The Festival of Tuscany It was on November 30, 1786 when Pietro Leopoldo I Habsburg Lorraine, Grand Duke of Tuscany abolished torture and the death penalty

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The history of Tuscany and the Tuscany of today, a place that, in the enlightened reforms of Grand Duke Pietro Leopoldo and during present times, claims rights and culture. On November 30, 2016 we celebrate the Festival of Tuscany, in the memory of the abolishment of the death sentence made possible by the Grand Duke Pietro Leopoldo. A sovereign, ally to freedom and progress, the first one in history to abolish the death penalty inspired by the famous work of Cesare Beccaria. It was in 1764 when Cesare Beccaria published his essay entitled “On crimes and punishments”. The theme was suggested by friend and mentor Pietro Verri, central Illuminist personality from Lombardy, that during one of the famous meetings at his palace proposed to the young men from Milan to write a work against death penalty. The essay was printed in Livorno in order to avoid censorship problems and the success was immediate. The proposition of the author to abolish torture and the death penalty railed against a centuries-old practice. Despite the violent reactions of conservatories, in a short period of time “On crimes and punishment” became the most important and widespread text of Italian Illuminism. It was the Grand Duke of Tuscany, Pietro Leopoldo to take on this essay as his spiritual guide, following to the letter the concepts of Beccaria. And so, after more than twenty years of study with his councilors, on November 30, 1786 Leopoldo reformed the penal code, abolishing the death penalty and the practice of torture.

Thus, the Grand Duchy of Tuscany was the first state in the world to eliminate, with only one strike, the remnants of mediaeval times such as treason, torture and death penalty. In the city of Florence, following the enactment of the Leopoldian Code, gallows and instruments of torture were burnt into a bonfire set up in front of Palazzo del Bargello. The Festival of Tuscany, celebrated each year on November 30, was established in the year 2000 by the Regional Council in the memory of this extraordinary event, reconfirming the commitment for promoting human rights, peace and justice, with numerous events and meetings throughout the territory. The 2016 edition of the celebration is dedicated to “Modernization and reform from the times of Grand Duke Pietro Leopoldo, with particular reference to the institution of the communities, land reclamation and infrastructure”.

Italiano

La storia della Toscana e la Toscana di oggi, una terra che, nelle riforme illuminate del Granduca Pietro Leopoldo e nell’attualità più immediata, rivendica diritti e cultura. Il 30 novembre 2016 si celebra la Festa della Toscana, in ricordo dell’abolizione della pena capitale da parte del Granduca Pietro Leopoldo. Un sovrano alleato della libertà e del progresso, il primo nella storia a eliminare la pena di morte, ispirato dal celebre scritto di Cesare Beccaria. Era il 1764 quando Cesare Beccaria pubblicò il saggio dal titolo “Dei delitti e delle pene”. Il tema gli era stato suggerito dall’amico e mentore Pietro Verri, personalità centrale dell’Illuminismo lombardo, che proprio durante una delle famose riunioni nel suo palazzo propose al giovane milanese di scrivere un’opera contro la pena di morte. Il saggio venne stampato a Livorno per evitare problemi con la censura ed il successo fu immediato. La proposta dell’autore di abolire la tortura e la pena capitale si scagliava contro una pratica secolare. Nonostante le violente reazioni da parte dei conservatori, in breve tempo “Dei delitti e delle pene” divenne il testo più importante e diffuso dell’Illuminismo italiano.

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Fu il Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, a fare di questo saggio la sua guida spirituale, seguendo alla lettera i precetti del Beccaria. E così, dopo oltre vent’anni di studio insieme ai suoi consiglieri, il 30 novembre del 1786 Leopoldo riformò il codice penale, abolendo la pena di morte e la pratica della tortura. Il Granducato di Toscana fu così il primo stato al mondo ad eliminare, in un colpo solo, residuati dell’epoca medioevale, come il delitto di lesa maestà, la tortura e la pena di morte. Nella città di Firenze, in seguito all’emanazione del Codice leopoldino, patiboli e strumenti di tortura vennero bruciati in un falò appiccato di fronte a Palazzo del Bargello. La Festa della Toscana, che si celebra ogni anno il 30 novembre, è stata istituita nel 2000 dal Consiglio Regionale per ricordare questo evento straordinario, riconfermando l’impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, con numerosi eventi e incontri su tutto il territorio. L’edizione 2016 della ricorrenza è dedicata alla “Modernizzazione e riforme dall’età del Granduca Pietro Leopoldo con particolare riferimento all’istituzione delle comunità, alle bonifiche ed alle infrastrutture”.

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