The only way to get in is to knock

0
Florence is You !

Un racconto di Simone Innocenti –

Behind the shredded door is the one whom everyone wants on their side. There is a continuous line of people and this is why the door seems to be shredded: because of the rush of using the knuckles or hands. Or maybe the umbrellas, if it’s winter time. Typically wood puts more pressure on wood, even if one risks disrupting the Oracle. But it doesn’t matter; it is worth the risk in order to be received. There is no ticket. There is no appointment. There is no plea. There is no way to let yourself in, not even the doorbell works because there is no doorbell. The people sit in line but they don’t block the hallway. The only way to get in is to knock, the only hope that the door will open is that that door will open. It has been like this forever, tells an old woman to a girl who sits there and you can see that she is disoriented because she doesn’t understand how that place works. The old woman, who has white hair worn in a bun, tells her that when her turn will come, she won’t need to do anything else but go there in front of the door and do what that postulant just did: if the door opens, you go in; otherwise there is nothing to do, you can come back the following day or when you have time. She continues to tell her that you don’t have to pay anything; there is no currency that can attract the willingness of the gods or that can predict the vagaries of the future. She tells her that she must set her soul in peace and hope, hope that that door will open and ignore those screams that come from the next door.
Dietro alla porta grattugiata c’è quello che tutti vorrebbero avere dalla loro parte. C’è una fila ininterrotta di gente ed è per questo che la porta sembra grattugiata: a furia di usare le nocche o le mani. O magari gli ombrelli, se è inverno. In genere i legni fanno più pressione sul legno, anche se uno rischia di indisporre l’oracolo. Ma non importa, è un rischio da correre se si vuole essere ricevuti. Non c’è un biglietto. Non c’è un appuntamento. Non c’è una supplica. Non c’è nessuna maniera per farsi aprire, neppure suonare il campanello funziona perché il campanello non c’è. La gente sta in fila, ma non intasa il corridoio. L’unico modo di entrare è bussare, l’unica speranza che la porta si apra è che quella porta si apra. Va così da sempre, dice un’anziana a una ragazza che sta lì e si vede subito che è spaesata perché non capisce come funzioni quel posto. L’anziana, che ha la testa bianca e i capelli raccolti in uno chignon, le dice che quando sarà il suo turno, lei non dovrà altro che andare lì, di fronte a quella porta e fare come ha appena fatto quel postulante: se la porta si apre, entri; altrimenti non c’è nulla da fare, puoi ripassare il giorno dopo o quando hai tempo. Le dice ancora che non dovrà pagare nulla, non c’è moneta corrente che possa attirarsi il favore degli dei o possa prevedere le bizzarrie del futuro. Le dice che deve mettersi l’anima in pace e sperare, sperare che quella porta si apra e non fare caso a quelle urla che provengono dalla porta accanto.

Simone Innocenti

Giornalista del Corriere Fiorentino e scrittore, è autore del libro “Puntazza”pubblicato da Erudita Editore, marchio di Giulio Perrone. Una raccolta di otto racconti che parlano “di uomini, di donne, di sofferenza, di amore, di ironia, un po’ noir, un po’ no”. Nelle librerie indipendenti, su Ibs e Amazon.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.