The lutherie of Hannibal The shop of Jamie Lazzara in via dei Leoni, in Florence

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Anyone who walked the street that leads from the wonders of Uffizi to the flavored focacce of “Antico Vinaio” couldn’t have missed to notice the small shop of Jamie Lazzara in via dei Leoni. A small wooden door with a tiny glass window that leads straight into the microscopic kingdom of six square meters of the American luthier. Walking by, at any time, you will notice a woman bent over a working table busy carving pieces of wood. Thus, as soon as my violin needed it, I went to her driven by an enormous curiosity more than necessity.

Jamie Lazzara was born in the United States, in Urbana, Illinois. After attending the California State University from Long Beach she transfers to Florence in 1979, where she graduated in the art of restoration. In the following six year she studies at the prestigious School of Violinmaking in Cremona in order to be able to learn the art of manufacturing stringed instruments in the city of luthiers par excellence. After graduating she opens her first Florentine shop in 1978. She invites me in, she is a woman in her fifties, with a big smile on her face. The American accent is unmistakable.

I wouldn’t advise you to enter her shop with the instrument on your back: the maneuvers are quite difficult to make inside! I ask if I can take a few pictures of her lab and, to my surprise, Jamie tells me that I am not the only one fascinated by the place: director Ridley Scott, during the shooting of the film Hannibal, passing by the lutherie, decided to change the script to be able to shoot the scene inside her shop. Jamie agreed asking the director to give her the time necessary to put the lab in order, but he ordered her to touch nothing: everything was perfect as it was. After the two weeks needed to modify the script, Anthony Hopkins spent 12 hours to shoot the scenes inside the shop of which the walls covered in photos are testimony to the event.

Going inside, on the left, images of famous musicians can be noticed, but there is one in particular that catches my attention, that of a character that every violinist who is a professional must know: Itzhak Perlman, one of the greatest violinist alive (do you remember the theme of the film Schindler’s List? That’s him). Jamie notices my curiosity and explains that a few years ago Perlman has specifically ordered a “Lazzara” violin built from the model of a Stradivarius from 1714 and that with that particular violin he played during the concert held in honor of the installation of the President of the United States, Barack Obama, in 2009. It’s incredible how many amazing people are hidden among the streets of our city and I ask everyone who is passing by through Florence to visit Jamie’s shop; you will be fascinated.

Chiunque abbia percorso la strada che dalle meraviglie degli Uffizi conduce alle saporite focacce dell’“Antico Vinaio” non può non aver notato la minuscola bottega di Jamie Lazzara in via dei Leoni. Una porticina di legno con una piccola vetrata conduce direttamente nel microscopico regno di sei metri quadrati della liutaia americana. Passeggiando, a qualsiasi ora, noterete una donna piegata sul tavolo da lavoro intenta a intagliare pezzi di legno. Così, appena il mio violino ne ha avuto bisogno, mi sono diretta da lei spinta oltre che dalla necessità, dall’enorme curiosità.

Jamie Lazzara è nata in America, ad Urbana, Illinois. Dopo aver frequentato la California State University di Long Beach si trasferisce a Firenze nel 1979, dove si diploma in restauro. Nei sei anni successivi studia alla prestigiosa Scuola di Liuteria di Cremona per poter apprendere l’arte della manifattura degli strumenti ad arco nella città dei liutai per eccellenza. Diplomatasi, apre la sua bottega fiorentina nel 1987. Mi invita ad entrare, è una donna sulla cinquantina, con un grande sorriso stampato sul viso. L’accento americano è inconfondibile.

Non vi consiglio di entrare nella liuteria con il vostro strumento in spalla: le manovre sono piuttosto difficili all’interno della bottega! Le chiedo di poter scattare qualche foto al suo laboratorio e, con mia grande sorpresa, Jamie mi dice che non sono l’unica a rimanere affascinata dal posto: il regista Ridley Scott, durante le riprese del film Hannibal, passando davanti alla liuteria, decise di cambiare il copione per poter girare delle scene proprio nella sua bottega. Jamie acconsentì chiedendo al regista il tempo necessario per mettere in ordine il laboratorio, ma lui le ordinò di non toccare nulla: era tutto perfetto così come era. Dopo due settimane necessarie alla modifica del copione, Anthony Hopkins passò 12 ore a girare le scene nella bottega le cui pareti testimoniano l’evento con tantissime fotografie.

Entrando, sulla sinistra, si notano anche diverse immagini di musicisti famosi, ma è una in particolare ad attirare la mia attenzione, quella di un personaggio che ogni violinista che si rispetti non può non conoscere: Itzhak Perlman, uno dei più grandi violinisti viventi (ricordate il tema del film Schindler’s List? Ecco è lui). Jamie nota la mia curiosità e mi spiega che qualche anno prima Perlman ha espressamente ordinato un violino “Lazzara” costruito su modello di uno Stradivari del 1714 e che quello stesso violino ha suonato durante il concerto per l’insediamento del Presidente USA, Barack Obama, nel 2009. È incredibile quante persone incredibili si nascondano tra le strade della nostra città e invito chiunque si trovi di passaggio a Firenze ad affacciarsi alla bottega di Jamie, ne rimarrete affascinati.

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