontro con Strehler è stato molto forte perché sono entrata, improvvisamente, in una casa storica del teatro italiano. Ho fatto tre anni di scuola, poi me ne sono andata e ho subito lavorato. Resta un fortissimo imprinting”.

Ha lavorato con Carmelo Bene, Theodoros Terzopoulos e Massimo Castri ed è regista e interprete di spettacoli in cui l’esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Al cinema e in televisione ha lavorato con Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana.
“Ho iniziato a lavorare in film non commerciali, opere di giovani registi, piccoli ruoli in pellicole di impronta culturale. Tutto diverso dal teatro”.

Ma ha una passione infinita per il palcoscenico e la musica…
“La musica, che è tutto questo insieme. Non potrei vivere senza e poi il teatro sicuramente è una fonte di grande gioia, quando lo si riesce a fare bene. Ho iniziato a lavorare pensando che avrei fatto solo teatro, forse in questo sono un po’ ottocentesca. Immaginavo di fare l’attrice sul palco di un teatro e poi è arrivato tutto il resto: il cinema, la televisione, che hanno strumenti completamente diversi. Però sento, nonostante le lingue diverse e le scelte stilistiche utilizzate, di essere l’attrice che mi immaginavo quando pensavo di voler fare l’attrice. Cambiano gli strumenti ma il cuore è quello”.

La conosco fin dagli inizi della sua carriera, ma vederla sul set è un’esperienza emozionante sia per la concentrazione prima delle riprese sia per la bravura durante ogni ciak. Una carriera fatta di scelte e ruoli ben riusciti e spesso interpreta personaggi femminili forti e fragili, come Anna Karenina, la brigatista nel “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana e tanti altri…
“Forse ho sbagliato alcune scelte e forse ne sbaglierò ancora. Sono come tutti gli altri: una persona, anche fragile, che può sbagliare…”

Ma ha anche scelto storie diverse che toccano generi diversi: il giovane, il vecchio, il popolare, il banale e l’artistico. Nel 2016 vince il David di Donatello e il premio Ciak d’oro come miglior attrice non protagonista per “Quo vado”.

Dopo il grande successo nel film di Checco Zalone e in tv nella serie del Commissario Montalbano, quanto tempo hai per rilassarti nella tua vita quotidiana?
“Con la famiglia e gli impegni privati finisce che il vero relax lo trovi quando fai qualcosa per te, magari nello sfidarti in piccole cose, nel concederti il lusso per attività che non c’entrano con il lavoro. Io ho trovato il mio antistress nel fare il pane e la pasta in casa. Mi distende e mi calma”.

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