Beatrice Segoni When the kitchen is at a high complexity rate

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She is living proof that perseverance and consistency pay off in the end when there is quality involved. It took a while to find her place in the city, but for some time chef Beatrice Segoni has finally found her ideal landing place at Konnubio. Seeing her move easily between tables, before “putting her to the test” behind the stove, one has the distinct impression that there is a true alliance formed between the chef from Marche and the restaurant on Via dei Conti, in Florence. In fact, here, Beatrice was able to leave her mark on both the food itself as well as on the menu and the atmosphere of the restaurant. The restaurant’s distinctive feature is the coexistence of a high complexity rate of the kitchen – as is should be expected from those who have always mastered ingredients – and of a series of contrasts, both on the plate as well as in the environment. We start from the restaurant itself, which oscillates between “modern” given by the hard K in the name and a reassuring classicism in furniture, table cloths and soft lighting. The menu also places side by side with the traditional names of the dishes, a touch of irony completely attributed to the chef’s character: the “Seconds that are no one’s seconds” stealing a smile, just like the “Sea Perfume” and “Earthly Winds” which identify the tasting menu of fish and meat. Together with the new spring menu, Beatrice Segoni launched at Konnubio a new “contamination” element, that of the artistic world: thanks to an agreement with Keep Art, every three months the walls of the restaurant will be decorated with works of contemporary artists.

Italiano

È la prova vivente che costanza e coerenza, quando si possiedono qualità, alla fine pagano. Ci ha messo un po’ a trovare la sua dimensione in città, ma da qualche tempo la chef Beatrice Segoni ha finalmente trovato il suo approdo ideale nel Konnubio. A vederla muoversi con disinvoltura tra i tavoli, prima ancora che a “metterla alla prova” dietro ai fornelli, si ha la netta impressione che il vero connubio sia quello tra la chef marchigiana e il locale di via dei Conti, a Firenze. Qui, infatti, Beatrice è riuscita a lasciare la sua impronta tanto sulla cucina in sé quanto sul menù e sull’atmosfera del ristorante. La cifra distintiva del locale è la coesistenza di una cucina ad alto tasso di complessità – com’è giusto aspettarsi da chi ha da sempre piena padronanza della materia prima – e di una serie di contrasti, sia nel piatto che nell’ambiente. Partiamo dal locale in sé, che oscilla tra un taglio “moderno” dato dalla K dura nel nome e una rassicurante classicità di arredi, tovagliati e luci soffuse. Anche il menù affianca ai tradizionali nomi dei piatti un tocco di ironia pienamente riconducibile al carattere della chef: i “Secondi che non sono secondi a nessuno” strappano un sorriso, così come i “Profumi di mare” e “Venti di terra” che identificano i menù degustazione rispettivamente di pesce e carne. Insieme al nuovo menù primaverile, Beatrice Segoni ha varato al Konnubio un’ulteriore contaminazione, quella col mondo artistico: grazie a un accordo con Keep Art, ogni 3 mesi le pareti del locale saranno impreziosite da opere di autori contemporanei.

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