Kesenija Rappoport La celebre attrice russa che sogna di recitare in un teatro a Firenze

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Ksenija Rappoport, Russian from St. Petersburg, mother of two daughters, held a lecture at the Italian Embassy in Moscow, preceded by a short ceremony during which she was awarded the honor of the Order of the Star in Italy with the rank of Knight, for her important contribution brought in the collaboration between Italy and the Russian Federation in the cinematographic field.

She talks about herself saying that: “Since I was a little girl, I entertained myself with dolls or I replaced them by playing with pens, and in them I identified inventing characters different than me that moved inside the stories I invented. I had so many of them but I managed to always lose some of them. I was distracted, so distracted that as a little girl I managed to forget my cello on a bus! I can still remember the reaction of my parents, on their faces was drawn a mix of desperation and resignation. Probably playing, inventing fables with dolls and pens, fantasizing and building stories were already the first unconscious steps towards what I have chosen to do, those characters that came to life already existed in my subconscious as an actress. Perhaps out of laziness or the illusion of taking an easy path, certainly out of naiveté, at 17 years old I enrolled in the Theater school permanently giving up my university studies. At the beginning it seemed almost a game, it seemed like playing with my dolls! But in Russia theater is a very serious thing, a difficult path and I didn’t understand that; for two years I was the despair of my teacher, I wasn’t constant, I attended once in a while, being absent for some time and then presenting myself soon after, a nightmare for my teacher Lev Skrbensky, one of the greatest theater actors and directors in the world. I stayed away for almost two years and I reflected a lot during that time, so determined to continue that I looked for my teacher and although in the meantime I gave birth to a little girl I worked very hard, alternating study, dance, singing and reciting. My daughter was always with me, I never stopped, I was dancing and singing at home, recovering the time I lost, I was the first among my class. It hasn’t been easy but it was what I wanted to do, to be an actress, improving myself inwardly and giving the best of myself to the public, with simplicity. I frequented the underground Russian world animated by poets, writers and painters. I, who by nature, was brought up to interact with others, was starting a double life: a part of me bound to my daughter and the other one immersed in culture, in art and in theater. One day, my teacher invited me to recite the role of Nina in Gabbiano by Lev Dodin – I couldn’t believe it – and I had the possibility of reciting on the scene of the most famous theater in St. Petersburg, the Maly Dramatic”.

And it is with this simplicity, without any hint of smugness, that Ksenija recounts her life story, transmits the gratitude that nourishes towards her parents who have accepted her every choice, happy that she stubbornly pursued her path. She seems to let herself go on the wave of intimate memories with a timid smile and for a moment she seems to be far away. Then she continues: “It’s true that in life things happen out of fortunate circumstances. I started working in non-commercial films by young Russian directors, small roles in films with cultural imprint. All very different than Theater, to sit in front of the camera became the drug of the moment, it fascinated me, I dedicated more and more time to work, to study, and my daughter was always with me”.

       I’ve always tried to keep the commitments I made and theater is for me a gym where I keep training with discipline

Then Giuseppe Tornatore arrived in Russia to choose the protagonist for “Erina” in the film “La sconosciuta” and Ksenija remembers that: “on the last day of his stay, after 4-5 months of search, early in the morning, he saw my picture and he called for me at once in Moscow. Even here the fortunate circumstances have played a definite role, without that photo Tornatore wouldn’t have chosen me for that film which brought me good luck in Italy and has opened new horizons. In Italy I continued to also work with other professionals of high level like Maria Sole Tognazzi (L’uomo che ama, opera seconda), Giovanni Veronesi, Carlo Verdone and in 2009 with Giuseppe Capotondi”. With “La sconosciuta” of Tornatore she wins the David of Donatello in 2007 for best actress and with the film “La doppia ora” of Capotondi receives, in 2009, the Colpa Volpi for best actress. Her career has been an explosive revelation on an international level, intelligent, gifted with a great, authentic charm, serious and perseverant, she is certainly one of the most admired actresses.

Italiano

Ksenija Rappoport, russa di San Pietroburgo, madre di due figlie, ha tenuto una lecture all’Ambasciata Italiana a Mosca, preceduta da una breve cerimonia durante la quale è stata insignita dell’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia con il grado di Cavaliere, per il suo importante contributo alla collaborazione tra l’Italia e la Federazione Russa in campo cinematografico.

Parla di sé raccontando che “Da bambina mi divertivo con le bambole o in loro sostituzione giocavo con le penne, in esse mi identificavo inventando personaggi diversi da me che si muovevano all’interno delle favole che inventavo. Ne possedevo tante ma riuscivo a perderne sempre qualcuna. Ero distratta, talmente distratta che da ragazzina sono riuscita a dimenticare il mio violoncello su un autobus! Ricordo ancora la reazione dei miei genitori, sul loro volto era disegnato un misto di disperazione e rassegnazione. Probabilmente giocare, inventare favole con le bambole o con le penne, fantasticare e costruire storie erano già i primi inconsapevoli passi verso ciò che avrei scelto di fare, quei soggetti che prendevano vita erano già nel mio subconscio di attrice. Forse per pigrizia, o nell’illusione di intraprendere una strada facile, sicuramente per ingenuità, a 17 anni mi sono iscritta alla scuola di Teatro lasciando definitivamente gli studi universitari. All’inizio mi era sembrato quasi un gioco, mi pareva di giocare con le mie bambole!

In Russia però il Teatro è una cosa molto seria, una strada dura ed io non lo capivo; per due anni sono stata la disperazione del mio insegnante, non ero affatto costante, frequentavo per un po’, mi assentavo per un periodo per ripresentarmi subito dopo, un incubo per il mio maestro Lev Skrbensky, uno tra i più bravi attori e registi teatrali del mondo. Sono rimasta lontana per quasi due anni ed ho riflettuto molto in quel periodo, così determinata a continuare che ho ricercato il mio maestro e, nonostante nel frattempo avessi avuto una bambina, mi sono impegnata tantissimo alternando studio, danza, canto e recitazione. Mia figlia sempre con me, non mi fermavo mai, ballavo e cantavo a casa, stavo recuperando il tempo perduto, ero tra le prime del mio corso. Non è stato facile ma era quello che volevo fare, l’attrice, migliorandomi interiormente e dando al pubblico il massimo, con semplicità. Frequentavo il mondo underground russo animato da poeti, scrittori, pittori. Io che, per mia natura, sono portata a relazionarmi con gli altri, ho iniziato una doppia vita: una parte di me legata a mia figlia, l’altra immersa nella cultura, nell’arte e nel teatro. Un giorno il mio maestro mi invitò a recitare la parte di Nina nel Gabbiano di Lev Dodin – non potevo crederci – e avevo la possibilità di recitare nel teatro più famoso di San Pietroburgo, il Maly Dramatic”.

È con questa semplicità, non scevra di un pizzico di compiacimento, che Ksenija racconta la sua vita, trasmette la gratitudine che nutre verso i suoi genitori che hanno accettato ogni sua scelta, contenti che con caparbietà perseguisse la sua strada. Sembra abbandonarsi all’onda dei ricordi intimi con un timido sorriso e per un momento appare lontana. Poi riprende: “è vero che nella vita le cose accadono per circostanze fortuite. Ho iniziato a lavorare in film non commerciali di giovani registi russi, piccoli ruoli in pellicole di impronta culturale. Tutto diverso dal Teatro, stare davanti alla macchina da presa era diventata la droga del momento, mi affascinava, dedicavo sempre più tempo al lavoro, agli studi, e mia figlia era sempre con me”.

Ho sempre cercato di mantenere gli impegni presi e il teatro è per me una palestra dove continuare ad allenarmi con disciplina

Poi Giuseppe Tornatore è arrivato in Russia per scegliere la protagonista “Erina” del film “La sconosciuta” e Ksenija ricorda che “l’ultimo giorno della sua permanenza, dopo 4-5 mesi che cercava, la mattina presto, ha visto la mia foto e mi ha fatto chiamare subito a Mosca. Anche qui le circostanze fortuite hanno giocato un ruolo determinante, senza quella foto Tornatore non mi avrebbe scelto per quel film che mi ha portato fortuna in Italia e mi ha aperto nuovi orizzonti. In Italia ho continuato a lavorare anche con altri professionisti di alto livello come Maria Sole Tognazzi (L’uomo che ama, opera seconda), Giovanni Veronesi, Carlo Verdone e nel 2009 con Giuseppe Capotondi ”. Con “La sconosciuta” di Tornatore vince nel 2007 il David di Donatello per la migliore interpretazione femminile e con il film “La doppia ora” di Capotondi riceve, nel 2009, la Colpa Volpi come migliore attrice. La sua carriera è stata una rivelazione esplosiva a livello internazionale, intelligente e dotata di grande e autentico charme, serissima e perseverante, è certamente una delle attrici più ammirate.

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