Cantiere Opera, di Elio e Francesco Micheli Dodici serate al teatro Niccolini di Firenze

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Ambientare l’Opera nei periodi storici in cui è stata concepita con l’aiuto della biografia del compositore, e insieme collegarsi, attraverso spezzoni filmici di grande potenza, a fenomeni dell’attualità e, se non bastasse, riuscire a rendere attivo il pubblico, proponendogli di cantare a diverse velocità lo stesso distico tratto dal libretto di un’opera, per evidenziare come la musica può trasformare il senso delle frasi, questo è Cantiere Opera. Elio e Francesco Micheli (scritto così sembrerebbero fratelli ma non lo sono), autore e protagonista al Teatro Niccolini di sei serate con replica, sintetizzano nel sottotitolo “Il melodramma italiano secondo noi”. Ma la lunghissima definizione iniziale dà più l’idea del ritmo frenetico con cui è costruito e condotto questo spettacolo-cantiere. Vi si alternano video, spezzoni di film, letture, quesiti al pubblico, improvvisazioni, cantanti d’opera,  battibecchi, accompagnati dalla musica del pianoforte. Per “ …ridendo e scherzando, …dar forma a una piccola enciclopedia dell’opera italiana”. È  stupefacente che un recupero così importante per l’economia dell’Italia ( il petrolio finisce, le Opere no – per dirlo con le parole di Elio) sia  fatto per  l’iniziativa di un artista e di un regista, supportati   da una Fondazione privata (Pavarotti Foundation). “Ci siamo mossi per far conoscere ad un largo pubblico, e soprattutto ai giovani, la ricchezza lasciataci da questi grandi compositori”.

Il regista Francesco Micheli segue uno schema, sera dopo sera, iniziando, al di qua del sipario, con un monologo inerente l’Opera in generale, creazione italiana, anzi fiorentina, che ha stregato il mondo da almeno due secoli e che oggi sta finendo in mani straniere, con l’apertura di scuole prestigiosissime, come la Juliard di New York per dirne una, che investono forti somme per creare professionalità. Poi il sipario si alza e appare Elio sul piedistallo, statua di volta in volta del compositore della serata che canta una delle sue arie e poi scende recitando il fantasma che  narra la sua vita, un po’ spaesato per il tempo presente  in cui si trova. Questo schema si riempie poi, ogni sera, di contenuti e trovate diverse e divertenti.

Per ora sono state trattate le figure dei “Padri” Rossini, Bellini, Donizzetti e Verdi. Entro la settimana apparirà il fantasma di Puccini (9 e 10 febbraio), per finire l’11 e il 12 con  il compositore Nicola Campogrande (vivente), che incarna l’Opera che verrà.

Non si può che applaudire questo immane lavoro, tutt’altro che facile, considerando che in poco più di un’ora, per ogni serata, viene descritta la vita del compositore, il suo periodo storico, evidenziando la modernità di molti aspetti dell’Opera, ingiustamente considerata dai più uno spettacolo sorpassato. Con un  linguaggio che diverte e vuole incuriosire ed attirare chi di opera non sa niente, pur deliziando con trovate originali anche coloro che la amano. Il pubblico, eterogeneo partecipa con entusiasmo, applaudendo a lungo.

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La serata più entusiasmante fra le quattro viste? Quella dedicata a Donizetti, compositore dalla profonda e drammatica teatralizzazione romantica.  Non solo per la bellezza della musica, ma anche e soprattutto per la costruzione dello spettacolo, con un potente filo conduttore e lo spezzone di un grande film, Il quinto elemento, citato per l’uso che Besson, il regista, fa di un pezzo della Lucia di Lammermoor. Che abbia contribuito ad una sì perfetta spettacolarizzazione la comune origine brianzola di Gaetano Donizetti e Francesco Micheli?

English

What shows Cantiere Opera? It contextualizes each Opera by means of the biography of the composer,  connects the plot  to current phenomena, and, in addition, involves the audience in the show, by proposing to sing at rising speed the same couplet of an opera libretto, to highlight how music can change the meaning of a sentence. Elio and Francesco Micheli (not brothers!) are the  authors and actors at Niccolini Theater six evenings in february ( repeated once ). The subtitle says The Italian Melodramma according to us. But the initial definition better conveys the idea of the frenetic rithm by which this show-constructionsite is built and conducted. You find videos, sheet portion of films, lectures, questions to the public, bickering , opera singers, improvisations, with the music of a pianoforte. In order to, “… by laughing and joking, …give birth to a little enciclopedia of the Italian Opera“.

It is estonishing that such an important means of recovery for the Italian Economy ( petrol goes to an end, while Opera does’nt– tells us Elio), is  carried on by an artist and a director, with the support of a private Foundation (Pavarotti Foundation). “We took action for a large public, young people above all,  to get to know the wealth left to us by our famous composers“.

Evening after evening Francesco Micheli follows a scheme, starting our side of the curtain, with a general monologue about the Opera, the Italian, better saying Florentine, invention  bewitching the whole world for at least two centuries and today in foreign hands, with prestigious schools opened abroad (see Juliard in N.Y. as an example)  and a lot of money invested there to create professional singers.Then the curtain rises and Elio appears, standing on a pedestal like the statue of the composer celebrated that night, singing one of his arie, then going down the pedestal and  playig the ghost who tells his biography, a bit confused by the present time he finds himself in. This scheme fills up with different contents each evening, with new and funny gimmicks.

So far the “Opera Fathers” shown were  Rossini, Bellini. Donizetti and Verdi. The last one was  Puccini (9 and 10 February ). The show ends with the (living) composer Nicola Campogrande (11 and 12 February),  representing  the Opera of the future.

We can only applaud this play, not at all easy, if you think that every evening, in a little more than one hour,  it illustrates the life of the composer, his historical background, enlighting  how modern are operas, wrongly considered by many a show of the past.  With a language that is fun and wants to intrigue and attract those who do not know the subject, while delighting also those who like  the  genre. The diverse audience participates enthusiastically, applauding for a long time.

The most exciting evening? The one dedicated to Donizetti, a composer deeply and dramatically romantic. Not only for the beauty of his music, but also and mostly for the way the show was built, with a powerful underline theme and the sheet portion of a great film The fifth element, screened for the use that Besson, the director, does of a piece of Lucia di Lammermoor. Will it be that the perfect spectacularization of that evening was due to the common origin of Gaetano Donizetti and Francesco Micheli, both being born in Brianza?

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